Biagini goes to America: John racconta la vigilia del viaggio a PSL

Ospite della nostra trasmissione, John Biagini parla dell’attesa e dei preparativi per la grande partenza per gli USA il prossimo 15 aprile

John Biagini ormai ha poche caselle libere sul calendario prima della data pluricerchiata in rosso: il 15 aprile, il giorno della grande partenza verso gli Stati Uniti. A tre anni dall’impresa di Capo Nord, il ciclista giramondo di Montecatini il prossimo lunedì inforcherà la sua fedele Bianchi per puntare a Southampton, dove il 16 maggio salirà sulla Queen Mary II che lo porterà a New York.

Da lì, dopo un paio di notti nella Grande Mela, Biagini si recherà a Chicago da cui imboccherà la celeberrima Route 66 che seguirà sino alla sua meta tanto ambita: Los Angeles. Una grandissima avventura che ha richiesto tanta preparazione e tanto studio, come John ha potuto raccontarci nella nostra recente puntata di Pistoia Sport Live.

«LA FUGA DALLA ROUTINE È IL MIO MOTORE»

«Rispetto a tre anni fa – esordisce Biagini – ho il vantaggio dell’esperienza. Prima di Capo Nord avevo comunque fatto altre avventure in bici come il viaggio a Barcellona o un paio di giri per l’Italia, ma non ero mai stato cinque mesi consecutivi fuori casa. Questa volta quantomeno ho una base da cui ripartire, anche se l’ansia ed i pensieri ci sono sempre. Tutto sommato anche se mi dovesse andare male non sarà un guaio, no? Basterà tornare indietro».

«L’ingrediente principale per decidere di partire per questi grandi viaggi è la fuga dalla routine. Sono una persona che quando è colmo della vita di tutti i giorni, dal lavoro sino alle abitudini quotidiane, trova la benzina per dire: “è il momento di prendere la bicicletta ed andare lontano”. Tre anni fa poi tutto fu amplificato dal Covid che m’aveva letteralmente ammazzato qualsiasi mio svago, come le uscite coi miei amici, o passione, come le partite allo stadio. L’arrivo a Capo Nord fu speciale proprio per quello: avevo superato tutte le difficoltà ed avevo messo alle spalle i giorni vuoti della pandemia».

BIAGINI PENSA GIÀ A NUOVE AVVENTURE

L’asticella dopo il giro dell’Europa doveva essere per forza ben più alta, anche se Biagini rivela che gli Stati Uniti erano semplicemente la seconda tappa di una lista che ancora è lunga. «Quando ho cominciato a fare queste avventure mi sono detto che sarebbe bello non fermarsi solo ad un continente ed allargare lo sguardo più in là. Ovviamente senza fissare una data in particolare, almeno finché il fisico me lo permette, e procedendo a piccoli passi. Non voglio stare sei anni lontano da casa come ha fatto ad esempio una coppia olandese che conosco».

«Dopo gli Stati Uniti – prosegue John – non mi dispiacerebbe ripetere l’impresa in Sudamerica, magari in Brasile ed in Argentina attraversando la Terra del Fuoco. Anche l’Asia potrebbe essere una meta, seguendo la Via della Seta, così come l’Australia. L’unico continente che per ora escluderei, nonostante mi piacerebbe andarci, è l’Africa perché ci sono tante difficoltà logistiche soprattutto attraversando le frontiere di paese in paese. Tutto sommato ho ancora tante mete da raggiungere però non faccio programmi: potrebbe pure bastarmi l’America! Non so nemmeno cosa farò domattina…».

BIAGINI, ALMENO NEL DESERTO, STAVOLTA SARÀ IN COMPAGNIA

Almeno un punto fermo nel suo viaggio, che come per l’impresa di Capo Nord partirà senza quasi nessun pernottamento prenotato, John ce l’avrà: la presenza del suo amico Manuele che l’accompagnerà nell’attraversata del deserto della Death Valley che sarà affrontata di notte. «A luglio chiaramente è assai complicato attraversare di giorno quei tratti della Route dal Texas al Nevada in cui la temperatura è altissima. Perciò ho pensato di chiedere il suo aiuto, ovviamente con tutte le spese del viaggio a mio carico».

«La sua presenza sicuramente mi alleggerirà la fatica anche dal punto di vista della compagnia. Con lui ho passato tantissime serate allegre e spensierate e non vedo l’ora di vedere cosa c’inventeremo laggiù. Insieme a raggiungere Capo Nord ed attraversare gli Usa il mio grande sogno è sempre stato sbronzarmi a Los Angeles, farlo insieme a lui sarà ancora più epico».

«VIAGGERÒ PIÙ LEGGERO E SEMPRE CON L’OBIETTIVO DI FARE ANCHE DEL BENE»

In chiusura Biagini rivela che avrà un equipaggiamento più leggero rispetto a tre anni fa e porge un ringraziamento sincero alle tante persone e sponsor che l’hanno supportato. «Dovrei avere qualche chilo in meno sulla bici, sfruttando anche il fatto d’avere un borsone nuovo della Pistoiese che potrò tenere sulle spalle. Per i due telefoni che mi porterò avrò a disposizione due sim americane: ben più leggere rispetto al router che avevo tre anni fa che pesava più o meno sette chili. Fu una grande zavorra anche se fu la mia salvezza in Germania quando m’ero perduto in un bosco».

«Pure stavolta col mio viaggio aiuterò la UILDM di Montecatini con cui collaboro sin dal viaggio a Barcellona. I soldi che mi avanzeranno dall’avventura li devolverò a loro. Penso che saranno anche una buona cifra poiché ho avuto tantissimo sostegno, fra cui quello di Vannino Vannucci, e non voglio assolutamente arricchirmi. Ho già il mio stipendio per campare ed i miei viaggi non sono organizzati a scopo di lucro. Voglio semplicemente esplorare il mondo e godermi le avventure alla mia maniera senza pesare su nessuno, perciò grazie a tutti coloro che mi sostengono e che aspetteranno agosto per vedermi tornare».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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