Intervista a Lorenzo Sommariva, pilota di Quarrata in classe 600cc. Fermo per un infortunio, resta molto carico: «Se lavoro bene posso battere chiunque»
In provincia sta nascendo una giovane stella delle due ruote. Lorenzo Sommariva, classe 2000 di Quarrata, quest’anno impegnato nella Dunlop Cup con una Yamaha 600cc, competizione affiliata al Campionato Italiano Velocità (CIV). Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo nonostante un periodo non fortunato proprio nel finale di stagione.
Lorenzo, le ultime notizie non sono positive: purtroppo non sarai in pista il prossimo weekend al Mugello…
«Purtroppo lo scorso 20 luglio, durante un allenamento in mountain bike, sono caduto e ho riportato una brutta frattura ad un piccolo osso dietro al collo. Ho dovuto portare il collare per 20 giorni e successivamente me ne hanno imposti altri 10 di riposo. Preferisco non correre rischi inutili visto che oramai il Campionato è andato…»
Come chiuderai, allora, la tua stagione?
«Ovviamente cercherò di fare esperienza e di abbassare i tempi sul giro sui circuiti in cui gareggerò da qui a fine stagione, in modo da avere un feeling migliore con la moto in vista del prossimo anno»
Quali gare affronterai? Ci sarai all’appuntamento finale della Dunlop Cup a Misano il prossimo 29 settembre?
«Ad ora non so se correrò a Misano, credo che sarà più probabile un mio impiego nelle ultime due gare del National Trophy, in programma al Mugello e a Vallelunga. Dipenderà tutto dal responso che i medici mi daranno a inizio settembre e da quanto e come riuscirò ad allenarmi. Purtroppo, essendo fermo da un mese, non posso rischiare di tornare in pista senza un’adeguata preparazione»
Ecco, a proposito degli allenamenti, raccontaci la tua preparazione
«Per gli allenamenti cerco sempre di seguire attività cardio, quindi molta bicicletta e corsa, perché con le moto l’aspetto peso è importante e io sono anche grosso di corporatura, per cui devo insistere tanto con queste attività. Inoltre, avendo cambiato categoria quest’anno, devo fare anche esercizi che mi permettano di avere i muscoli tonificati e resistenti senza però guadagnare troppo peso».
Rimanendo sulla preparazione delle gare, quale team ti sta seguendo e come si divide nella gestione?
«Il team è il Tocca Reparto Corse e ha sede a Roma. È stato fondato da poco ma è formato da esperti che mi hanno aiutato moltissimo nel trovare il feeling con la 600. Ci siamo accordati già a fine 2018 e abbiamo fatto molti test con loro a Misano e Vallelunga per capire la nuova cilindrata e in quest’aspetto mi hanno aiutato moltissimo. Prima di ogni gara facciamo una giornata di prove sulla pista per poter trovare l’assetto giusto e capire i segreti del tracciato»
Avete già un programma delineato per il 2020? Resterai in 600?
«Non abbiamo ancora concordato nulla perché dobbiamo vedere come andrà il finale di stagione. Dopo l’ultima gara ci siederemo ad un tavolo e ci accorderemo per il 2020, ma comunque resterò sulla 600, mi trovo molto bene con questa moto»
A proposito di feeling con la moto, puoi dirci a quale campione ti sei ispirato o quali stili ti affascinano?
«Il pilota che fin da piccolo mi ha entusiasmato è Jorge Lorenzo, perché mi è sempre piaciuta la sua pulizia di guida e il suo modo di stare in sella. Però essendo un pilota, oltre che un appassionato, cerco sempre di imparare non solo da Lorenzo ma anche da tutti i grandi: di Marquez ad esempio mi fa impazzire la sua “arroganza” nel mettere in traiettoria la moto, di Rossi mi piace il suo carattere nei corpo a corpo, mentre da Dovizioso cerco di apprendere come migliorare la moto durante tutto il weekend di gara. Bisogna imparare qualcosa da tutti»
Quali sono i circuiti, tra quelli su cui hai girato, che preferisci e su quali un giorno vorresti gareggiare?
«Sicuramente il Mugello che, essendo a 30-40 minuti di auto, lo considero come il mio circuito di casa. Poi adoro anche Imola su cui ho girato molte volte in passato. Mentre tra le piste che non ho mai provato ti direi Philip Island, in Australia, su tutte e poi anche Brno, Jerez e Laguna Seca».
Quali difficoltà incontra un aspirante pilota come te per correre in moto?
«La prima difficoltà è certamente la questione economica. Il motor sport è un’attività molto costosa e senza qualcuno che ti dia manforte non fai molta strada. Però una volta entrati nel giro, se vai forte e ti fai notare ovviamente, diventa tutto più facile grazie soprattutto agli sponsor. Poi c’è anche l’aspetto psicologico: devi avere sempre voglia di andare in moto e mantenere alta la soglia della concentrazione. È vero che conta tanto il fisico, ma alla fine quello ce l’hanno tutti: se cominci a pensare che ci sia qualcuno che non batterai mai o se viceversa ti monti la testa, allora non diventerai mai forte. Per non perdere mai fiducia nel mezzo e nelle proprie capacità bisogna sempre ripetersi: se lavoro bene posso battere chiunque. È quando diventi sicuro di questa cosa che comincerai ad andare veramente forte»
Un’ultima domanda visto che parlavamo di piloti che sono entrati nel giro: un tuo giudizio su Lorenzo Dalla Porta, orgoglio di Montemurlo, e sulle chances che ha per vincere il Mondiale di Moto 3.
«È un ragazzo che ammiro tanto. L’ho visto girare spesso alla pista “il Geko” di Montemurlo, dove vado ad allenarmi con le mini-moto, e sinceramente mi piacerebbe avere un rapporto più stretto con lui, ma purtroppo lo conosco solo di vista. Comunque sapendo che ha già vinto in passato il titolo junior nel CEV (il campionato spagnolo) e vedendo le sue ultime prestazioni sono certo che ce la possa fare. Sa come si vince e sa come andare forte, perciò sono fiducioso»



