La Giorgio Tesi Group, tutto cuore e abnegazione, ha saputo sopperire a mancanze e criticità. I biancorossi perdono nel punteggio ma il gruppo già c’è e ha ampi margini di miglioramento
Se è vero che una sconfitta tale è e tale resta, è altrettanto certo che Pistoia dal big match con Forlì non esce né piegata né ridimensionata. Anzi, le certezze sono addirittura aumentate e la consapevolezza di poter ripetere l’ultima strepitosa stagione può già iniziare a fare capolino. A Forlì i biancorossi di coach Brienza hanno semplicemente perso nel punteggio, ma lo hanno fatto con uno straniero in meno rispetto ai loro avversari. Non un dettaglio secondario, anche se i due americani dei romagnoli (Adrian 10 e Raivio 16) hanno segnato insieme meno di quanto è riuscito a fare Varnado, devastante con 29 punti a referto. In più, la GTG ha chiuso la battaglia giocandosela fin quasi all’ultimo possesso, risorgendo almeno tre volte da passivi di nove o più punti nell’arco del match, scarti che in un incontro di prima fascia come quello giocato all’Uniero Arena potevano, potenzialmente, già chiudere la pratica.
Inoltre i biancorossi del presidente Capecchi a Forlì non hanno giocato la loro miglior gara, faticando parecchio a trovare fluidità in attacco e potendo solo in rare occasioni sfruttare la pallacanestro in transizione e il contropiede, armi tattiche in cui Della Rosa e compagni riescono a esprimersi al meglio. Nonostante tutto questo Pistoia ha giocato fino alla fine con Forlì, rendendo maledettamente complicata la vittoria agli uomini di coach Martino. La Giorgio Tesi Group, tutto cuore e abnegazione, ha saputo sopperire a mancanze e criticità, inventandosi una partita in cui, per quanto prodotto, ha dimostrato di non essere già adesso troppo lontana dalle regine deputate a dettare legge nel girone rosso.
Segnali incoraggianti alla vigilia di due sfide ravvicinate e casalinghe, con un occhio al mercato, sperando di trovare quel tassello mancante per chiudere il roster e magari poterlo testare e introdurre già a partire da domenica contro Cividale. Di sicuro un avvio così positivo, al netto del risultato del campo maturato a Forlì che comunque non inficia tutto il resto, è sicuramente dovuto anche a quella continuità di uomini su cui Sambugaro e Brienza hanno puntato forte. Un gruppo sano e con valori, molti dei quali già ammirati ed emersi prepotentemente nella battaglia di nervi e muscoli di Forlì. Anche per questo il primo stop in campionato non fa poi così male. E sorridere, anche dopo una sconfitta, è legittimo per l’ambiente biancorosso.


