D’Ambrosio (Figc Pistoia): «Le società non verranno lasciate sole»

Intervista a Roberto D’Ambrosio, presidente della Figc Pistoia: «Fare previsioni sulla ripresa è stupido. Ascolteremo i medici ma non decideranno loro»

Il Coronavirus ha fermato tutti i campionati sportivi. Logicamente anche l’universo dilettantistico non ha potuto fare eccezione. Fare previsioni sulla ripartenza è quanto mai azzardato, visto che anche a livello professionistico permane tanta incertezza. Anche per i dilettanti sarà dura vedere la luce in fondo al tunnel? Per avere un piccolo punto sulla situazione abbiamo fatto alcune domande a Roberto D’Ambrosio, presidente della Figc Pistoia.

Abbiamo innanzitutto chiesto al presidente le misure adottate dalle società per seguire i restringenti decreti governativi e comunali. In seguito abbiamo tentato ad ipotizzare un possibile ritorno alle attività. Purtroppo è apparso evidente che l’evoluzione del maledetto virus consenta solo la navigazione a vista.

Buonasera signor D’Ambrosio. Inizio chiedendole un riassunto sulle indicazioni per gli allenamenti. Avete ricevuto nuove disposizioni sulle attività? State seguendo solo i decreti al momento?

«Per adesso abbiamo seguito i decreti del Presidente del Consiglio. Dopo il primo noi abbiamo fermato le competizioni fino al 3 aprile, mentre le società hanno sospeso gli allenamenti. Ciò è stato logico per la seguente chiusura degli impianti. Col secondo abbiamo poi dato ulteriori restrizioni, con le attività all’aperto che devono essere evitate il più possibile. Le società pistoiesi non hanno fatto alcuna dimostranza e si sono rivelate molto disponibili. Stiamo seguendo diligentemente le indicazioni del governo».

Possiamo ipotizzare un periodo per la ripresa delle attività? Siamo ancora in alto mare?

«In questa situazione posso dire che è stupido fare previsioni precise. Come federazione provinciale dobbiamo seguire in ordine le indicazioni di: Governo, Figc, Lega Nazionale Dilettanti e Comitato Toscano. Quando giungeranno direttive ottimistiche potremo formulare delle ipotesi. Per il momento è giusto stare in attesa. Purtroppo però è più probabile un prolungamento delle restrizioni che una ripresa. Quindi siamo lontani dall’arrivo in porto».

D’altronde anche nei piani alti ci sono tante vedute diverse…

«Infatti neanche loro hanno un’idea unanime. Però non voglio entrare troppo nelle polemiche “porte chiuse o porte aperte”. La Lega Dilettanti si è comportata come dettava la prassi: appena il decreto ha vietato le competizioni noi abbiamo fermato tutto. Finché il governo terrà chiuse le scuole e la maggior parte delle attività commerciali non possiamo pensare alla ripartenza. L’unica cosa da salvaguardare è la salute. Tutto il resto passa in secondo piano».

Quindi immagino sia presto anche per ipotizzare gli scenari dei vari campionati…

«Sicuramente è fuori luogo pensarci. Bisogna vedere quanto tempo avremo a disposizione per riprendere i campionati. Chiaramente se riprendessimo il prima possibile ci sarebbe una forbice meno stringente. Adesso però non è assolutamente il momento per fare ipotesi. Pensiamo alla salute e poi guarderemo ai campionati».

La situazione delle giovanili e delle rappresentative invece sarà meno problematica? La Federazione dei Medici Sportivi indicava come minimo lo stop sino all’estate…

«Ecco, qui bisogna stare molto attenti a non fare confusione. I medici fanno bene a dare le loro raccomandazioni, ma non decidono nulla. L’opinione della Federazione è importante e la terremo in considerazione. Ma noi seguiremo le direttive nell’ordine che ho elencato prima. Col semaforo verde da Governo, Figc, Cld e infine dal Comitato Toscano penseremo alla ripresa di tutto. Chiaramente seguiremo le importanti raccomandazioni mediche, ma se qualcuno pensa che decideranno loro fa solo confusione».

Infine vorrei una sua opinione sulle società sportive. Teme per il loro futuro? Inoltre crede che le misure messe in atto dal Governo eviteranno scenari peggiori?

«Credo che le misure del Governo siano state giuste sia nella tempistica che nella sostanza. Poi è sempre troppo facile commentare a posteriori e sottolineare le mancanze o le esagerazioni. In questo periodo non si devono fare troppe polemiche e bisogna seguire ogni direttiva. Per quel che riguarda le società posso dire che sono il fulcro del nostro movimento, perciò non le lasceremo sole. Cercheremo di aiutarle sia per la conclusione di questa stagione che per quelle seguenti. Non ci deve assolutamente essere pessimismo per il futuro. Nessuna sarà lasciata indietro».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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