Il presidente del Pescia Calcio, Alessandro Lucherini, ha fatto un punto sullo stop per il Coronavirus: «Sarebbe ingiusto rimanere in Seconda»
Una festa che doveva solo essere celebrata. Nel Girone B di Seconda Categoria il Pescia era ormai ad un passo dalla promozione, visti i ben 15 punti di vantaggio a 6 giornate dal termine. La squadra di Bendinelli è stata un treno in corsa fin da settembre, il mese in cui i pesciatini iniziarono il campionato con una mostruosa serie di nove vittorie consecutive. In seguito, tolti alcuni pareggi, Cortesi e compagni non hanno mai subito alcuno stop in tutto l’autunno, acquisendo un ottimo vantaggio sui rivali.
L’arrivo di Forcieri a dicembre ha poi fatto innestare al treno Pescia una marcia ancora più alta e le vittorie sono solo continuate. L’arrivo alla stazione, chiamata nientemeno che Prima Categoria, sembrava solo formalità. Pure l’amara caduta nel Derby col Borgo a Buggiano, l’unica in stagione, pareva non aver guastato nulla. La sconfitta pareva il consueto pit-stop per rifornirsi o il prevedibile incidente di percorso che porta nuove motivazioni.
Tutto sommato bastava una vittoria col San Niccolò nella giornata in calendario l’8 marzo e l’obiettivo sarebbe stato raggiunto, dando il via ad una festa attesa da tutta Pescia. Poi però è arrivato il Cigno Nero del nuovo millennio: il virus Covid-19. Lo stop di tutti i campionati e dell’intero mondo sportivo potrebbe rovinare questa cavalcata storica? C’è il rischio che la festa divenga una vera e propri beffa? Lo abbiamo chiesto al Presidente della società pesciatina Alessandro Lucherini, speranzoso come tutti noi di poter tornare presto a ragionare solo di sport e mai più di virus mondiali (considerando oltretutto che è un medico nella vita di tutti i giorni).
Buonasera Presidente. Partendo dall’attualità, qual è stata la prima preoccupazione di questo maledetto periodo?
«Sicuramente i ragazzi del nostro settore giovanile. Vederli chiusi in casa ci ha colpito molto e dunque abbiamo subito cercato di rincuorarli. Spesso cerchiamo di coinvolgerli sui social per portare un po’ di svago e per non farli sentire soli. Vogliamo dare continuità a questa sorta di bellissima famiglia che si era creata nella nostra realtà».
La prima squadra sta passando la quarantena serenamente?
«Ci siamo fermati nei tempi previsti perciò non ci sono stati problemi. Almeno ufficialmente non mi sono mai arrivate comunicazioni preoccupanti in questi giorni. I ragazzi ovviamente stanno cercando di mantenersi in forma seguendo tutte le direttive del Governo e delle Autorità».
Per quanto riguarda il vostro campionato si può dire che lo stop sia giunto nel momento peggiore…
«Stavamo già programmando la festa, quindi assolutamente sì. Avevo anche avviato i contatti col sindaco per organizzare qualche iniziativa memorabile. La nostra società aspira a tornare in categorie storicamente più ambite come la Promozione, che per noi sarebbe il minimo. Il passaggio in Prima sarebbe stato un grande passo avanti in questa nostra risalita, perciò per le celebrazioni pensavamo di coinvolgere le nostre vecchie glorie e tutta la giunta comunale. C’era davvero una bella atmosfera e ci mancava veramente poco. Adesso però possiamo solo sperare di dover solo rinviare tutto ciò».
Alla luce delle dichiarazioni di D’Ambrosio da noi raccolte, lei pensa che si possa ripartire presto? Quando potremmo tornare a parlare solo di calcio giocato?
«Molto difficile fare previsioni. Ho letto sul sito ufficiale che la Federazione ha sospeso diverse competizioni come i campionati Allievi e la Coppa Toscana femminile. Comunque ad ora non sono arrivate comunicazioni per le prime squadre e per le juniores, quindi la speranza rimane viva. Io credo che prima di maggio non ripartiremo, almeno nella migliore delle ipotesi. Oltretutto si parla di 80 giorni come periodo minimo di quarantena da seguire, ovvero gli interi mesi di marzo e aprile e una parte di maggio».
E se invece, come ha tra l’altro auspicato il DS della Larcianese Palumbo ai colleghi di Toscanagol, non si ripartisse? Vedere la promozione cancellata sarebbe una vera beffa…
«Vista la nostra stagione sarebbe un’ingiustizia e un danno non da poco. Noi ci stiamo meritando il titolo sul campo, non potremmo accettare un annullamento completo. Abbiamo investito molto in questa stagione, sia a livello pecuniario che sportivo, e non raccogliere i frutti sarebbe un guaio. Inoltre abbiamo una forchetta ampia con le inseguitrici e quindi sarebbe ingiustificabile la mancata promozione. Mi auguro che la situazione in Toscana non peggiori e che si possa tornare quanto prima a giocare. Dopo tutto ci mancano solo sei giornate, quindi, facendo anche due partite a settimana, potrebbe pure bastarci giugno per finire».
Tornando su argomenti ben più leggeri, l’arrivo di Christian Forcieri a dicembre è stata la svolta decisiva nella vostra cavalcata…
«Sicuramente sì. Il suo innesto ha puntellato al meglio l’attacco e ci ha fatto fare il salto di qualità. Anche mister Bendinelli è stato molto contento del suo arrivo. Però oltre a lui il recupero di Alberto Cortesi è stato un altro fattore decisivo. Nonostante sia un ’99 questo era un momento chiave per lui: veniva da un periodo di gravi infortuni e sembra averli smaltiti definitivamente. Credo che entrambi siano stati importanti nel nostro percorso».
Ci sono stati anche altri ragazzi che le hanno dato tanto orgoglio?
«Direi il portiere Cintolesi innanzitutto per le sue prestazioni e il ruolo cardine nello spogliatoio. Poi Gabriele Cortesi che ha superato i vecchi guai fisici a suon di gol e ovviamente il capitano Scaffai, braccio destro in campo del mister. Certamente tutti i ragazzi stanno facendo un lavoro strepitoso, ma se devo individuare degli elementi di spicco direi loro tre oltre ai già citati Forcieri ed Alberto Cortesi».
Per finire una piccola battuta sull’unica ferita stagionale, il KO per 2-0 in casa col Borgo…
«Posso dire che è stata una caduta di testa. Già la settimana precedente avevamo rischiato molto anche col Chiesina Uzzanese, altra nostra rivale sentita, contro cui le nostre sicurezze in difesa hanno cominciato a vacillare. Lì però siamo stati bravi a rimediare subito e poi a vincere, ma col Borgo si è ripresentato lo stesso copione e stavolta non abbiamo saputo recuperare. Poi gli episodi, che contano sempre tanto, non sono andati a nostro favore. Tutto sommato prima o poi i ragazzi dovevano pagare la mole di pressioni che avevano accumulato. Il Borgo inoltre aveva delle motivazioni più ferme, visto che per loro batterci in quest’annata sarebbe stata un’impresa memorabile. In tribuna non a caso hanno accolto questa vittoria come se fosse stata il raggiungimento di un obiettivo stagionale. Onore a loro anche se noi abbiamo approcciato la sfida con troppa sufficienza».
Per voi comunque conterà maggiormente il 4-0 con cui li avevate battuti all’andata…
«Beh, facendo il conto fra andata e ritorno certamente. Chiaramente queste sono tutte battute da inquadrare nell’ottica di una sana rivalità tra confinanti. La competizione con loro e anche quella col Chiesina sono quelle antipatie che alimentano il nostro ambiente. Gli scontri diretti poi sono sempre una bella calamita per il pubblico e l’interesse, perciò ben vengano queste sane rivalità».


