Tanta rabbia e un solo punto conquistato dalla Pistoiese nel rocambolesco derby con il Siena ma squadra e i tifosi sono usciti più rafforzati di prima
La rocambolesca partita con il Siena poteva rompere le ossa alla Pistoiese, ma il miracolo finale, con il gol su rigore di Falcone e la corsa sotto il settore arancione del tifo organizzato, ha chiuso il cerchio di una domenica in cui squadra e tifosi sono usciti più rafforzati di prima . Tanta rabbia e un solo punto conquistato sono solo il lato negativo della sfida con i bianconeri, al pari delle espulsioni di Vitiello e mister Pancaro. Note stonate che però non cancellano quanto di buono visto in campo per novantacinque minuti.
Da promuovere c’è infatti il gioco della Pistoiese che riesce a depotenziare qualsiasi avversaria. Anche il Siena, una delle migliori tre formazioni per rendimento in trasferta, più che una lupa al Melani è parsa un gattino. Merito della difesa arancione, ma più in generale del lavoro difensivo di tutta la squadra che ha chiuso come sempre gli spazi, togliendo ritmo e profondità ala gioco avversario che così non ha quasi mai avuto sbocchi in area. A questa certezza c’è da aggiungere poi la vivacità di un centrocampo giovanissimo con un 2001, due 2000 e un 1998, intorno a un vecchio leone come Vitiello che in questa stagione sta vivendo una seconda giovinezza, tanto da dominare la gara di domenica a lunghi tratti. Questa speciale linea Maginot, per quanto improvvisata (era la prima volta che i cinque giocavano insieme dal primo minuto), ha subito avuto tempi e movimenti giusti, segno che ormai c’è un sistema di gioco collaudato in cui anche cambiando qualche pedina il risultato non varia poi di molto.
La cosa che però sorprende di più e la facilità e l’intelligenza con cui corre questa squadra. Non si vede quasi mai nessuno vagare disorientato in campo, fuori posizione o sfiancato dal rincorrere il pallone. Gli arancioni corrono tanto e soprattutto lo fanno bene, capitalizzando e pensando in maniera logica ogni movimento. Anche da qui nasce la forza di un gruppo in cui ognuno trova valore nel proprio sacrificarsi, perché nell’azione dopo certamente un altro farà altrettanto. In più finalmente mister Pancaro ha potuto idealmente gestire una gara fino a dopo il novantesimo, contando sui dei cambi veri ed efficaci per la gara. In particolare l’impatto di Falcone e di Stijepovic è stato importante, non a caso questi sono i due giocatori che sono stati più a lungo in infermeria e per questo finale di stagione, condizione fisica permettendo, potrebbero essere un vero valore aggiunto.
L’immagine più bella di domenica però resta la corsa di Falcone sotto la tribuna per farsi avvolgere dall’abbraccio dei tifosi, con tutta la squadra dietro ad imitarlo. L’hanno capito ormai tutti che questo è un gruppo sano, che merita fiducia e anche un po’ di carezze visto che in campo spesso ci sono più amarezze che soddisfazioni. Il feeling tra la piazza e la squadra c’è e scene come quella di domenica al 95′ sono semi importanti che servono a far ricrescere l’entusiasmo sulle tribune del Melani. Certo, manca la vittoria liberatoria tra le mura amiche, ma se la strada è questa non tarderà ad arrivare. Non tutto però fila liscia per la Pistoiese, anche perchè altrimenti le vittorie sarebbero molte di più. Ancora una volta, ad esempio, resta l’amaro in bocca per un pareggio che va stretto. Certo, un arbitraggio raccapricciante ha inciso e ha condizionato la gara, ma anche la Pistoiese ha le sue colpe, avendo sbagliato anche stavolta troppo in fase di finalizzazione. Errori che pesano e che limitano una squadra che crea vantaggi e mette i suoi giocatori in condizione di calciare a rete. Un’immagine ripetuta più volte anche domenica sera è quella delle ripartenze arancione in cui i centrocampisti spingono la transizione ma non possono affondare, mettere in mezzo o verticalizzare perché lì davanti non ci sono le punte in posizione giusta per concludere. Una situazione figlia del gran lavoro che Gucci e Valiani fanno, ma che poi chiede il conto appunto quando viene recuperato il pallone e gli arancioni hanno modo di ripartire.
Preoccupa anche la serie di espulsioni che toglie uomini importanti alla Pistoiese. Quelle delle ultime partite sono tutte eccessive e frettolose, ma il dato rimane nel breve periodo e rischia di essere sempre più un problema. Nella prossima gara infatti la Pistoiese dovrà letteralmente adattare qualcuno nel ruolo di regista, avendo fuori sia Vitiello che Bordin. Ovviamente senza dimenticare che questa situazione ormai tende a far avere alla squadra i nervi a fior di pelle, complicando non poco il rapporto con i fischietti, in un circolo vizioso che potrebbe produrre altri cartellini rossi. Infine la classifica che non decolla. La Pistoiese è ormai da settimane in orbita playoff, agganciata a quel decimo posto che apre la porta al sogno della post season. La concorrenza però è tanta e bastano due domeniche senza vittorie per rimanere attardati. Ragion per cui serve ora il definitivo scatto per guadagnare qualcosa in termini di classifica, blindando contemporaneamente il discorso salvezza anche dal mero punto di vista aritmetico. Del resto vincere aiuta a vincere e questa è forse l’unica buona abitudine che ancora manca a questa squadra.
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