Ismail H’Maidat, dalla Roma al carcere: una storia di vita oltre il pallone

La bizzarra storia del centrocampista del Como Ismail H’Maidat, talento olandese passato dalla Serie A al carcere (per un errore giudiziario)

Se esiste il Karma Ismail H’Maidat adesso è decisamente in credito. Il centrocampista del Como, prossimo avversario della Pistoiese, ha avuto sempre una vita burrascosa, ma nell’ultimo anno e mezzo è stata letteralmente un turbinio di eventi che lo hanno portato dalla Roma al carcere, fino alla rinascita con la maglia dei lariani. Una brutta faccenda, rivelatasi poi un errore giudiziario, chiarito soltanto dopo dieci mesi e dopo un’ultima stagione sportiva passata dietro le sbarre invece che su un campo di calcio.

TALENTO E SREGOLATEZZA. La storia di H’Maidat inizia il 16 giugno 1995, quando nasce a Enschede, città olandese vicina al confine con la Germania. Genitori immigrati marocchini e un talento naturale per il calcio, chiaro a molti sin da subito. I primi a credere in lui sono quelli del Twente, che lo lanciano nel mondo calcio. Ben presto però l’idillio finisce: carattere inquieto e ribelle, tanto da tagliarlo per cattiva condotta a soli dodici anni. Di lì inizia il girovagare che lo porta a cambiare otto squadre in sei anni, tra cui Crystal Palace e Anderlecht. Proprio con la maglia dei belgi il ragazzo si mette in mostra al Torneo di Viareggio 2014. La scintilla con l’Italia è immediata. Lo prende il Brescia che lo lancia nel calcio dei grandi, dandogli una maglia da titolare. La sua parabola con le rondinelle si chiude l’11 aprile 2015, con un gol al Bologna. Sotto l’ala del procuratore Mino Rajola e già padre di un figlio piccolo, passa alla Roma per più di tre milioni di euro. Con i giallorossi firma, ma lo spazio in rosa per lui non c’è. Da lì inizia l’aspirale negativo del ragazzo che finisce addirittura in carcere.

POCO CAMPO E TANTI GUAI. Inizialmente viene mandato in prestito, prima all’Ascoli e poi al Vicenza. In un anno e mezzo non vede mai il campo e con i veneti viene addirittura scaricato dal resto dello spogliatoio. Nel mercato di gennaio passa all’Olhanense, in Portogallo, dove gioca otto partite. Poi finisce, ancora in prestito, ai belgi del Westerlo, con cui mette insieme la miseria di tre presenze, venendo poi scaricato anche qui nel gennaio 2018 per le continue assenze agli allenamenti. Il peggio però deve ancora accadere. Il 10 febbraio 2018 viene arrestato per alcune rapine avvenute nei mesi precedenti nell’area vicino a Turnhout, nella provincia di Anversa, a due agenzie di scommesse, un supermercato, un casinò e una stazione di servizio. Gli inquirenti dicono che dalle analisi delle celle telefoniche e delle immagini dei video di sorveglianza risulta che H’Maidat o la sua auto fossero sempre nelle vicinanze. In più, durante una perquisizione a casa sua, vengono ritrovati un cappotto e delle scarpe simili a quelle dei rapinatori. Il giocatore finisce in carcere, con una condanna a quattro anni di reclusione e intanto il suo contratto con la Roma finisce. Dietro le sbarre fortunatamente ci resta solo dieci mesi prima del colpo di scena finale. Uno degli altri arrestati ammette quattro delle cinque rapine, non fa i nomi dei complici ma scagiona completamente H’Maidat che nel mentre ha perso un’intera stagione e deve ripartire da zero, senza un contratto, con una nomea di ragazzo difficile e l’onta della prigione.

NUOVA VITA A COMO. Per ripartire adesso ha trovato una porta aperta al Como, squadra neopromossa in Serie C. Con i lariani ha iniziato ad allenarsi nel precampionato, scendendo in campo per alcune amichevoli. Sul rettangolo verde non ha perso il tocco, dimostrando di avere ancora tecnica e movimenti da giocatore professionista. Così, a 24 anni, ha convinto mister e dirigenti a affidargli un contratto e un posto in squadra. In questo primo scorcio di stagione è tornato a fare quello che gli riesce meglio: giocare a pallone. Ha giocato le due partite di Coppa Italia (64′ contro il Gozzano e 13′ contro il Renate), il campionato è partito titolare, giocando in mezzo al campo, nelle prime due sfide vinte dal Como contro Pergolettese e Gozzano. Nelle ultime due, contro Monza e Renate è rimasto in panchina e la sua squadra ha perso. Un caso? Forse. Ma è molto probabile che mister Banchini a Pistoia gli offra nuovamente una maglia da titolare, del resto il rettangolo verde è sempre stato l’unico luogo dove H’Maidat riesce veramente a mettere tutti d’accordo.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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