Il Tour in bici di John Biagini: da Montecatini a Capo Nord (e ritorno)

Il ciclista amatoriale John Biagini è pronto per un missione particolare: percorrere diecimila chilometri su e giù per l’intero continente

Diecimila chilometri in bici da coprire in circa sei mesi, con quasi tutta l’Europa da visitare e scoprire. Questo è il progetto di John Biagini, ciclista pesciatino amatoriale ma super allenato che il prossimo 3 maggio partirà alla volta di Capo Nord, in Norvegia.

John ha in programma un vero e proprio tour de force, visto che anche per il viaggio di ritorno, imprevisti a parte, userà quasi solo la bici. «Partirò il 3 maggio, a meno di un tampone positivo, da Montecatini – racconta Biagini –. L’obiettivo finale è di arrivare a Capo Nord entro il 15/20 luglio. Mi piacerebbe giungerci il 9, per l’anniversario della vittoria ai Mondiali 2006, ma non voglio porre l’asticella troppo in alto. Alla fine senza il giusto riposo non si può fare nulla».

L’ITINERARIO PER L’ANDATA…

John ha già stilato un itinerario preciso, che prevede quattro-cinque giorni di tappe intervallate da due-tre di riposo. La prima meta sarà Zocca, vicino Modena, il paese di nascita del suo idolo Vasco Rossi: «Da Montecatini prenderò la Porrettana, in modo tale da arrivare a Modena entro sera. Poi da lì punterò a Verona e quindi il Brennero. L’Austria, con Innsbruck e Vienna, sarà la prima meta straniera».

Il viaggio di Biagini diverrà poi totalmente europeo, visto che l’obiettivo seguente sarà risalire l’intera Germania. Poi giungerà in Danimarca, dove John dovrà almeno per un po’ scendere dalla bicicletta per passare alla nave, il mezzo col quale giungerà in Svezia. Il tour della Scandinavia proseguirà risalendo l’intera costa est svedese, per poi sconfinare in Finlandia e quindi in Norvegia, dove raggiungerà l’agognata meta finale: Capo Nord.

Biagini bicicletta
La bicicletta di John Biangini sul pontile del Lido di Camaiore

…E QUELLO PER IL RITORNO

Una bella fatica che però sarà giunta solo al suo giro di boa. John infatti ha grande idee anche per il ritorno: «Una volta raggiunto Capo Nord scenderò lungo tutta la costa norvegese. Poi tornerò in Germania, sempre via traghetto, e punterò all’Olanda. Una volta ad Amsterdam dovrò valutare due opzioni: scendere semplicemente verso il Belgio oppure fare una capatina nel Regno Unito. Dipenderà dall’inevitabile fatica e dall’inevitabile giro di tamponi. Di certo, una volta decisa questa variazione, scenderò verso Parigi e poi punterò finalmente all’Italia. Mi auguro non faccia freddo troppo presto quest’autunno».

Un’impresa vera e propria che Biagini spera di poter compiere forte del viaggio compiuto sino a Barcellona due anni fa. Certamente i chilometri saranno molti di più, ma John si augura che questa sfida sia solo la prima di tante. «Mi piacerebbe replicare l’impresa anche in luoghi più lontani, come gli USA o l’Australia. Ho tantissimi progetti in mente, ma prima dovrò vedere se porterò compimento questo primo passo».

MISSIONE BENEFICA

Il tour europeo per Biagini non avrà fini prettamente personali o di sponsor, ma anche molti scopi benefici. Durante l’impresa infatti sarà testimonial dell’Unione Italiana per la lotta alla Distrofia Muscolare, con l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare la ricerca contro questa malattia. «Di certo non sarò mai solo durante questo viaggio ed inoltre mi sento molto orgoglioso di aver sposato questa causa benefica. Sapere di avere anche una causa nobile tra i miei fini mi darà senza dubbio una spinta in più quando sentirò i morsi della fatica».

BIAGINI E IL SUO ALLENAMENTO

Fatica che ormai John sa gestire benissimo, poiché ha quasi del tutto riposto in garage l’automobile a favore delle due ruote. Biagini infatti è abituato a macinare tanti chilometri alla settimana: «In media ne faccio 400-500 alla settimana. Di solito mi alzo alle sei di mattina e prima di rientrare per il turno del pranzo (lavora come cameriere ndr) mi pongo delle mete non tanto facili. Non a caso le mie mete abituali sono Viareggio, Lucca ed anche Torre del Lago. Per questo, dopo quattro giorni sui pedali, arrivo a coprire tali distanze. Ed oltretutto altri due giorni alla settimana li impiego per andare a correre. Perciò mi riposo solo un giorno!».

Un alto regime d’allenamento dovuto in primis al Covid, che gli ha tolto un altro suo grande hobby: il calcio. Biagini è un grande tifoso della Pistoiese, sulla cui stagione preferisce non parlare molto, ma a livello agonistico è ormai fermo da quasi sei mesi. «Da quando si sono fermati i campionati dilettantistici lo scorso autunno non ho potuto fare altro che aumentare il tempo in sella. Per fortuna con la bici non ho confini e non ho problemi nelle mie scampagnate. Se fossero vietate pure quelle non saprei proprio come fare: non imparerò mai a stare fermo sul divano!».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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