Il “Sorriso della Settimana” è Lorenzo Querci, rientrato a Pistoia dopo un anno a Capo d’Orlando: «Sono stato benissimo ma ora voglio restare qua»
Didattica a distanza e maturità in presenza? Sì… ma non per tutti. Dopo la lunga assenza dai banchi c’è anche chi ha terminato il percorso scolastico tramite discussione online. Stiamo parlando, in questo caso, di Lorenzo Querci il giovane talento del Pistoia Basket che ha disputato la sua ultima stagione in Serie A2 a Capo d’Orlando. Ed è proprio lì, in Sicilia, che Querci ha frequentato il quinto anno di superiori. Solo che, causa Covid-19, a marzo era rientrato in Toscana terminando l’annata – come tutti – tramite lezioni online. Il suo istituto ha offerto però la possibilità di affrontare anche la discussione della maturità online senza dover obbligatoriamente tornare in Sicilia. Con Lorenzo Querci, il nostro “Sorriso della Settimana”, abbiamo parlato di maturità, di futuro e di Pistoia Basket.
Un anno non semplice per affrontare la maturità, soprattutto considerando che l’hai affrontato per la prima volta lontano da casa. Com’è andata la discussione della tesina in modalità informatica?
«Molto bene per fortuna! Nonostante la distanza la scuola mi ha permesso, tramite lo stesso sito dove seguivo le lezioni, di poter affrontare anche la maturità online e quindi ho optato per questo metodo. Al momento della discussione si sono collegati tutti i professori che avrebbero assistito alla discussione anche in presenza e abbiamo svolto l’esame orale. Parlando anche con i miei compagni e amici però ho notato che non c’è stata alcuna differenza tra il mio esame ed il loro considerando che la mia interrogazione è durata quasi un’ora e dieci».
Il primo anno lontano da Pistoia e lontano da casa anche a livello personale e a livello cestistico, com’è andata la tua esperienza con Capo d’Orlando?
«Benissimo! Sono stato veramente bene! È un piccolo paese che ha circa 15.000 abitanti e si conoscono tutti tra di loro, è una realtà piccola che vive di basket. Mi sono ritrovato in un ambiente sano con ottime persone che mi hanno permesso di crescere tantissimo sia in campo che fuori. Ho avuto l’opportunità di giocare tanto e con il coach mi sono trovato benissimo. Un aneddoto curioso che mi ha fatto sorridere è che laggiù i ragazzi in casa non hanno i giubbotti perché non ce n’è assolutamente bisogno, ci sono 20 gradi anche a gennaio. Però, per concludere, devo dire che per me è stato un anno davvero speciale che mi è servito molto sia dal punto di vista cestistico ma soprattutto che mi ha fatto crescere umanamente».
Adesso però c’è un nuovo campionato da affrontare con il Pistoia Basket, hai già parlato con qualcuno?
«Per adesso solo con coach Carrea e gli ho già detto che la mia volontà è quella di rimanere a Pistoia. Però con la società ancora non ho avuto modo di parlarci e quindi non sono ancora sicuro al 100% di quello che sarà il mio futuro. La mia speranza, come ho spiegato a Carrea, è quella di poter disputare la stagione a Pistoia però per adesso non posso ancora esserne sicuro. Spero di ricevere notizie a breve perché ne sarei davvero felice».
In questi mesi di stop vi siete allenati tanto singolarmente ma poco di squadra, questo potrà pesare quando si riaccenderanno i motori?
«Per fortuna io ho un preparatore che mi ha seguito passo passo e con il quale mi alleno ogni mattina, altrimenti sarebbe stata dura. Chiaramente l’allenamento individuale non è paragonabile a quello di squadra però almeno ti tiene attivo. Adesso la situazione a Pistoia è totalmente incerta da quel punto di vista perché dopo poco che avevamo ripreso gli allenamenti hanno richiuso il PalaCarrara, per i problemi noti, senza comunicarci quando potremo tornare ad allenarci. Si era pensato al PalaBertolazzi di Montale ma erano solo ipotesi. Al momento non ci stiamo allenando e non sappiamo nemmeno quando rinizieremo».


