Due chiacchiere col direttore sportivo dei Giovani Rossoneri, Patrizio Carraresi, sulla stagione e la sua possibile ripresa: «La nostra crisi sarebbe finita senza lo stop»
Un inizio difficile, il riscatto con un girone senza sconfitte e poi la nuova difficoltà. Paragonare la stagione (per ora) in corso dei Giovani Rossoneri ad una montagna russa non è per nulla azzardato. I ragazzi di Ermini, complici gli infortuni e le squalifiche, avevano passato un febbraio orribile e contavano di riscattarsi a marzo, in tempo per i playoff. La lotta per la post season era molto aperta e avvincente, ma lo spettacolo (si spera) è stato rinviato dall’esplosione del Coronavirus.
L’epidemia cancellerà questa stagione e ci priverà degli spareggi decisivi? Sarebbe giusto procedere con promozioni e retrocessioni? Sono solo alcuni dei quesiti che abbiamo rivolto a Patrizio Carraresi, il Direttore Sportivo dei Rossoneri. Patrizio, oltre che a fare qualche ipotesi sul post virus, ha anche stilato un piccolo bilancio provvisorio di questa stagione, che ahinoi purtroppo nessuno dimenticherà.
Buonasera Patrizio. Le chiedo subito quali strategie avete adottato per la prima squadra e se i ragazzi si stanno tenendo in forma…
«Innanzitutto abbiamo sospeso gli allenamenti una settimana prima del comunicato della Federazione. Penso che siamo stati la prima società a farlo. Per questa decisione devo ringraziare il responsabile Cristiano Anzillotti che si è dimostrato perfetto nel mettere in sicurezza gli atleti e lo staff. Siamo orgogliosi dell’organizzazione che ci siamo dati. Per adesso tutto è proseguito senza problemi ed i ragazzi stanno cercando di non perdere la forma a casa. Ovviamente eseguono solo esercizi di palestra, ma è pur sempre meglio di nulla».
Sia il presidente del Pescia Lucherini che il vice presidente del Via Nova Stefanelli hanno espresso preoccupazioni per il settore giovanile. Lei è d’accordo con loro? La ripresa ci sarà solo in autunno?
«Sì, mi allineo alle loro opinioni. Credo proprio che anche se dovesse ripartire il campionato, i settori giovanili non torneranno in campo prima di settembre».
Per la prima squadra spera in una ripresa il prima possibile?
«Io spero che si torni in campo e che venga terminata la stagione. Ma chiaramente ciò deve avvenire quando il rischio è prossimo allo zero. Sarebbe una mancanza di rispetto verso le vittime e verso il personale sanitario se ripartissimo quando il pericolo è ancora forte. Se poi i tempi si allungassero spero che possano essere disputati quantomeno i playoff e i playout».
Per la ripresa delle giornate mancanti potrebbe essere una soluzione giocare ogni tre giorni? Magari con un calendario rivisto per giocare in notturna come ci aveva raccontato Stefanelli…
«Potrebbe essere un’ipotesi, ma ad ora la vedo poco percorribile per la scarsità dei campi da utilizzare. Se poi individuassimo un buon numero d’impianti con l’illuminazione sarei favorevole. Di certo, anche con una ripartenza meno fitta, dovremo giocare di sera, intorno alle 19 o 19:30».
Se invece ci fosse uno stop totale come è successo nel basket sarebbe giusto procedere con promozioni e retrocessioni? Sarebbe un peccato non assistere a questi playoff così incerti…
«Sarebbe certamente un danno per tutte le società ai vertici come noi. Facciamo tanti sacrifici per fare campionati competitivi, perciò spero proprio che non venga presa questa decisione. Se succedesse spero che i risultati siano ufficializzati e che il Pescia vada in Prima, perché il loro vantaggio è ampio. Se il gap fosse stato più esiguo allora sarebbe stato tutto un altro discorso, ma così è naturale che chiedano la promozione».
Questa soluzione potrebbe essere valida anche per la retrocessione?
«Mi dispiacerebbe per il Pistoia Calcio, con cui sono in ottimi rapporti, ma direi di sì. Se la forbice è ampia e non torniamo a giocare è giusto che si proceda con i verdetti che il campo aveva dato fin lì».
Tornando sulla vostra stagione, il calo che stavate patendo prima dello stop era dovuto solo alle assenze? Vedeva la squadra in calo fisico o mentale?
«Penso che stessimo subendo quel periodo di flessione che un po’ tutte le squadre hanno avuto. Tolto il Pescia infatti tutte le nostre rivali hanno patito una fase con qualche risultato storto in sequenza. A noi stava succedendo per i tanti infortuni e le squalifiche, giunte poi in scontri importanti. Comunque dopo la sconfitta con lo Spedalino Le Querci penso che ci saremmo rialzati subito. I ragazzi avevano una voglia matta di tornare in campo appena possibile e inoltre avremmo avuto degli impegni meno stressanti. Se ripartiremo sono certo che ci qualificheremo per i playoff e magari anche al secondo posto che per me era la nostra giusta posizione».
Quale squadra teme di più nel vostro gruppetto?
«La Montagna Pistoiese. Loro secondo me sono il gruppo più completo in tutti i reparti. Se non avessero avuto gli impegni in Coppa Toscana sarebbero stati molto più vicino a noi».
Se poi la vostra stagione finisse nel peggiore dei modi, quindi senza i playoff, avrebbe rimpianti per quell’inizio di campionato stentato?
«Assolutamente no perché dovevamo pagare il prezzo della rifondazione. Siamo partiti con 8/9 undicesimi nuovi, perciò era naturale che dovessimo oliare i sistemi in avvio di stagione. Abbiamo avuto il merito di non spaventarci all’inizio e tuttora siamo tranquilli se ripartisse tutto. I ragazzi, mister Ermini e noi in società abbiamo fatto un ottimo lavoro. I playoff non sarebbero una sorpresa ma una giusta ricompensa».
Ultimissima domanda: Giuntoli come sta? Ha superato il suo guaio alla caviglia?
«Posso dire che è recuperato. Quando daranno il semaforo verde alla ripresa lui sarà pronto per tornare titolare».



