La Pistoiese a Scandicci non può sbagliare, l’ex Lorenzo Cecchi: «Gara decisiva per entrambe»

Lorenzo Cecchi, che con gli arancioni ha vinto la Serie D nel 2014, parla della sfida del Turri: «Spero che la Pistoiese ce la possa fare»

La partita tra Scandicci e Pistoiese, valida per la 36° giornata del Girone D di Serie D, potrebbe sancire ufficialmente l’interruzione della corsa verso il primo posto della squadra arancione. Se la Pistoiese dovesse perdere al “Turri”, e contemporaneamente la Giana si imponesse a Forte dei Marmi, sarebbero i lombardi a festeggiare la promozione del campionato. Ecco quindi che per gli arancioni la partita in quel di Scandicci sarà un appuntamento da non fallire a nessun costo. Anche i padroni di casa dovranno vendere cara la pelle, trovandosi attualmente al terzultimo posto in classifica e quindi in piena zona playout. In vista del delicato match abbiamo contattato il doppio ex Lorenzo Cecchi, aglianese doc e attualmente in forza in Promozione al Maliseti, e che in maglia Pistoiese ha vinto un campionato di Serie D nel 2014.

«La rincorsa della Pistoiese è stata notevole – commenta Cecchi – ma le ultime due partite hanno scavato un solco importante visto che mancano solo tre turni alla fine. Adesso per gli arancioni sarà complicato perché anche lo Scandicci avrà assoluto bisogno di fare punti. Mi aspetto una partita ad alta intensità ma forse anche bloccata, decisa da qualche episodio singolo. Personalmente della Pistoiese ho un ricordo dolcissimo, la vittoria della Serie D arrivata nel 2014 è uno dei momenti più belli di tutta la mia carriera. Arrivai a Pistoia nel 2012, contattato dal direttore sportivo che avevo avuto a Prato anni prima ed inizialmente ci furono delle difficoltà, culminate col cambio di allenatore. Poi con l’arrivo di Massimo Morgia è stato tutto in discesa, nel finale di stagione abbiamo posto le basi per la cavalcata trionfale dell’anno seguente».

Quello che trionfò nel 2014 è ricordato come un grande gruppo di uomini, ancor prima che calciatori, che versarono fino all’ultima goccia di sudore per la maglia arancione. «Quel campionato lo vincemmo soprattutto grazie al nostro grande feeling che c’era nello spogliatoio – racconta il centrocampista. Tra tutti noi vi era un’intesa perfetta dentro e fuori dal campo, riuscivamo a far girare tutti gli episodi dalla nostra parte: in sintesi è stato l’anno perfetto. Nell’organico c’erano anche alcuni ragazzi che poi sono diventati allenatori, come Collacchioni e Gambadori, e che diedero un apporto decisivo in termini di mentalità vincente. Io allenatore? Perché no, è sicuramente un’opzione da tenere in considerazione. Non so ancora quanto giocherò, se farà un altro anno o meno, ma nell’ultimo paio di campionati mi sono un po’ sentito allenatore in campo, soprattutto nei confronti dei più giovani».

Dopo l’esperienza all’ombra del “Melani”, Cecchi ha indossato maglie di squadre prestigiose come Cuneo, Triestina, Nocerina e Mantova: «Mi sono tolto delle soddisfazioni importanti – sottolinea l’ex arancione – su tutte a Cuneo quando ho vinto il mio secondo campionato di fila dopo quello a Pistoia. Poi ho militato in piazze importanti come Trieste e Nocera Inferiore, dove ho respirato aria di grande calcio nonostante fossimo in Serie D. Nelle ultime stagioni gli infortuni mi hanno un po’ frenato e ho deciso di rimettermi in gioco a Maliseti, in Promozione. Anche questo campionato purtroppo l’ho vissuto per gran parte da fuori a causa di problemi fisici, ma per fortuna siamo riusciti a centrare la salvezza. Il nostro mister, nonché mio amico, Francesco Fabbri ha fatto un grandissimo lavoro e nonostante le difficoltà siamo riusciti a mantenere la categoria».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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