La storia di Ryan Hawkins: la nuova ala forte del Pistoia Basket

Dai primi passi nella piccola cittadina di Atlantic, alla scomparsa del padre e i sei anni di college. La storia e la scheda tecnica di Ryan Hawkins

Il Pistoia Basket ha firmato il suo terzo colpo straniero per la stagione del ritorno in Serie A. Ryan Hawkins sarà la nuova ala forte biancorossa a disposizione di coach Brienza. 26 anni da poco compiuti, per Hawkins si tratterà della prima stagione in Europa dopo 6 anni di college, gli ultimi 5 passati giocando a basket, e un’ultima stagione vissuta in G-League con la canotta dei Raptors 905, squadra affiliata con la franchigia NBA di Toronto.

A tal proposito con le sue prime parole da biancorosso si è dichiarato «incuriosito dalla prima opportunità lontano dagli Stati Uniti» ed «entusiasta di iniziare la sua prima stagione in Italia». Soddisfazione ricalcata dallo stesso tecnico di Pistoia, il quale non ha mancato di sottolineare come Hawkins sia un acquisto con le caratteristiche perfette per il sistema creatosi in via Fermi nelle ultime due annate.

I PRIMI PASSI NELL’ATLANTIC HIGH SCHOOL

Ryan Hawkins nasce il 12 maggio del 1997 ad Atlantic, piccola cittadina situata nel Sud-Ovest dell’Iowa, precisamente nella contea di Cass County, dove è conosciuta anche come la capitale della Coca Cola per la fabbrica in attività dal 1929. La leggenda narra che il nome della città sia stata deciso dal lancio di una moneta. I fondatori si resero conto di essere all’incirca a metà tra i due oceani, Pacifico e appunto Atlantico, e riposero la scelta nella sorte. Bagnata dalle rive del fiume Nishnabotna, al censimento del 2020 contava appena 6792 abitanti. Un paesino comunque in grado di dare i natali già ad un altro sportivo professionista nel 1947, anno di nascita di Ed Podolak, ex running back dei Kansas City Chiefs con i quali nel suo anno da rookie conquistò persino il Super Bowl IV.

Facile la scelta di iscriversi all’Atlantic High School, unica in paese, rivelatasi vincente quella di puntare la sua carriera sportiva sul basket nonostante per due anni praticasse la bellezza di sei sport contemporaneamente. Atletica leggera in tutte le sue sfaccettature, calcio, baseball, football americano e cross country, corrispondente alla nostra corsa campestre, oltre appunto alla pallacanestro. Per un certo periodo il calcio sembrava fosse la sua direzione prediletta ma a spingerlo lontano è stata la poca popolarità che aveva al tempo negli USA tanto che i suoi amici non volevano nemmeno trattare l’argomento.

Che la sua decisione potesse dimostrarsi esatta si è poi intuito definitivamente nel suo anno da senior quando chiuse la stagione con 22.2 punti, 13.4 rimbalzi, 3.9 rubate e 2.7 assist di media a gara. Numeri che, assieme alla sua ecletticità sportiva, gli garantirono il titolo di atleta maschile dell’anno della zona ovest dell’Iowa conferitogli dall’Omaha World-Herald, un giornale locale.

LA SCOMPARSA DEL PADRE

Durante la scuola, all’età di 15 anni, ha dovuto superare anche la prematura scomparsa del padre Greg, malato di cancro. «Sono stato obbligato a crescere molto più in fretta», ha ammesso. Un periodo buio affrontato grazie al suo carattere forte e la sua proverbiale personalità positiva, come lui stesso racconta di sé.

«Credo di essere una persona molto ottimista – racconta -. Quando ho affrontato la morte di mio padre alle superiori l’ho fatto cercando di mantenere una mentalità positiva. Ero conscio di dovermi rafforzare emotivamente e di imparare a trasmettere le mie emozioni nella maniera migliore. In ogni situazione c’è qualcosa di buono o la possibilità di capovolgere una situazione da negativa a positiva. Quando sento che le cose non vanno nel verso giusto penso al fatto che tutto accade per una ragione. Significa che devo continuare a lavorare e alla fine vedrò il lato positivo o imparerò una lezione preziosa. Ci sono momenti quando gioco in cui provo una sensazione di calma, quasi di pace… In quegli istanti sento la presenza di mio padre ancora con me».

IL SALTO A NORTHWEST MISSOURI STATE

Originariamente orientato verso Wayne State in Nebraska, Hawkins inizia la sua carriera universitaria alla Northwest Missouri State University a Maryville, Missouri. Per il primo anno, il 2016/17, opta per il cosiddetto “redshirting“. Una sospensione dalla partecipazione di una stagione sportiva per poter allungare il periodo di ammissibilità agli sport. Un periodo tipicamente della durata di quattro stagioni allineate con i quattro accademici ma che così facendo diventa spalmabile su cinque anni universitari. Una manovra utilizzata per diversi motivi che vanno da studenti i quali non si ritengono pronti a maggiori ritmi e richieste dell’università rispetto all’high school, alla volontà di crescere fisicamente prima di giocare ad un livello più alto, fino al migliorarsi tatticamente e tecnicamente o perché banalmente la squadra è già profonda nel roster. Il risultato è quello di non perdere l’annata sportiva mantenendo le quattro stagioni previste dalle regole.

Saltata la stagione 16/17, al termine della quale peraltro Northwest vince il titolo nazionale della NCAA II Division, Hawkins inizia l’anno da freshman che, con minutaggio ridotto, conclude con 5.4 punti e 3.5 rimbalzi di media. Di tutt’altro spessore la sua annata da sophomore durante la quale contribuisce in maniera significativa al super record da imbattuti di 38-0 ed il nuovo trionfo nel campionato nazionale. Sono quasi 14 i punti e quasi 9 i rimbalzi catturati in media al termine dell’annata che gli conferisce anche il titolo di Difensore dell’Anno oltre a battere il record di rimbalzi dell’università.

GLI ANNI DA JUNIOR E SENIOR

Record ritoccati anche nei punti quando il 2 novembre 2019 firma una prestazione monstre da 44 punti e 9 rimbalzi ai danni di Southern Nazarene. Nell’anno da junior le sue medie si alzano ancora fino a toccare i 22.7 punti, 7.4 rimbalzi e 2.7 rubate per gara, valevoli l’inserimento nel primo quintetto All-MIAA e un altro riconoscimento di Difensore dell’Anno. Nonostante una lunga serie di prove esaltanti, il bello per Hawkins deve ancora arrivare.

La sua completa maturazione si manifesta nell’anno da senior, stagione 2020/21. Il primo tassello lo pone il 5 marzo 2021, scrivendo la storia del torneo MIAA (Mid-America Intercollegiate Athletics Association) con la prima tripla doppia mai fatta registrare, frutto di 30 punti, 11 rimbalzi e 11 assist. Hawkins è il trascinatore principe della formazione (22.6 punti e 8.8 rimbalzi di media) che a fine anno conquista il terzo titolo nazionale della seconda divisone dell’NCAA in cinque anni, il suo secondo personale. L’impresa gli garantisce il meritatissimo titolo di Most Outstanding Player (difatti l’MVP), lasciando dopo quattro anni Northwest Missouri State da rimbalzista numero uno e secondo nella classifica di punti, rubate e triple realizzate nella storia del programma universitario.

L’ANNO A CREIGHTON E LA G LEAGUE

Con la possibilità di giocare un ulteriore anno al college per la nuova regolamentazione dell’NCAA come risposta allo stop causa Covid-19, Hawkins sceglie di frequentare l’ultimo anno ai Creighton Bluejays. «Ero in cerca di una nuova sfida – dice presentandosi nell’intervista di rito -. Sono grato a Northwest per i quattro bellissimi anni e per aver fatto parte di quel programma. Allo stesso tempo però volevo uscire dalla mia comfort zone, fare nuove esperienze e mettermi davanti nuove sfide dentro e fuori dal campo. Sono un ragazzo competitivo, sempre in cerca di cose nuove. Lasciare tutto, squadra e amici, è stata la decisione più difficile della mia vita ma sentivo di doverlo fare».

Senza la possibilità di un sesto anno collegiale, per sua stessa ammissione, Hawkins aveva già in mente di cercarsi un lavoro d’ufficio prima di iscriversi al portale dei trasferimenti per la Division I dell’NCAA e ricevere oltre 40 offerte in appena un giorno.

Nel college situato a Omaha, in Nebraska, Hawkins fa registrare 13.9 punti e 7.8 rimbalzi di media con un season-high di 30+12 contro Georgetown. In totale tra Northwest e Creighton, il suo score recita 146 vittorie a fronte di appena 18 sconfitte. Nell’estate 2022, da undrafted, gioca nella Summer League per i Golden State Warriors e i Toronto Raptors. Proprio la franchigia canadese decide di trattenerlo aggregandolo alla Raptors 905, squadra affiliata militante in G League, del quale ha fatto parte nella stagione 2022/23. Non tra le prime scelte nel ruolo, gioca una media di 18 minuti scarsi a partita con poco più di 5 punti di e 3 rimbalzi partita, con una comunque buonissima percentuale da oltre l’arco (32%).

CARATTERISTICHE FISICHE, ATLETICHE E MENTALI

Ryan Hawkins è un’ala forte di 201cm per 106kg dal fisico asciutto e longilineo. Nonostante l’imponente stazza e le lunghissime leve, possiede un discreto primo passo e buona velocità in campo aperto, sia senza che con la palla. A ciò aggiunge anche una ottima agilità e rapidità per la sua taglia. Non brillerà forse per esplosività ma la sensazione netta è quella di trovarsi di fronte ad un giocatore intelligentissimo. Dimostrazione plateale è la naturalezza con cui utilizza finte di corpo e di tiro per procurarsi lo spazio utile a trovare la conclusione a canestro.

La sua scaltrezza gli permette di catturare molti rimbalzi anche contro avversari più verticali ed ha ottime letture tanto difensive che offensive, per esempio nei tagli e nel pick and pop. In generale il suo QI cestistico è molto elevato in ogni scelta che compie, ponderata a trovare la soluzione più efficace in ogni azione. Per riassumere la sua completezza tra attacco e difesa è calzante quanto semplice il titolo di un brevissimo video presente su YouTube di alcune sue azioni: “Ryan Hawkins doing a little bit of everything for the Raptors 905!“. Siano triple da distanza siderale, movimenti sotto canestro, rimbalzi, scivolamenti, rubate. Hawkins è in grado di fare pressoché qualsiasi cosa su un campo da pallacanestro.

STILE DI GIOCO IN ATTACCO

I due tratti distintivi del suo gioco offensivo sono forse più di ogni altra cosa il pick and pop e il catch and shoot, tanto che spesso le due cose vanno di pari passo. Hawkins è un lungo completo e moderno, parecchio a suo agio sul perimetro. Una delle sue giocate preferite è proprio quella di “poppare” dopo aver portato il blocco per ricevere e sparare da oltre l’arco. La maggior parte dei suoi canestri arriva dai tiri da 3, nei quali ha avuto medie eccellenti per tutta la carriera (46% negli ultimi due anni di college).

Con il neo biancorosso Payton Willis, Hawkins condivide l’ampio raggio di tiro, potendo colpire difatti anche da lunghissima distanza. Quando riceve palla è solito sparare con immediatezza verso il ferro da qualsiasi posizione e range, mettendo in mostra un rilascio rapidissimo e pulito.

In questo tipo di situazioni, quando ben marcato, è astuto nell’effettuare finte di tiro ed andarsene via in palleggio per concludere fino in fondo al ferro, tanto con appoggi che con affondate. Vanta ottimi movimenti tanto spalle a canestro che in avvicinamento, potendo concludere con agilità e varietà di soluzioni sia con la mano destra, la preferita, che con la mancina. I cm e le braccia lunghe gli permettono facilità di tiro sopra la testa degli avversari, spesso evitati con ampie parabole in appoggio frutto di una mano piuttosto educata.

UN ECCELLENTE DIFENSORE

Nonostante le sue grandi doti da attaccante, Hawkins ha ottenuto i maggiori riconoscimenti in carriera per quanto concerne la difesa. Notevole, considerando come le sue medie siano quasi sempre sostate oltre i 20 punti segnati per gara. Il suo approccio difensivo è intelligente, aggressivo e attento. Solido sotto le plance è in grado di contenere anche dal perimetro con qualità negli scivolamenti e ottimo utilizzo del corpo, riuscendo a marcare giocatori di varie taglie.

Le lunghe braccia sono come tentacoli pronte ad ostacolare il possesso avversario e sporcarne il palleggio, le quali unite al tempo di intervento lo facilitano anche nelle stoppate vicino al ferro e nei recuperi. Un difensore completo e solido, arguto e dotato di un fisico eccezionale. Difatti un giocatore perfetto per le idee di gioco di coach Nicola Brienza.

FUORI DAL CAMPO

Al termine dell’ultimo anno di High School, Hawkins ha ricevuto lo “Hawkeye 10 Conference Character Award“, premio riservato a chi ha mostrato scelte rimarcabili nelle attività scolastiche, nello sport, in classe e fuori da scuola. Al college si è laureato in “Business management and marketing” ricoprendo anche il ruolo di ambasciatore degli studenti. Solo uno dei tanti compiti da leader rivestiti nel suo percorso scolastico e sportivo (è stato capitano di squadre in cinque sport diversi) «utilizzando una varietà di leadership per stabilire un rapporto interattivo con gli altri», scrive su LinkedIn.

Proprio sul social dedicato ai profili lavorativi, durante la stagione 2018/19, Hawkins descrisse accuratamente la sua personalità parlando di sé come un «giovane affamato, duro lavoratore, leader e forte comunicatore». «I miei amici e colleghi mi descriverebbero come un individuo affidabile, ottimista e felice, che lavora duro per raggiungere obiettivi ambiziosi – prosegue -. Sanno quanto ami le nuove sfide e trovare modi creative per completarle. Infine, sanno quanto io dia enorme valore alle relazioni con chi mi sta vicino».

Nella piccola cittadina di Atlantic, Hawkins è diventato ben presto l’attuale punto di riferimento sportivo ed in particolare ovviamente per quanto concerne la pallacanestro. Nei giorni del 12, 13 e 14 del giugno scorso, il nuovo acquisto di Pistoia ha organizzato il “Ryan Hawkins Basketball Camp pensato per i ragazzi e le ragazze della sua città nativa. Una passione in comune con il suo prossimo capitano e compagno di squadra Gianluca Della Rosa, da anni host del “Della” City Camp.

Già convinto di vivere un sogno giocando a basket nei suoi anni di college ed entusiasta di aver lasciato una simile eredità, Hawkins si appresta ad affrontare una nuova e stimolante avventura col Pistoia Basket. Un viaggio da affrontare con il solito ottimismo, la leadership, il duro lavoro ed una voglia costante di migliorarsi e salire ancora di livello.

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