Il tecnico della Pistoiese: «La voglia di non subire gol è la cosa più importante che mi porto a casa quest’oggi». Sparacello: «Il gol lo dedico a mia mamma»
Se il buongiorno si vede dal mattino, mister Villa può ritenersi soddisfatto del suo esordio sulla panchina della Pistoiese. Con una buona prestazione nella prima frazione e tanto cuore nella ripresa, gli arancioni conquistano tre punti fondamentali contro un Piacenza pur sempre temibile nonostante le difficoltà incontrate fino ad oggi: «In una settimana non potevamo fare stravolgimenti – ha commentato mister Villa nel post partita -. Ci voleva una prova da squadra e così è stata. Nel primo tempo potevamo anche fare una rete in più, nella ripresa la sofferenza c’è stata ma ho visto unione e compattezza tra i ragazzi. La loro solidità e la voglia di non subire gol è la cosa più importante che mi porto a casa quest’oggi, perché è la base da cui dobbiamo ripartire per dare continuità e progettualità al nostro percorso».
«Il pressing? È un modo di giocare che ai miei ragazzi chiedo sempre – ha proseguito il tecnico -. È anche dispendioso a livello di energie, questo lo sapevo. Ci abbiamo messo il cuore che ha compensato la fatica che abbiamo fatto negli ultimi venti minuti. La fatica nella ripresa c’è stata perché la squadra al momento non ha la “gamba” per eseguire tutto ciò che vorrei. Ci serve ancora un po’ di tempo per mettere benzina nel motore, ma quel che mi è piaciuto è lo spirito corale. Nella sofferenza ci siamo battuti come dei leoni».
Tra le novità dello schieramento messo in campo da mister Villa c’è Maloku che fino ad oggi non era mai partito dal primo minuto totalizzando appena settanta minuti da subentrato: «Ha fatto una settimana importante – ha evidenziato l’allenatore della Pistoiese -, si è applicato bene in allenamento. Non è un mancino, quindi è normale che tenda a portarsi il pallone sul destro, oggi ha finito la partita a destra e ha mostrato una grande abnegazione per tutti e novanta minuti. Io voglio che tutti i ragazzi sentano l’importanza di far parte di un gruppo che punta a qualcosa di importante. Sparacello? Era stanco – sorride il tecnico -, ha fatto 25 minuti fortissimo, poi all’intervallo gli avevo preannunciato che avrei potuto cambiarlo».
LE PAROLE DI SPARACELLO
«Il mio cambio? Siamo in tanti e con grande qualità, il mister ha fatto la sua scelta e va sempre condivisa. Nel primo tempo abbiamo interpretato bene la partita sotto ogni punto di vista – ha commentato l’autore del gol -, poi la sofferenza era da mettere in conto guardando chi avevamo di fronte. Abbiamo messo orgoglio e voglia in campo, penso si sia vista una risposta importante da parte di tutto il gruppo. Il gol lo dedico a mamma Cristina che oggi era in tribuna».
«Quando c’è un cambio di allenatore – ha proseguito l’ex Roma City – qualcosa scatta nella testa, anche perché quando si cambia è un fallimento per tutti. Il mister ha toccato alcuni tasti legati all’atteggiamento e al morale. Proprio per questo i tre punti sono la medicina migliore: con la vittoria si lavora meglio e con maggiore serenità. È un momento in cui personalmente sto molto bene, sia fisicamente che di testa. Penso di aver raggiunto una certa maturità, data anche dalla mia età, e so come gestirmi in tutti gli aspetti della “vita” sportiva, sia durante la settimana che in partita. La classifica? Sembra una frase fatta, ma è presto per guardarla. Ho visto perdere campionati con 10 punti di vantaggio a febbraio…»




