Scompiglio, il digiuno prosegue: il Palio dell’Assunta va al Valdimontone

Giornata opaca per Scompiglio: il Leocorno e Tittia gli scappano alla mossa, ma Gingillo scatta meglio e porta al successo il Montone

Per la sesta annata consecutiva (2020 e 2021 escluse per il Covid) Jonatan Bartoletti in arte Scompiglio torna da Siena senza alcuna vittoria. Il fantino pistoiese, a digiuno dall’ormai lontano luglio 2017, non ha quasi per nulla lasciato il segno con i colori della Civetta nel Palio dell’Assunta 2025, vinto dal Valdimontone con Gingillo e Anda e Bola. Va detto che il compito di Scompiglio s’era complicato già alla mossa, in cui aveva avuto in sorte il nono posto al canape e per giunta accanto alla rivale Leocorno, la grande favorita della vigilia col plurivincitore Tittia.

Jonatan ha marcato fin da subito la contrada biancoarancio, con cui colse il primo trionfo all’esordio nell’agosto 2007. Dopo quasi un’ora d’attesa tuttavia Tittia ha ingambato al momento giusto Diodoro e, con l’ingresso dell’Onda di rincorsa, è scattato nel gruppo di testa. La Civetta invece è rimasta più attardata: ha girato a San Martino sesta ed alla fine ha guadagnato solo una posizione per lo scarto di Diamante Grigio, il cavallo esordiente del Bruco caduto poi nella tornata successiva.

TRIONFO DEL MONTONE

La mossa migliore è stata del Valdimontone: Gingillo, in posizione centrale, ha preso il comando e l’ha mantenuto con sicurezza. La Pantera, con Viso d’Angelo e Velluto, ed il Leocorno stesso si sono messi alle calcagna dell’accoppiata in giallo e rosa per tutti i tre giri di Piazza. Tuttavia il fantino senese, forte della sua ventennale esperienza, ha rintuzzato ogni attacco, compreso l’ingresso imperioso all’ultima curva del Casato di Tittia. Il sardo – tedesco sembrava aver trovato lo spazio giusto all’esterno, ma il Montone ha reagito ed ha difeso anche il contropiede dall’interno della Pantera, alzando così il nerbo in un arrivo molto stretto.

La contrada giallorossa (che corre però in rosa e giallo anche per non confondersi con la Chiocciola) non vinceva dall’agosto 2012, quando Bartoletti stesso e Lo Specialista misero fine ad un digiuno che durava da ventidue anni (Cianchino e Pytheos). Gingillo invece fa poker a sette anni di distanza dall’ultimo successo: la rincorsa vincente con Porto Alabe per i colori della Lupa.

Per Scompiglio l’unica vera consolazione è la purga del Leocorno, il quale, se avesse compiuto il sorpasso alla fine, avrebbe certamente trasformato una giornata opaca in un disastro totale. Da sottolineare infine che il barbero vincitore, Anda e Bola, era lo stesso con cui Jonatan, col giubbino della stessa Pantera, andò ad una curva dal trionfo due anni fa. In quel caso una sfortunata scivolata fece svanire tutto. Il castrone di nove anni ha dunque finalmente pareggiato i conti con la Sorte. Scompiglio al contrario dovrà aspettare ancora.

IL PREVIEW

Jonatan Bartoletti detto Scompiglio proverà un’altra nuova avventura al Palio dell’Assunta 2025, ma sarà una prima volta ben più rumorosa. Il fantino pistoiese, che a luglio s’era legato alla Contrada del Bruco dove non era mai andato nella sua quasi ventennale esperienza a Siena e con la quale ha raccolto un’amara purga, ha scelto per la Carriera del prossimo 16 agosto un’altra strada mai battuta: quella della Contrada della Civetta.

DOPPIA MISSIONE PER SCOMPIGLIO

Una scelta altisonante poiché Jonatan ha debuttato in Piazza del Campo nell’Assunta 2007 col Leocorno, acerrima rivale del popolo rossonero e bianco, con cui colse insieme al barbero Brento un clamoroso successo. Diciott’anni dopo Scompiglio decide così di compiere un passo che ha quasi i contorni (comunque assai sottili poiché l’ultima volta in biancoarancio è datata agosto 2011) d’un tradimento. Tuttavia la prospettiva di giocarsi il Cencio è alta. Alla Civetta è toccato infatti un soggetto molto ambito: Benitos, vincitore dell’Assunta 2024 con Dino Pes detto Velluto nei colori della Lupa.

Vincere non sarà sicuramente l’unico compito. In Piazza infatti ci sarà pure lo stesso Leocorno e con un’accoppiata assai competitiva: su Diodoro, trionfatore dello scorso luglio, ci sarà niente di meno che Tittia. Il fantino sardo – tedesco va così a caccia della sua dodicesima affermazione e del cappotto annuale, già riuscito nel 2013 (Scompiglio lo colse con la stessa cavalla, Preziosa Penelope, e la stessa Contrada, la Lupa, nel 2016).

MONTONE TERZA INCOMODA?

Le due rivali saranno certamente i due arbitri di una Carriera che comunque, dopo due Palii vinti da due cavalli esordienti, può riservare sorprese. Prima fra tutte ci spera l’Aquila, la Nonna di Siena che è a digiuno dal 3 luglio 1992 (l’ultima vittoria di Aceto, su Galleggiante). Tuttavia l’assegnazione di Diosu de Campeda e l’ingaggio di Virgola suggeriscono innanzitutto la difesa contro la Pantera, a cui è toccato Viso d’Angelo (il barbero montato da Scompiglio a luglio) e che ha chiamato il già citato Velluto.

Candidato ad essere il terzo incomodo fra le rivali il Valdimontone, con l’esperto Gingillo (tre vittorie) ed il promettente Anda e Bola. Il castrone fa il suo ritorno a Siena a due anni dalla vittoria sfumata, insieme proprio a Scompiglio coi colori della Pantera, per la scivolata a San Martino nell’ultima tornata. Ruoli di possibili outsider per l’Onda (con Veranu, secondo un anno e mezzo fa, montato da Grandine), la Giraffa (Ungaros con Turbine) ed il Drago (Tempesta alle redini di Zenis).

LA CABALA SORRIDE AI DEBUTTANTI?

Grandi incognite le due contrade con i due soggetti esordienti: il Bruco, con Diamante Grigio (colore del suo manto) e la Tartuca con Entu de P.Ulpu. Le monte rispettivamente di Brigante e di Amsicora, che torna dopo sei anni a causa di una squalifica, sapranno dare l’esperienza che manca ai due cavalli? Dopo gli ultimi due Palii, vinti dagli esordienti Benitos e Diodoro divenuti a tutti gli effetti bomboloni, sperare di dar conferma al detto “non c’è due senza tre” non è un’eresia.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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