Pistoia supera Torino nella prima sfida della finale play off. Ancora una prova superlativa per i biancorossi di coach Brienza: le pagelle
LE PAGELLE
ZACH COPELAND 7 (12 punti in 34’). Arriva agli ultimi 5’ con 5 punti e un uno su mille al tiro. In tante altre serate senza aver trovato l’innesco offensivo, si sarebbe eclissato invece sono suoi i 7 punti decisivi (dal 60- 56 al 67- 61 finale) con cui Pistoia si stacca definitivamente di dosso Torino. A differenza di molte gare non perde il filo della gara e aiuta la sua squadra ad uscire dal labirinto, ritrovandosi dopo tanto lavoro sporco, anche come prestigiatore dei canestri.
MATTEO POLLONE 6 (3 punti in 15 minuti). Parte in quintetto, si getta come sempre nella mischia e questa anche per demerito dei grigi, diventa subito una tonnara. Stremato, probabilmente anche dopo il manifesto della difesa scritto annullando Logan in gara5 a Casale, dopo una bella tripla del terzo quarto si rivede poco.
CARL WHEATLE 6,5 (5 punti in 35’). La sua gara è (ancora una volta) come uno di quei concertoni fiume in cui si passa dall’inno cantato da tutti, alla canzone sconosciuta di cui non si accorge nessuno, ma l’effetto finale ti rimane sulla pelle. Carl, il “factotum” della città”, chiude addirittura con un tris di “Another brick in the Wall”, tre mattoni nel suo muro difensivo con cui stoppa chiunque gli passi nei paraggi.
JORDON VARNADO 7,5 (16 punti in 29’). Fin da subito fa capire a Jackson che sotto i canestri di Pistoia, l’allerta Tornado è massima. Si accontenta troppo spesso del tiro da fuori, anche quando non entra mai (1/6 da tre), ma quando punta il ferro nonostante il traffico dell’area di Torino, è devastante. Come nel decisivo ultimo quarto.
DANIELE MAGRO 6,5 (8 punti in 25’). Gran parte del lavoro lo fa nella prima parte di gara, non solo perché gli 8 punti (4/4 al tiro) arrivano prima dell’intervallo ma perché insieme a Varnado, spinge Jackson fuori dal match. Fa valere il fisico e l’esperienza, sicuro e deciso come si chiede ad un generale.
GIANLUCA DELLA ROSA 6,5 (8 punti in 21’). Della entra dalla panchina ed indica la strada ai compagni con le sue triple, con cui contribuisce al primo strappo di Pistoia nel secondo quarto. Un’altra gira sul ferro ed esce, a conferma che non è una serata da palati fini ma un ring in cui si lotta su ogni pallone. Lo scenario preferito da sempre per il nostro working class hero preferito.
LORENZO SACCAGGI 6 (3 punti in 12’). Ce la mette tutta per aiutare i compagni nonostante quella spalla dolorante si veda tutta nell’1/5 al tiro, figlio di buone idee, penetrazioni di personalità con cui riesce ad entrare nell’area torinese. Non si è mai tirato indietro in vita sua, vuole giocare questa finale ad ogni costo perché si sente parte di questa città.
ANGELO DEL CHIARO 6 (5 punti in 12’). E’ qualche partita che la manona fatata fa le bizze, sbaglia un paio di canestri falli ma non si deprime e fa vedere che il Burlamacco dei rimbalzi (8 quelli conquistati) sta tornando in tutta la sua potenza.
GABRIELE BENETTI 6,5 (7 punti in 17’). In una finale che pare un remake romantico de “La classe operaia va in paradiso”, acquisisce da subito un ruolo primario, confermando una grande crescita da quando è arrivato e si parlava di lui più che altro in versione principe azzurro. Tenace, deciso, si fa sentire in difesa e segna canestri pesanti.
ALL. NICOLA BRIENZA 7,5
C’è il piano gara ancora una volta azzeccato, con raddoppi su Jackson e tanti minuti con due lunghi in campo. Ma per stemperare la tensione di una finale, per non far sentire la stanchezza dopo un campionato infinito, ci vuole il motivatore, il maestro che ora ride, ora rimbrotta con gli studenti e spinge a tirare fuori il meglio da tutti i suoi ragazzi.
REALE MUTUA TORINO
SIMONE PEPE 6,5
Il capitano prova a scuotere i suoi in ogni modo, prendendoli per mano nell’inferno di decibel del PalaCarrara, gelato dalle sue triple. Rianima la squadra che cede solo nel finale. Chiude con 18 punti, 4/8 da tre e 5 falli subiti.
IL PEGGIORE
RONALD JACKSON 5
Lo schiaccione finale in solitario davanti alla curva Pistoia (unico canestro del match) che fa già festa è la triste fotografia della sua gara. Il temuto lungo di Torino viene stretto in una morsa dai lunghi biancorossi e non entra mai in gara.
ALL. FRANCO CIANI 6
Torino sfida Pistoia ad armi pari come grinta e forza del collettivo, facendo capire che sarà una finale molto insidiosa. Coach Ciani riesce a trovare sempre nuove soluzioni ma alla fine la serata no degli american boys pesa.


