Spedalino Le Querci, Mario Spanò: «Il mal di trasferta è solo mentale»

Intervista a Mario Spanò, il capocannoniere d’inverno nel Girone B di Seconda Categoria. «Per fortuna ci siamo adattati al nuovo allenatore»

Un girone d’andata chiuso con 12 reti in 15 partite e il titolo di capocannoniere d’inverno. Con questi traguardi Mario Spanò, numero 10 dello Spedalino Le Querci da tre stagioni, è stato senza dubbio uno dei protagonisti del Girone B di Seconda Categoria. Una tabella di marcia che il fantasista della squadra di Montale si augura di proseguire anche nel girone di ritorno per portare finalmente la società alla promozione. Un traguardo che lo Spedalino rincorre da diversi anni e che si è allontanato anche in questa stagione per il dominio del Pescia e il grande numero delle avversarie per i playoff.

Come se tutto ciò non bastasse le difficoltà in trasferta dei biancoverdi, peggiorate ulteriormente dalla caduta di Borgo a Buggiano, hanno aggiunto ulteriore salita al cammino. Senza dimenticare poi che a metà girone la squadra ha cambiato guida tecnica per dissapori interni alla società, nonostante fosse terza in classifica. Per far luce su questi antefatti e per omaggiare uno dei componenti della Top 11 2019 del calcio dilettantistico a Pistoia, abbiamo fatto alcune domande a Spanò. Il 10 biancoverde ci ha risposto volentieri e ha usato lo stesso pragmatismo che porta in campo tutte le domeniche.

Mario, quali sono state per te le reti più importanti in questo girone di andata?

«Direi senza dubbio la doppietta con l’Atletico Spedalino. Eravamo sotto 1-0 e ormai pensavamo di aver perso quel derby. Invece ci procurammo due rigori a tempo quasi scaduto e riuscii a realizzarli. Fu davvero una stupenda sensazione. Poi è stata importante anche la doppietta col Cecina 2000 alla seconda giornata. Vincemmo 6-1, ma nel primo tempo ci misero in difficoltà. Dopo quella vittoria abbiamo preso consapevolezza e io ho capito che avrei potuto fare una grande stagione».

Chi sarà il tuo principale avversario per il titolo di capocannoniere?

«Gabriele Cortesi del Pescia. Ha dietro un grande collettivo ed in area è difficile da marcare. Inoltre la sua società ha preso Forcieri che io conosco bene. Anche lui è bravo a segnare però gioca più da trequartista e spesso sforna grandi assist. L’idea che possa nascere una sintonia con Cortesi mi fa davvero temere per il titolo».

Passando a parlare della vostra squadra, è stato difficile abituarsi al cambio di allenatore?

«Non è stata una situazione facile sicuramente, soprattutto per il cammino che stavamo facendo. Di solito questi cambi giungono quando mancano i risultati, noi invece eravamo terzi quando arrivò Somigli. Ci vuole sempre del tempo per adattarsi ai nuovi metodi e ai nuovi schemi. Devo ammettere che siamo stati fortunati a non aver avuto troppi scontri diretti in quel periodo».

Il rendimento in trasferta però non è migliorato più di tanto…

«Purtroppo non riusciamo a sbloccarci mentalmente. Sappiamo che in uno scontro diretto ce la giochiamo con tutti, ma a volte ci manca la continuità. Sono certo che se cambieremo approccio il traguardo della promozione sarà possibile».

Oramai è quasi impossibile riprendere il Pescia capolista…

«Hanno un organico costruito a regola d’arte per vincere il campionato. Ogni elemento della loro rosa potrebbe benissimo essere protagonista in qualsiasi altra squadra. In una partita secca li possiamo impensierire, ma il campionato lo possono perdere solo loro».

Secondo te la lotta playoff vedrà come protagoniste anche squadre più indietro come il Borgo a Buggiano, che vi ha battuto la scorsa giornata, e il San Niccolò?

«Il Borgo sicuramente perché ha un ottimo collettivo e ottimi giocatori. In casa poi non fanno sconti come purtroppo abbiamo potuto constatare. Il San Niccolò penso sia la rivelazione del campionato, ma ad ora non li vedo in corsa per gli spareggi. Credo che correranno per una salvezza senza patemi».

Infine, tra le squadre più vicine a voi chi temi di più?

«A livello di nomi sicuramente i Giovani Rossoneri, che hanno oltretutto comprato diversi rinforzi. La Montagna Pistoiese invece sarà ostica da superare perché ha un grande gruppo. Temo davvero tanto il loro spirito di squadra. I Giovani Via Nova invece penso siano quelli più alla nostra portata perché hanno un organico molto giovane. Sono certamente forti, però gli manca la giusta dose di esperienza per restare in quelle zone. Ovviamente guai a sottovalutarli».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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