La storia di Kārlis Šiliņš: il lungo lettone firmato dal Pistoia Basket

Dai primi passi in Lettonia, agli anni al college e i due gravi infortuni subiti, fino al ritorno in patria e l’esordio in Nazionale: la scheda di Šiliņš

Nuovo acquisto, nuovo lungo per il Pistoia Basket. Dopo l’arrivo di Luka Brajkovic, il club biancorosso ha annunciato il centro Kārlis Šiliņš. Con l’annuncio anche di Micheal Anumba, il lettone classe 1997 è stato così il terzo colpo in ordine di tempo – su quattro totali – in vista della stagione 2024/25 della nuova proprietà del presidente Ron Rowan.

ConŠiliņš, Estra mette un altro tassello sotto le plance sistemando in buona parte il pacchetto di lunghi straniero per la stagione che verrà. La società continua a muoversi in fretta sul mercato dandoci così già la nuova possibilità di scavare nella carriera di uno dei prossimi componenti del roster di Pistoia. Andiamo dunque alla scoperta diKārlis Šiliņš.

FIGLIO DELLA CAPITALE

Kārlis Šiliņš nasce a Riga, il 22 luglio del 1997. Capitale della Lettonia, la città si affaccia sul Mar Baltico alla foce del fiume Daugava, ed è la più grande dei Paesi baltici. Piccola curiosità, Riga è gemellata con Firenze con cui peraltro ha in comune l’avere il proprio centro storico inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità UNESCO. Nella “Parigi del Baltico”, così chiamata per la bellezza della città e i suoi caffè all’aperto,Šiliņš vive la sua infanzia e adolescenza in cui inizia ad appassionarsi alla pallacanestro. «Fin da piccolo ho giocato quasi solo a basket. Solo un po’ a calcio per divertimento e ho praticato per circa un mese tennis, poi è arrivato mio padre e mi ha detto basta, ora giochi a pallacanestro».

Il basket in Lettonia è sport di lunghissima tradizione, basti pensare al fatto che era presente – assieme anche all’Italia – tra le 8 federazioni nazionali che fondarono la FIBA nel lontano 1932, vincendo anche il primo Europeo della storia tre anni più tardi. Pur mettendo sempre al primo posto l’hockey su ghiaccio – vuoi per le fredde condizioni climatiche del Paese che ne favoriscono il gioco all’aperto tutto l’anno rispetto ad altri sport – il basket occupa un posto speciale nel cuore dei lettoni che negli ultimi anni si sono tolti anche diverse gioie a livello internazionale.

I PRIMI PASSI

Šiliņš muove i primi passi nella scuola di basket di Pārdaugava, mentre frequenta e studia nel Liceo Statale tedesco di Riga. Nel corso della stagione 2013/14, a 16 anni e già vicinissimo ai 2 metri e 10 di altezza, debutta nel massimo campionato lettone con la casacca della LMT Basketball Academy. In quella squadra peraltro sono presenti due conoscenze della nostra Serie A quali Artūrs Strautiņš – il quale al termine dell’anno sarebbe approdato a Reggio Emilia – e Rihards Lomažs, quest’anno alla sua prima stagione in Italia con la Virtus Bologna.

Una progetto davvero particolare – di scena dal 2011 al 2014 – in quanto si trattava di una selezione di Under 18 lettoni, una accademia di giovani cestisti appunto, trovatasi a giocare nel miglior campionato nazionale. PerŠiliņš e compagni non poteva che trattarsi di un’impresa impossibile e difatti la campagna si conclude con 21 sconfitte in 21 giornate per la LMT. L’unica presenza del neo lungo biancorosso arriva il 22 febbraio 2014, nella sconfitta 88-60 contro lo Jurmala. Quattro minuti in campo con un errore dal campo e un rimbalzo difensivo catturato.

Il percorso di crescita diŠiliņš avviene però principalmente al VEF Skola – formazione giovanile del VEF Riga – dove gioca con continuità nel corso della stessa stagione 13/14. Al termine dell’anno sono 25 le presenze, con 19 minuti di media in cui realizza 6 punti e cattura 4 rimbalzi. Nella LBL2, la seconda divisione lettone, il giovanissimo centro ha un grande impatto tanto che ad ottobre 2014 è votato giocatore del mese. Un premio guadagnato per il suo contributo nelle quattro vittorie su sei partite disputate, con una media di 18 punti e 7.7 rimbalzi in 25 minuti di utilizzo.

A spendere parole preziose per lui dopo il riconoscimento è il suo allenatore Raimonds Feldmanis, attualmente assistant coach della BC Prometey – club ucraino – e che nel 2021 guidò la selezione lettone del 3×3 all’oro olimpico a Tokyo 2020, nel primo torneo mai organizzato alle Olimpiadi di questa disciplina. «Šiliņš è un giocatore molto veloce per la sua stazza – spiega Feldmanis al portale lettone SportaKlubi – pericoloso vicino al canestro ma allo stesso tempo predisposto a sviluppare il bagaglio tecnico necessario per giocare da quattro o addirittura da tre, come le doti di passatore e il tiro dalla lunga. Può anche segnare da tre punti. Deve ancora imparare a controllare la sua altezza e soprattutto le sue emozioni, evitando commenti ingiustificati. In allenamento si impegna molto – prosegue il coach lettone – e da quanto si è accorto dei frutti del suo lavoro ha iniziato a lavorare persino più duramente. Spero che questo premio di miglior giocatore del mese lo motivi ancora di più». Feldmanis rappresenterà una figura importante per Šiliņš anche nel futuro, quando lo rincontrerà nuovamente ad un livello molto più alto.

IL NEXT GENERATION TOURNAMENT

Nel dicembre 2014, perŠiliņš arriva anche l’occasione di mettersi in mostra a livello europeo. Il VEF Riga partecipa infatti con la propria selezione giovanile allo Euroleague Basketball Next Generation Tournament, conosciuto anche con il nome dello sponsor Adidas, la 13ª edizione del torneo giovanile di basket organizzato dall’Eurolega. Diviso in quattro mini tornei, le cui vincitrici accedono di diritto, è completato dalla campionessa in carica – quell’anno Stella Rossa – e da tre wildcard.

Il VEF Riga è inserito nel Girone B del Kaunas International Junior Tournament. Nelle tre sfide giocate in Lituania, il percorso dei lettoni è perfetto. Trascinata da un superKārlis Šiliņš, la squadra supera Fenerbahce, Lietuvos Rytas e Cska Mosca, chiudendo al primo posto il raggruppamento. Troppo forte invece Kaunas, incontrata in finale, ma poco importa visto che uno degli inviti alla fase finale è proprio per il club lettone. PerŠiliņš – che in 4 sfide gioca una media di 27 minuti, segnando 14 punti e raccogliendo 6 rimbalzi a gara – e compagni è tempo di pensare alle Final 8 di Madrid.

Il livello è molto alto, tanto che il Vef Riga ottiene una sola vittoria nel gironcino con Real Madrid e INSEP, mettendosi davanti solo la Stella Azzurra di Roma. Nelle tre gare disputate,Šiliņš gioca una media di 18 minuti segnando 9 punti e raccogliendo 7 rimbalzi a gara. Il torneo è vinto proprio dalla Casablanca, guidata da un allora appena 15enne – ma già straordinariamente più forte di tutti nonostante la netta differenza d’età – Luka Doncic, oggi tra i cestisti migliori del pianeta e stella dei Dallas Mavericks in NBA. Anche solo aver affrontato un talento del genere – tra i tanti presenti – rappresenta una gran palestra perŠiliņš.

IL SALTO IN LBL

La stagione 2014/15 al Vef Skola in LBL2 si conclude con ottime medie: 28 i minuti di utilizzo, 15 i punti segnati e 8 i rimbalzi catturati. Nell’estate 2015, Šiliņš partecipa con la Nazionale U18 anche al campionato europeo di categoria (18 punti e 4 rimbalzi di media) e al torneo per formazioni giovanili EYBL con il VEF Riga cui trionfa nello Stage 2 (11 punti e 8 rimbalzi a gara). Le sue qualità atletiche e tecniche sono esaltate anche dallo slam dunk contest organizzato dalla Vef Skola, in cui ottiene il primo posto.

La sua carriera non prosegue però con il passaggio in prima squadra al VEF – in quella stessa stagione peraltro campione di Lettonia – ma perŠiliņš arriva comunque il salto di categoria nella LBL, il massimo campionato lettone. La chiamata arriva da Baron/Ldz, altro club con sede a Riga. Ancora 18enne, il pivot riesce a mettersi in mostra mettendo assieme 13 presenze per una media di 10 minuti a gara in cui realizza 2.3 punti e 2 rimbalzi di media. A fine stagione il club si piazza all’ottavo posto finale con uno score di 12 vittorie e 24 sconfitte. È l’estate del 2016 e con la scuola superiore da poco terminata, a 19 anni perŠiliņš è il momento del viaggio oltreoceano dove proseguire gli studi e soprattutto cimentarsi con il basket collegiale statunitense. Non prima però di cimentarsi in un altro torneo giovanile – ancora con il Vef Skola – e laurearsi campione nella LBJL, il campionato lettone Under 19, venendo coronato anche MVP delle Finals. Nelle 9 partite giocate,Šiliņš sfiora la doppia doppia di media con 13 punti e 9 rimbalzi a gara.

L’APPRODO IN MISSISSIPPI

La prima tappa negli Stati Uniti è all’Università del Mississippi, situata nell’omonimo stato in una zona chiamata proprio University, una cosiddetta census-designated place. Una città autogovernata ai fini della raccolta e della correlazione di dati statistici, solitamente fatta di una comunità di persone specifiche, come ad esempio un campus universitario.«Quando sono arrivato in Mississippi non ho notato grandi cambiamenti nel paesaggio – ammise -. Di diverso vi erano le persone, il modo di vivere differente. Le prime settimane sono volate per le tante informazioni che dovevo assimilare, peraltro in inglese. Non semplice considerando che ero da solo, senza i genitori ad aiutarmi nell’adattamento».

L’avventura di Šiliņš nella più antica università pubblica del Mississippi si rivela però sfortunatissima. La sua stagione da freshman agli Ole Miss Rebels è la 2016/17. La squadra di basket del college milita tra NCAA Division I e la Southeastern Conference, la più importante e seguita di tutti gli Stati Uniti. A sfidarsi sono le più forti formazioni universitarie del Paese: Kentucky, South Carolina, Georgia, Baylor, Vanderbilt e Tennessee. La chiamata per Šiliņš arriva anche grazie alla mediazione di Todd Abernethy, ex giocatore di Baron, che ha giocato un ruolo decisivo per il suo approdo in Mississippi. «Lui è stato la prima persona ad avermi ingaggiato ai Rebels – ha raccontato Šiliņš al portale lettone sportacentrs.com -. Todd è davvero un ottimo allenatore. Caso vuole che l’anno scorso sia diventato assistente allenatore dei Florida Atlantic e la nostra “collaborazione” così è continuata. Il mondo è davvero piccolo!».

IL DOPPIO GRAVISSIMO INFORTUNIO

Šiliņš cerca di ritagliarsi il suo spazio nelle gerarchie, conscio di essere uno degli ultimi arrivati e bisognoso di abituarsi ai nuovi e maggiori ritmi del basket collegiale americano. L’11 novembre del 2016 esordisce con la nuova casacca rossoblù segnando i suoi primi due punti da tiro libero nei 3 minuti concessigli da coach Andy Kennedy. Il suo minutaggio resta risicato anche nelle settimane successive prima di un improvviso quanto doloroso stop. Il 3 dicembre il centro lettone va a referto per l’ottava e, sfortunatamente, già ultima volta con gli Ole Miss Rebels.

«All’inizio ero molto ottimista, specialmente perché ero al primo anno e ho avuto l’occasione di giocare già a novembre, di solito non capita spesso. A dicembre però mi sono infortunato e sono riuscito a tornare a giocare soltanto a novembre di due anni dopo». Šiliņš infatti subisce uno degli infortuni più gravi per un atleta: la rottura del legamento crociato del ginocchio, che lo costringe a saltare tutto il resto della stagione. L’anno successivo, ormai pienamente recuperato, arriva anche la pesante ricaduta. Šiliņš si rompe nuovamente il legamento crociato del ginocchio e torna sotto i ferri per una seconda operazione chirurgica. Una forte botta a livello di morale, da cui il lettone è chiamato a sapersi rialzare. E così accade.

Per tornare al massimo della forma, Šiliņš opta per il redshirting, mettendo in pausa per il secondo anno di college il basket, limitandosi a studiare, così da non perdere l’annata cestistica. Ai nastri di partenza della stagione 2018/19, il 21enne Šiliņš è pronto per ripartire con la pallacanestro e la decisione è quella di una completa fresh start. «Coach Kennedy se ne era andato ed era subentrato un nuovo staff. Stavo finendo la riabilitazione dopo la seconda operazione al ginocchio e dopo alcuni incontri e chiacchierate abbiamo deciso che la migliore decisione sarebbe stato un mio trasferimento altrove».

DI NUOVO FRESHMAN IN FLORIDA

Il lettone saluta infatti il Mississippi e sceglie di proseguire la sua carriera universitaria in Florida, per giocare con gli Atlantic Owls. «Ho parlato con coach Dusty May al telefono per una buona mezz’ora – disse Šiliņš a proposito del suo arrivo a Boca Raton -. Abbiamo parlato di qualsiasi cosa. Dal mio infortunio al ginocchio alla città fino alla conference. Alla fine mi sono convinto che la Florida Atlantic University sarebbe stata una grande scelta per me».

«Karlis è un giocatore di grande carattere che aggiungerà tanto valore al nostro progetto – spiegò invece coach May -. È un lungo di grande abilità che porta grande fisicità ed è molto a suo agio nel gioco spalle a canestro. Si muove molto bene per uno della sua taglia e ciò ci aiuterà molto in difesa».

Il suo nuovo anno da freshman, con l’università pubblica per la ricerca con sede a Boca Raton, corrisponde alla stagione 2018/19. Un anno di transizione, in cui Šiliņš deve innanzitutto riabituarsi a calcare il parquet dopo il lungo tempo passato lontano dal basket. Coach May gli dà comunque grande fiducia, utilizzandolo in 31 partite, 16 volte nel quintetto iniziale.

«L’opportunità di giocare nuovamente a basket da freshman è stata un’esperienza difficile e allo stesso tempo piacevole – ha raccontato al portale lettone sportacentrs.com -. Dopo non aver potuto giocare per due anni, è stato quasi come se avessi dovuto imparare tutto daccapo. Prima di allenarmi con i ragazzi sembrava fossi in buona forma ma entrando in una squadra fatta e finita devi prestare tanta attenzione agli schemi e al lavoro difensivo. Ho capito velocemente che avrei dovuto impegnarmi davvero molto. Devo ringraziare tanto Andrew Beyke, il dottore degli Ole Miss Rebels. Dopo la prima operazione abbiamo fatto tutta la riabilitazione insieme dall’inizio alla fine. Dopo la seconda invece soltanto fino a metà ma siamo rimasti lungamente in contatto. Mi ha aiutato davvero tantissimo. Così come fondamentale è stato il supporto di famiglia e amici».

I numeri dicono di 17.5 minuti di utilizzo medio, con 6.5 punti e 3.8 rimbalzi per gara ed un career-high di 19 punti contro Louisiana Tech. Un buon modo per riprendere confidenza con la palla a spicchi e l’intensità del basket statunitense. Il suo spirito di combattente dopo i gravi infortuni subiti è premiato dalla stessa università agli Owlsplays, gli Athletics Honors Student-Athletes. Una premiazione dedicata agli studenti-atleti appunto, in cui si premiano ragazzi e ragazze con riconoscimenti di varie categorie.

Nella squadra dei migliori atleti freshman dell’anno – in rappresentanza del basket – è peraltro inserito una prossima conoscenza di Pistoia, nonché amico e compagno dello stesso Šiliņš durante l’esperienza nella FAU, ovvero Micheal Forrest. Il play/guardia è stato infatti il primo acquisto a stelle e strisce della nuova proprietà biancorossa. I due insieme hanno vissuto ben tre anni in Florida. Durante la stessa edizione, Šiliņš è insignito del Male OWLstanding Spirit Award, dovutogli per la grande stagione di squadra – record 17-15 con grandi miglioramenti rispetto all’anno precedente e l’invito al CollegeInsider.com Postseason Tournament – in cui, si legge, “è stato una costante in tutte le partite”.

L’INTERRUZIONE CAUSA COVID

La crescita di Šiliņš nel secondo anno – stagione 2019/20, sophomore – è chiara e definita dai numeri. Delle 32 partite totali – ancora record di 17-15 – il lettone non ne salta nemmeno una, giocando per 22 volte nel quintetto iniziale. Il minutaggio ora supera i 20 di media, i punti salgono a 7.8 mentre i rimbalzi si attestano sui 3.5 a partita, con anche il 42% da oltre l’arco (17/40). Tra gli highlights della sua stagione spicca sicuramente il libero decisivo realizzato a 0.4 secondi dalla sirena nella vittoria per 71-70 contro UIC, in cui dimostra tutta la sua glacialità lettone.

L’11 marzo 2020 va in scena il primo match della Conference USA in cui Šiliņš e compagni superano 66-56 Old Dominion. Sarà l’ultima partita dell’annata, interrotta improvvisamente l’indomani per la pandemia di Covid-19. Il classe 1997 decide così di tornare in Lettonia dalla famiglia, in attesa di novità, e i mesi passano. «Il 15 di giugno ero pronto a tornare negli Stati Uniti con l’obiettivo di partecipare all’allenamento estivo di Florida Atlantic ma qualcosa andò storto. Le notizie avute in Lettonia e dalla scuole si sono rivelate inaccurate. I requisiti per entrare negli Stati Uniti erano cambiati e io non avevo i documenti necessari. Fortunatamente mi è stato detto quando ero ancora a Londra e non dall’altra parte dell’Oceano Atlantico».

Ad inizio luglio, le restrizioni per gli studenti stranieri furono persino più stringenti, con l’annuncio che l’anno successivo sarebbe stato online. Le università si ribellarono ai provvedimenti, difendendo gli interessi degli studenti stranieri e a metà mese, tutti poterono nuovamente fare ingresso nel Paese. In questo periodo di incertezza, per Šiliņš accadde l’impensabile. Una chiamata sconvolgente, in grado di cambiare la sua vita per sempre.

L’ESORDIO IN NAZIONALE MAGGIORE

Nel weekend del 25 e 26 luglio 2020, l’Estonia decide di festeggiare il centenario dalla nascita della propria nazionale di pallacanestro con un torneo: la Baltic Way Cup (in italiano Via Baltica o Catena del Baltico) a cui parteciparono anche Lettonia e Lituania. Così chiamato con riferimento alla dimostrazione politica pacifica del 23 agosto 1989, in cui due milioni di persone formarono mano nella mano una catena umana di 600km attraverso i tre Paesi Baltici. Dopo due anni sarebbe arrivata l’indipendenza dall’Unione Sovietica. La coppa è inoltre il primo torneo per nazionali giocato in Europa dopo l’interruzione dei campionati.

Šiliņš è chiamato inizialmente nella selezione giovanile utile a supportare la prima squadra in allenamento, con la quale si allena per due settimane. Pur convinto di essersi ben messo in mostra, il lungo di Pistoia non aveva idea di cosa gli aspettasse l’ultimo giorno del raduno. «Stavo lasciando la palestra dopo l’ultima sessione e uno dei coach della nazionale si avvicinò e mi disse che sarei dovuto tornare lunedì», raccontò Šiliņš che subito chiese il motivo. «Ti allenerai con la Nazionale maggiore», la risposta. «Fu incredibile ma allo stesso tempo mi rese più umile».

Ne seguono due ulteriori settimane di allenamenti, in cui lo staff tecnico lettone riduce il roster da 15 ai 12 giocatori che avrebbero preso parte alla Baltic Way Cup. Uno staff in cui Šiliņš ritrova anche coach Raimonds Feldmanis. «Sapere della convocazione al torneo è stata una sensazione pazzesca. Rappresentare il tuo Paese è uno dei più grandi onori che un atleta può avere. Il livello era davvero alto tra i compagni e sono contento di avercela fatta».

Il torneo, disputato a capienza limitata causa virus, è comunque giocato in un ambiente caloroso. «In Lituania ci sono sempre tanti tifosi sugli spalti. Anche i nostri non furono da meno con i tamburi e cori a tutta voce. Il palazzetto sembrava quasi pieno. Davvero una grande atmosfera. È stato bello giocare in un ambiente di quel tipo nonostante tutto».
 
Šiliņš scende in campo in entrambe le sfide, con la sua miglior prova contro la Lituania: 7 punti, 2 rimbalzi e una stoppata in 12 minuti. A torneo concluso, il centro rimane con la squadra allenandosi fino ad agosto e rafforza la sua esperienza in un contesto di altissimo livello. Con il calendario in scompiglio a causa della pandemia, Šiliņš può così continuare ad allenare in attesa di tornare alla FAU. «Sono molto contento di aver avuto l’opportunità di conoscere lo staff della Nazionale e di aver giocato contro giocatori molto forti. È stata una sensazione super. Spero di aver questa occasione nuovamente anche in futuro». Un esordio emozionante seppur ancora non in una competizione ufficiale, per quello però sarà solo questione di qualche anno.

L’ULTIMA STAGIONE IN FLORIDA

Conclusa l’esperienza internazionale, è davvero tempo di tornare in Florida per l’anno da junior. La situazione legata al Covid è comunque solo parzialmente rientrata e le difficoltà proseguono anche nella stagione 2020/21. «Come squadra sai con chi giocherai la prossima sfida, ti prepari mentalmente, fisicamente e tatticamente, poi la partita viene cancellata all’ultimo minuto. È stata dura ma sono grato che tutto sia finito». Nonostante tutto, per Šiliņš è difatti l’anno del definitivo salto di qualità. Il lettone viaggia ad una media di oltre 10 punti a gara, conditi da 4.4 rimbalzi con una percentuale da dentro l’area del 65% nelle 23 partite stagionali totali di squadra in cui scende sempre sul parquet dall’inizio, ritoccando anche il career high a 22 punti, siglati contro UTEP.

Una prova per la quale lo stesso coach Dusty May ha ammesso di essere particolarmente orgoglioso. «Probabilmente ciò che Karlis ha fatto meglio in tutta la sua carriera è segnare dal post basso. Per qualche motivo, oggi gli hanno reso difficile giocare sotto canestro. A parte i primi punti, non credo sia riuscito a segnare dal post up per tutta la partita. Ha fatto un lavoro eccezionale nel portare i blocchi e correre velocemente per effettuare gli short rolls. È stato bravo a ricevere e muoversi attorno ai difensori così come a ribadire a canestro in schiacciata o con tap-in ravvicinati».

Grazie alla combinazione tra l’opzione redshirt e l’anno aggiuntivo concesso a tutti gli studenti-atleti a causa del Covid-19, Šiliņš avrebbe potuto giocare altri due anni al college ma le sue idee sono diverse. «Il mio obiettivo principale è quello di firmare per un bel progetto da qualche parte in Europa. Se tutto va secondo i piani mi laureerò questo semestre e proverò a diventare un professionista». Detto, fatto. Il centro rinuncia ai due anni aggiuntivi e centra l’obiettivo di diventare un professionista. A 24 anni, Šiliņš torna nella sua Lettonia da giocatore maturo e completo, pronto per essere subito protagonista.

IL RITORNO IN PATRIA DA PROTAGONISTA

Nell’estate del 2021, il lungo firma così con il BK Liepaja, club rifondato appena 3 anni prima con sede nell’omonima città, la terza più grande del Paese, situata sul vertice occidentale della nazione e affacciata sul Mar Baltico. Nel frattempo, Lettonia e Estonia hanno fondato un nuovo campionato combinato la cui prima edizione si svolge proprio nella stagione 2018/19. Le migliori squadre dei due Paesi si confrontano in un’unica Lega composta da 8 formazioni lettoni e 7 estoni. Per il BK Liepaja si tratta di un’annata complicata, con sole 7 vittorie sulle 28 giornate della regular season. Al termine di essa, i club delle rispettive nazioni si affrontano tra di loro per decretare il campione nazionale a partire dai quarti. Il BK Liepaja è sconfitto 3-0 dall’Ogre e termina così la sua avventura al primo turno.

Per Šiliņš, a livello personale, la stagione è invece decisamente positiva. In 26 minuti di utilizzo medio su 22 presenze, il lungo segna 13.2 punti, a cui aggiunge 7 rimbalzi e quasi 2 assist per gara. Due le doppie doppie, con anche una tripla doppia sfiorata per solo una carambola e un passaggio vincente (23 punti, 9 rimbalzi e 9 assist vs Tartu). Il miglior score stagionale arriva contro i finalisti play-off del VEF Riga – in cui passò dalle giovanili – con 26 punti segnati.

Leader della squadra,Šiliņš è confermato per la stagione successiva. In breve tempo, anche grazie a questa scelta nel nome della continuità, il lettone diventa uno dei giocatori più interessanti e decisivi dell’intero campionato, il quale nel frattempo vede l’aggiunta del club ucraino Prometey, che a fine anno trionferà nella finale play-off.

UNA STRAORDINARIA CONFERMA

L’esordio della stagione 22/23 è subito super: doppia doppia da 23 punti e 12 rimbalzi contro VEF Riga. L’inizio sprint del BK Liepaja con due vittorie di fila è destinato persino a migliorare nel mese di ottobre, proprio grazie all’impatto del centro del 1997. La squadra riesce a vincere 4 delle prime 6 partite disputate, già oltre il 50% rispetto ai successi dell’intera stagione precedente.Šiliņš segna 22 punti contro Taltech e un’altra doppia doppia da 19 punti e 10 rimbalzi contro Tallinna Kalev/TLÜ. Le sue prestazioni nelle 6 presenze si riassumono così: in 28 minuti di media realizza 14.8 punti, 9 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e subisce 7 falli a gara per una valutazione media di 23.2. Numeri straordinari che gli valgono il meritato premio di miglior giocatore del mese di ottobre del campionato di Lettonia ed Estonia, grazie ai voti dei club e dei giornalisti. Un riconoscimento che tornerà a vincere anche una seconda volta nel corso dell’anno.

L’annata infatti prosegue alla grande perŠiliņš che mette a referto altre prove magistrali, vedi i 28p+10r contro Prometey, i 17p+18r contro Viimsi o i 30 punti realizzati contro Latvijas Universitate. Ancor più sensazionale è la partita contro Kalev/Cramo – primi al termine della regular season – in cui il 25enne segna la bellezza di 32 punti, raccogliendo 13 rimbalzi con uno score perfetto da dentro l’area (8/8 da 2), per una valutazione finale di 44. A campionato finito, le sue medie stagionali sono ancora migliori rispetto al 2022: sono ben 18 i punti di media a gara, 8.7 i rimbalzi e 2 gli assist con il 57% da 2 e il 36% da 3.Šiliņš si eleva ad uno dei migliori giocatori del campionato, una crescita evidente a tutti e riconosciuta anche con il premio di Most Improved Player della lega lettone (il premio per il giocatore più migliorato). Con i suoi 18 punti di mediaŠiliņš chiude al quinto posto la classifica dei migliori cannonieri della LEBL, una graduatoria in cui svetta quel Matej Radunic (21.4 punti di media), giunto nel club estone del Keila dopo la prima esperienza agli Herons Montecatini, dove è poi tornato durante l’annata appena conclusa.

Anche grazie alla sua crescita, Liepaja migliora il risultato dell’anno precedente piazzandosi al 10° posto finale con 12 vittorie e 18 sconfitte. Il club resta fuori dai play-off della LEBL ma partecipa comunque alla poule scudetto lettone. Stavolta il primo turno controLatvijas Universitate è superato per 3-1 e con la sconfitta in semifinale contro il VEF Riga arrivato peraltro solo in Gara 5,Liepaja gioca la finale per il terzo posto in cui batte Ogre ancora per 3-1 guadagnandosi una medaglia di bronzo che mancava da 11 anni. Ai play-off Šiliņš alza ulteriormente l’asticella e si guadagna così l’inserimento nel miglior quintetto del campionato lettone.

IL SALTO DI QUALITÀ IN GERMANIA E IN EUROPA

L’eccellente seconda stagione in patria pone sul lettone i riflettori dei grandi campionati europei.Šiliņš, appetito anche dalle big della LEBL, è ormai pronto per un top team. La scelta ricade sulla Germania e in particolare sul Göttingen, squadra dell’omonima città della Bassa Sassonia dalla buona tradizione, militante nella massima divisione tedesca.«Credo che questa sia una grande opportunità per la mia carriera – ha detto presentandosi ai canali ufficiali del club -. Fondamentale è stata anche la chiacchierata con coach Olivier Foucart. Ci siamo subito trovati in sintonia e mi sono piaciute le cose di cui abbiamo parlato»

Una società ambiziosa che – dopo aver chiuso al sesto posto il campionato precedente – per la stagione 2023/24 è ai nastri di partenza anche della Basketball Champions League, difatti la prima sfida dell’anno. L’avventura in coppa però finisce con la sconfitta al primo turno di qualificazioni contro gli olandesi degli Heroes Den Bosch (96-84, 9 punti perŠiliņš) e Göttingen decide così di ripiegare sulla Europe Cup, senz’altro più abbordabile, dove i risultati sono nettamente migliori. Il doppio impegno, pur edificante, è senza dubbio dispendioso e ciò si riflette anche sull’andamento in regular season.

In Bundesliga infatti l’annata è più complicata del previsto e il club non riesce mai ad ingranare. La discontinuità di risultati non sembra però un problema perŠiliņš, le cui prestazioni sono ottime fin da subito. Il suo esordio – senza mai uscire dal campo nei 40′ – è di 10 punti e 7 rimbalzi in una delle poche vittorie stagionali. I numeri da lì in poi, sono in continuo crescendo. Arriva la prima doppia doppia contro Amburgo (19p+10r) e la prima prova davvero maiuscola nel successo contro il Brose Bamberg dell’ex biancorosso Zach Copeland, fatta di 25 punti, 10 rimbalzi e ottime percentuali tanto da dentro (4/6) quanto fuori dall’area (4/6). Seguono altre due doppie doppie nei successi su Heidelberg (16p+13r) e Tübingen (16p+11r), con la doppia cifra ormai diventata una piacevole abitudine per il centro lettone. Tra gli avversari affrontati spicca sicuramente il centro spagnolo Serge Ibaka, campione NBA con Toronto nel 2019 e dal 2023 nelle fila del Bayern Monaco. «Se affrontarlo è stato un sogno o un incubo? Non saprei, ciò di cui sono certo è che un paio di anni fa ero abituato a vederlo in TV e oggi me lo sono trovato di fronte in campo. Credo di aver fatto bene», ha ammesso ai microfoni di fine gara.

Göttingen – anche grazie alle prestazioni diŠiliņš – tutto sommato riesce a salvarsi con 10 vittorie su 34 gare, sufficienti per piazzarsi al 14° posto finale tra le 18 squadre partecipanti alla Bundes. Il centro chiude così con 13 punti e 5 rimbalzi di media nelle 32 presenze totali. Più esaltante sicuramente il percorso in Europe Cup, dove i biancoviola partono direttamente dal primo turno della fase a gironi. Inseriti nel Gruppo I, i tedeschi si trovano di fronte i georgiani del Tbilisi, i ciprioti del Keravnos e la Openjobmetis Varese, avversaria diŠiliņš anche nella prossima Serie A. Proprio con gli italiani,Göttingen condivide la vetta della classifica al termine delle sei sfide, con cinque vittorie e una sconfitta.

Nel doppio confronto il risultato è di una vittoria per parte, con entrambi i campi violati dalle squadre in trasferta. In entrambe le sfide, è proprioŠiliņš il protagonista assoluto. Se a Masnago sono 20 i punti segnati dal lettone a cui si aggiungono 8 rimbalzi, in Germania – nonostante la sconfitta – va in scena una vera e propria masterclass: una doppia doppia mostruosa da 31 punti e 13 rimbalzi per una valutazione di 36. Nel secondo turno le cose vanno meno bene per la squadra, eliminata dal Gruppo K con Bilbao, Porto e i bulgari del Balkan Botevgrad.Göttingen ottiene tre vittorie eŠiliņš si conferma il miglior realizzatore dei suoi e tra i migliori dell’intera competizione con quasi 15 punti di media a cui si aggiungono 5 rimbalzi e 2 assist nelle 12 presenze totali.

IL DEBUTTO UFFICIALE IN NAZIONALE

Le sue grandi prestazioni arrivano all’orecchio anche di coach Luca Banchi, dal 2021 diventato CT della Nazionale lettone. Dopo aver già vestito la canotta della Lettonia nella Baltic Cup del 2020, a 27 ancora da compiere perŠiliņš arriva anche la gioia e l’onore di debuttare con la propria madrepatria anche in competizioni ufficiali. Il 22 febbraio 2024, nella finestra dedicata alle qualificazioni ad Eurobasket 2025, riceve la chiamata del capo allenatore della Virtus Bologna.

L’avversaria per il suo esordio è tutt’altro che morbida ma la Lettonia – reduce da un super mondiale chiuso al quinto posto – è squadra vera. Il primo match di qualificazione è infatti contro la Spagna.Šiliņš esce dalla panchina e contribuisce con il suo mattoncino al trionfo dei suoi per 75-79 a Saragozza. In 12 minuti sul parquet, il centro segna 4 punti con il 100% dal campo (2/2 da dentro l’area) catturando anche 3 rimbalzi. Una grande soddisfazione per il centro, a coronare un percorso di crescita suggellato da una ulteriore esperienza internazionale.

LA CHIAMATA DI PISTOIA

Forse anche per questa sua abitudine a giocare match di carattere intercontinentale, il Pistoia Basket ha deciso di puntarci forte. Il presidente Ron Rowan era stato chiaro sul tipo di giocatori apprezzati eŠiliņš ne è lo specchio perfetto. Dopo le esperienze in giovane età, gli anni al college, il ritorno in patria e l’annata in Germania, ecco la nuova avventura in Italia, dove misurarsi con la Serie A e proseguire il percorso di crescita.

In biancorosso, il lettone ritrova l’ex compagno Micheal Forrest e farà coppia con un altro centro di fisicità e ottima mano come Luka Brajkovic. Una coppia di torri per fare le fortune di Pistoia sotto le plance dei palazzetti di tutto il Paese.

PROFILO FISICO E ATLETICO

Kārlis Šiliņš è un centro – con possibilità di giocare anche da ala grande – di 211 cm per 112kg. Un lungo dunque di spiccata fisicità e stazza, caratteristiche che sfrutta con efficacia nella lotta sotto canestro. Non è un centro particolarmente atletico ma nemmeno un cestista lento, seppur non ami le transizioni in campo aperto, tanto positive quanto negative. In particolare non sembra trovarsi a suo agio negli spostamenti laterali, trovandosi in difficoltà di conseguenza a difendere gli avversari che lo attaccano dal palleggio.

Il suo fisico lo rende un buonissimo rimbalzista, anche in attacco, e un discreto stoppatore, sebbene non possa contare su grandi doti di saltatore ma con margini di miglioramento per tempismo. Non è un giocatore reattivo, anche per caratteristiche fisiche, le stesse che però gli permettono di prendere sempre ottime posizioni sotto canestro. Un pivot dunque che predilige il gioco in post basso dove può sfruttare stazza e centimetri a sua disposizione per proteggersi in fase di tiro, ma il cui modo di stare in campo è diventato più moderno col passare degli anni.

PROFILO TECNICO E TATTICO

Come detto, per doti fisiche e atletiche, il gioco diŠiliņš si basa soprattutto sul post up. Al centro lettone piace ricevere in profondità sotto canestro dove sfrutta muscoli e altezza per girarsi e chiudere in appoggio. Sotto le plance dimostra inoltre grandi qualità nell’utilizzo del piede perno e un vasto arsenale di finte per ingannare il diretto marcatore. Non essendo un lungo verticale, preferisce concludere appoggiandosi al vetro o con il gancio piuttosto che andando a schiacciare al ferro, ma ciò non significa ovviamente che non possa farlo.

In queste situazioni, può mettere in mostra tutta la dolcezza della sua mano destra, il cui delizioso tocco lo rende un centro pericoloso in numerose zone del campo.Šiliņš infatti è un lungo in grado di giocare anche fuori dal pitturato, con capacità di concludere a canestro con ottime percentuali sia dalla media distanza che da oltre l’arco. Senza palla è molto bravo a portare blocchi per i compagni per liberarli e per associarsi con loro su pick and roll e pick and pop. La sua mano educata gli permette infatti di essere efficace anche quando si stacca per colpire dalla punta oltre l’arco dei 6,75.

«È molto difficile da contenere – disse di lui il coach della FAU Dusty May -. È molto versatile quando riceve in movimento a 3-4 metri dal canestro, ha grande equilibrio e gran tocco. Se riusciamo a dargli palla sa prendere ottime decisioni». Nonostante sia un giocatore più abile nel muoversi senza palla che con, quando riceve sotto canestro sono tanti i movimenti nel suo repertorio. Dimostra appunto inoltre anche buonissima intelligenza cestistica, che gli permette di prendere le decisioni migliori quando riceve spalle a canestro, anche negli scarichi.

In difesa, Šiliņš è ovviamente più suo agio nel contenere il post basso avversario e nella difesa del ferro piuttosto che nel tenere i mismatch contro giocatori più brevilinei e veloci che lo attaccano dal palleggio, senz’altro il punto debole di un lungo con capacità ridotta negli scivolamenti laterali. Come detto, la sua altezza gli permette di essere abbastanza abile nelle stoppate, sebbene i margini di miglioramenti siano ampi. Fattore anche a rimbalzo dove è una presenza fissa. Se non lo fa suo, è certa comunque la sua presenza ad infastidire gli avversari, sporcando le traiettorie e lottando sui palloni alti vaganti, permettendo molti secondi possessi.

CURIOSITÀ E CARATTERE

All’analisi delle sue caratteristiche tecniche e tattiche vi è strettamente collegata la sua mentalità. Una cultura del lavoro adottata non solo durante la stagione ma anche in estate, quando in autonomia si prepara all’avventura successiva. «Tutte le estati stilo un piano nella mia testa su cosa dovrei lavorare maggiormente. Ho lavorato tanto sul tiro così come sulla mia condizione fisica. Se mi stanco presto, avrò percentuali più basse nei finali di gara. Devo essere in grande forma».

Un ragazzo semplice che nel tempo libero ama rilassarsi, passare tempo in famiglia – ha anche una sorella, Marta – e con la sua ragazza. «Mi piace stare a casa in tranquillità, giocare alla Playstation. Lei mi ha introdotto a diverse attività come fare una camminata, o altre cose che non mi piacciono quanto a lei (ride, ndr)». Ragazza con la quale condivide inoltre la sua passione più grande.

Anche Paula Kļeščova è infatti una cestista. Nata nel 2001, la giovane lettone ha giocato per gran parte della sua carriera – fin dal settore giovanile – nel Liepaja, stesso club in cui ha militato Šiliņš tra il 2021 e il 2023, trasferendosi poi in Germania al Medical Instinct Veilchen BG74 in concomitanza con lo stesso centro biancorosso. Chissà dunque se Kļeščova lo seguirà anche nella sua avventura in Italia, accasandosi in qualche club femminile del nostro Paese o più specificatamente toscano.

Nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali di Göttingen, Šiliņš ha anche raccontato di sé e dei suoi gusti personali in diversi ambiti. «Il mio cibo preferito è la chicken noodle soup cucinata da mia madre ma anche la pasta fredda che prepara la mia ragazza. In tema di film sicuramente uno dei miei preferiti è Inception e mi è piaciuto molto anche Django Unchained. Per Natale invece Mamma ho perso l’aereo diventa un must. Ascolto un’ampia varietà di musica, dal rap, alla musica club, fino alle canzoni lettoni».

Il suo cognome ha fatto inoltre pensare inizialmente ad una parentela con Ojārs Šiliņš, ala lettone con una lunga permanenza in Italia tra Reggio Emilia – in cui ha militato ben 4 anni tra 2012 e 2016 – Trento, Trieste, Avellino e Brescia, e ovviamente suo compagno in Nazionale. L’unico collegamento con lui è però rappresentato dal fratello di Ojārs, Andrejs, giornalista sportivo esperto di basket che intervistò Kārlis sul suo podcast durante il suo periodo al college.

VOGLIA DI PISTOIA

Chissà infine se nella scelta di Pistoia, vi siano anche motivazioni legate all’idolo di infanzia, che nella nostra città ha vissuto e dove ancora oggi è ricordato con affetto, anche all’interno del PalaCarrara. «Il mio idolo da piccolo era Kobe Bryant. Crescendo ho capito che non avrei potuto essere come lui per caratteristiche, gioco in una posizione diversa. La mentalità e il modo in cui approcciava le partite però restano cose alle cui aspiro ancora oggi».

«Dopo una buona stagione in Germania l’obiettivo, adesso, è portare la mia esperienza e le mie capacità a Pistoia, aiutando la squadra a vincere le partite», ha detto ai canali ufficiali del club biancorosso al quale si è presentato con grande voglia di iniziare la sua prossima avventura. A Pistoia, Šiliņš sarà il primo lettone dai tempi di Jānis Porziņģis, in biancorosso nella stagione 2007/08, e fratello maggiore di Kristaps Porziņģis – di cui ora peraltro è agente – cestista dei Boston Celtics appena diventato il primo lettone di sempre a vincere il titolo NBA.

«Sono entusiasta di iniziare questa avventura con Estra Pistoia Basket – le prime parole in biancorosso di Karlis Silins – e non vedo l’ora di dare il mio contributo al team. Venire a giocare nel campionato italiano è, per me, un’opportunità fantastica perché ho sempre ammirato l’alto livello che c’è e la passione dei tifosi: di fronte alla storia del basket in Italia non posso che essere ansioso di venire a farne parte». Anche noi non vediamo l’ora di vederlo in azione e siamo certi che apprezzerà il calore dei tifosi di Pistoia.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Tra emozioni e promozioni: Tonfoni rimarrà nella storia del Dany Basket

Dopo quasi quattro stagioni è finito il matrimonio tra Tonfoni e il Dany Basket: riviviamo le tappe di...

Scontri a Palazzolo, disposti sedici Daspo per i tifosi arancioni

Emanati i Daspo per gli scontri dell'8 febbraio prima di Pro Palazzolo-Pistoiese: avranno durata variabile da uno a...

La T Gema, Jackson squalificato per una giornata

Lo statunitense paga le reiterate proteste dopo l'espulsione in seguito a doppio fallo tecnico contro Agrigento In seguito alla...

Seconda, il San Felice non si ferma più: battuto anche l’Olimpia a Casini

I gialloblù piegano a "La Stella" un combattivo Olimpia Quarrata e si portano a -7 dalla capolista Sagginale Il...