«Siete le ultime persone che sono uscite a mangiare un gelato con me, semplicemente perché ero Kobe. Non Kobe Bryant»
La storia con Pistoia, con le persone comuni. Un legame che sarà eterno: questo si evince anche dal documentario Kobe – una storia italiana, già in programmazione su Amazon Prime. “Siete le ultime persone che sono uscite a mangiare un gelato con me, semplicemente perché ero Kobe. Non Kobe Bryant”. Da una frase di poche parole, è evidente quanto Kobe desse davvero peso alle relazioni più intime, quelle che lo hanno portato ad essere il “Campione”.
Questo è l’aspetto fondamentale che in primo luogo è evidenziato nel documentario. Il filmato scritto da Giovanni Filippetto e prodotto da Alessandro Lostia per Indigo Stories si sofferma sui particolari e questo lo rende speciale, come Kobe.
I 90 minuti circa di documentario sono utili per comprendere davvero quanto Kobe Bryant fosse legato all’Italia, la sua cultura e le sue città. Seguendo il padre Joe Bryant, tra i 6 e i 13 anni, Kobe ha vissuto prima a Rieti, poi Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia forgiando quel legame lascia in eredità alla sua famiglia, per esempio donando alle figlie nomi ispirati alla nostra tradizione.

Questa favola unica, raccontata dagli occhi di chi gli ha vissuto accanto (oltre agli amici di infanzia ci sono interventi anche di Danilo Gallinari, Marco Belinelli, Ettore Messina, Linus e Gregorio Paltrinieri), descrive l’amore per lo sport e quanto Kobe fosse ossessionato dal gioco della palla a spicchi col sogno, sin dagli anni del mini basket, di diventare un Laker.
Il resto è storia. Ecco perché le sue vittorie ci toccano da vicino e i suoi trionfi portano anche un po’ del Tricolore. Il documentario è da non perdere. Pistoia e Kobe, una storia immortale.


