La sconfitta con Udine non deve ridimensionare Pistoia

La partita vista ieri al PalaCarrara ha fatto capire che Pistoia è forte. Un ko contro questa Udine non deve abbattere i biancorossi

Si era detto che la sfida con Udine sarebbe stata un bivio e la storia della partita ha confermato quella impressione, è stata una battaglia bellissima, fisica, tattica, una sfida all’ultimo sangue che, purtroppo, abbiamo perso. Qualcuno lamenta la qualità della gestione di qualche palla nel finale e probabilmente ha anche ragione, il punto è che Udine ha dato la sensazione di essere decisamente più forte e meglio attrezzata di noi.

Si ritorna sulla terra, dunque, dopo settimane di voli pindarici? Direi di no, certamente rispondono negativamente tutti quelli che la pensano come me. Un conto è farsi travolgere, credo legittimamente, da quel sano entusiasmo che, tra l’altro, ha riportato 1.400 persone al palazzo, altro è l’analisi razionale, che è sempre stata sulla falsariga del concetto per cui siamo sicuramente competitivi, ma non siamo i più forti. In sintesi, la partita ha confermato quello che, al netto della voglia di vincere che accomuna tutti i tifosi del mondo, tutti gli addetti ai lavori hanno sempre detto.

Resta l’amarezza, certamente, ma è quella delusione sana di chi ha perso una battaglia contro un roster più forte giocandosela fino all’ultimo possesso, di chi sta ricominciando a vedere il clima giusto, di chi non vede l’ora di giocare la prossima per riprendere il cammino verso i playoff. Ascoltate le parole di Boniciolli, che – al netto di qualche perla
filosofica tipica delle sue conferenze – spende parole di elogio per i nostri ragazzi che sembrano davvero sincere.

Alle sue aggiungo le mie, quelle che celebrano la definitiva consacrazione di Joonas Riismaa a giocatore super per la categoria. Un terzo quarto pazzesco, in cui ha sostanzialmente retto da solo la baracca, Joonas è ormai una certezza. Mi piace ricordare la mia ultima intervista di Luca Silvestrin che, al termine della stagione scorsa, aveva visto il buono di quel campionato strano nella crescita del bimbo biondo, che quest’anno sarebbe stato chiamato a confermarsi. Operazione riuscita, tanto di cappello al giocatore ed a chi lo ha svezzato fino a questi livelli.

Tornando la partita, va detta la verità, ci è mancato un americano. Con i se ed i ma non si fa la storia, ma alzi la mano chi non ha pensato a come sarebbe potuta finire con Jazz Johnson. La questione delle rotazioni è importantissima, Boniciolli ha avuto Trevor Lacey mattatore per tutto il primo tempo – dopo venti minuti ne aveva già segnati 16 – quando nel secondo tempo è calato ha trovato nell’ex Antonutti l’uomo che ha ammazzato i momenti migliori dei nostri. Michelone, che segnava zero punti alla seconda sirena, a fine partita ne ha collezionati 11 con il 100% sia da sotto che da fuori. Menomale non aveva il dente avvelenato, è stata davvero la classica partita dell’ex che punisce i vecchi tifosi.


Pensare che alla voce rimbalzi, una delle più strategiche, abbiamo stravinto il confronto, soprattutto alla voce delle carambole offensive, ma non è bastato, non abbiamo nemmeno perso troppi palloni, ma alla fine la valutazione complessiva rende la distanza effettiva, 80 per loro, 63 per noi. Peccato. Unica consolazione, non si fa in tempo a riprendere fiato che mercoledì arriva Casale Monferrato, che, al netto della scaramanzia, pare essere la vittima sacrificale perfetta per ricominciare a correre. Forza ragazzi, siamo una grande squadra.

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