La T Gema, il ds Meini indica la via: «Non possiamo giocare senza dare il 100%»

Il racconto della stagione dei termali dagli occhi dell’ex giocatore e ora dirigente, Guido Meini: «L’ambizione della società è uno stimolo per me»

Ci avviciniamo a Natale, al nuovo anno e, cosa che ci interessa di più, alla fine di questo girone d’andata della Serie B Nazionale. In poco tempo siamo arrivati al primo momento della stagione in cui tirare le somme e capire a che punto siamo del percorso. L’opinione di tutti, tra tifosi ed addetti ai lavori, è che La T Tecnica Gema Montecatini sia certamente tra le formazioni che stanno piacendo e convincendo più di tutte. Dentro la società invece, insieme all’orgoglio di aver avuto dieci vittorie contro cinque sconfitte, c’è però del rammarico per alcune occasioni sprecate che stanno pesando molto per il modo in cui sono arrivate.

ALZARE L’ASTICELLA

Una di queste batture d’arresto è arrivata proprio domenica scorsa in trasferta. Non era difficile pensare che il match contro la Luiss Roma sarebbe stato insidioso, è stato il modo in cui sono andate le cose a dare fastidio: «In ordine di priorità – questa è l’analisi del direttore sportivo La T Tecnica Guido Meininon ha funzionato la solidità difensiva che ci aveva contraddistinto nelle scorse partite contro Herons e Livorno. Abbiamo concesso un quarto da 30 punti ad una squadra come la Luiss che ha confermato il suo essere una formazione pericolosa. In trasferta spesso il rischio è che le partite ti scappino di mano e così è stato, oltretutto non siamo stati lucidissimi neanche in attacco e lo siamo stati ancora meno nei frangenti decisivi per le sorti dell’incontro. Probabilmente queste problematiche che sono venute fuori sono state il riflesso di un appannamento emotivo tutto nostro».

Già da questo weekend, nel match casalingo contro Ravenna, si vuole tornare a fare la voce grossa anche perché, secondo le parole del direttore sportivo termale, gli obbiettivi che si sono posti in casa La T Gema non pongono limiti all’immaginazione: «Se vogliamo ambire a risultati ambiziosi non possiamo accontentarci del secondo posto e non perché sia una posizione sfavorevole. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto ma se vogliamo esserlo molto di più abbiamo bisogno di fissare l’asticella al massimo possibile. In questo momento c’è la consapevolezza di aver fallito diversi appuntamenti importanti. Dobbiamo trovare un modo per ribaltare il trend, è così che possiamo fare quell’ulteriore scalino che ci permetterà di essere pronti quando conta; se invece ci accontentiamo di essere secondi in classifica rischiamo di non trovare la spinta vincente».

«C’E’ GRANDE SENSO DI RESPONSABILITA’»

La figura di Guido Meini non ha certo bisogno di presentazioni, specialmente nel mondo La T Gema. Uno dei pochi che può dire di aver giocato e vinto in carriera con le maglie di Pistoia e Montecatini, ha vissuto le sue ultime cinque stagioni con le scarpette ai piedi nel club rosso-blu (lui che aveva già avuto una lunga esperienza a Montecatini nei primi anni da pro) per poi passare dietro la scrivania nel 2021 come direttore sportivo. Nessuno come lui ha visto il lungo cammino e l’espansione di questa società, un espansione che sta vivendo da questa estate uno dei capitoli più gloriosi: «Con l’entrata alcuni anni fa di Gema, prima come sponsor e poi come presidente nella figura di Alessandro Lulli, e poi con l’aggiunta recente del co-main sponsor La T Tecnica di Paolo Moricci, che reputo un valore aggiunto dal punto di vista umano ancora prima che economico, l’ambizione è molta; come obbiettivo vogliamo tendere ad alzare l’asticella ogni anno. Lavorare in un ambiente con questa voglia di crescere è sicuramente piacevole e di grande stimolo per me. Chi pratica il mondo dello sport deve avere il piacere di convivere con la speranza di ottenere grandi risultati, deve avere dentro questo fuoco. E’ proprio partendo dalla grande stima e dalla grande fiducia che ho nella rosa che abbiamo costruito che, secondo me, non ci dobbiamo accontentare. Il roster è stato allestito cercando di trovare complementarietà tra i vari elementi, cercando di aggiungere una sana dose di esperienza e di conoscenza di ciò che serve per vincere».

«Come base di partenza nella costruzione della squadra – prosegue Meini – abbiamo scelto di privilegiare le persone anziché i giocatori; so che è una frase che di solito è sulla bocca di tutti i dirigenti in sede di mercato estivo, però devo dire che ci abbiamo messo un’importante attenzione su questo fattore, siamo convinti che sia stata una decisione che paga dividendi. Le stagioni vincenti si costruiscono con gli uomini, non solo con i giocatori. Per me è motivo d’orgoglio è far parte di un gruppo di lavoro che dedica idee ed energie al fine di avere una pallacanestro migliore. Da parte mia e da parte di tutti c’è un grande senso di responsabilità nei confronti di investe soldi, tempo ed energie per questa causa, che appare come un gioco ma che in realtà dietro le quinte necessita di tante risorse economiche ed emotive».

Adesso testa a Ravenna, formazione che esattamente come La T Tecnica vuole vendicare l’ultimo insuccesso (peraltro contro la Fabo Herons). Tra due squadre intenzionate a tornare al successo prevarrà quella più convinta delle proprie capacità e più motivata, ecco perché chiedendo a Meini quanto sarà dura da uno a dieci il prossimo match la risposta è proprio dieci. D’altronde La T Gema riesce a fare il proprio gioco solo se scende in campo con la faccia cattiva, lo dicono le precedenti partite: «Se si parte pensando che in ogni partita e in ogni campionato si possa andare in campo dando meno del 100%, daremmo la dimostrazione di non avere quella mentalità che ci potrebbe portare dove tutti auspichiamo. Sono certo che sarà una sfida difficile, a prescindere dal passato, dal valore in campo dei due roster e dalla partita che abbiamo perso domenica scorsa».

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