Il punto della situazione in casa La T Gema a pochi giorni dall’inizio della serie playoff contro Mestre, attraverso le parole del suo capitano
Si avvicina il momento della verità per la Serie B Nazionale. I playoff sono qui e saranno combattuti e spettacolari come poche altre volte sono stati, se le indicazioni della regular season saranno confermate. Per tre poltrone in Serie A2 ci sono almeno 7/8, forse pure 10 squadre che possono ambire ad ottenerle, tra queste è certamente presente nella lista la regina di Coppa. La T Tecnica Gema Montecatini ha programmato l’intera stagione tutta in funzione di questo momento, non è mai stato un segreto che la promozione fosse l’obiettivo ma allo stesso tempo tutti sanno che sarà una missione complicatissima da realizzare.
«PENSIAMO UNA GARA ALLA VOLTA»
Il primo ostacolo da superare si chiama Gemini Mestre, formazione veneta che arriva da nove partite vinte nelle ultime dieci. Già solo questo fa capire che saranno solo battaglie da qui fino alla fine e che nessuno concederà niente. È ciò che pensa pure capitan Nicola Savoldelli, il quale dall’alto della sua conoscenza tiene alta la guardia in casa La T Gema: «Penso che loro siano la squadra più in forma di tutta la Serie B, però noi ci siamo prefissati fin dall’inizio dell’anno di lottare per vincere e quindi dovremo farlo contro tutti. Che si tratti di Mestre o di qualsiasi altro avversario, dovremo affrontare ogni partita da qui in avanti con lo spirito e la testa giusta. Mestre ha tanta esperienza, un ottimo allenatore e giocatori che sanno cosa vuol dire giocare una pallacanestro di alto livello; sono partiti male ad inizio campionato ma poi si sono ripresi e ora hanno grande fiducia, non valgono certo il sesto posto finale. Sono un gruppo di dieci giocatori completi, dovremo trovare il modo di lasciare da subito la nostra impronta prima che lo facciano loro e questo andrà fatto già da Gara 1».
«Pensiamo una gara alla volta e poi vediamo – continua il play de La T Gema – la cosa fondamentale sarà mantenere il fattore campo in queste prime due partite casalinghe. Lo dobbiamo al nostro sesto uomo, che ci ha sempre sostenuto e di cui avremo tantissimo bisogno. Poi ci sarà da andare a giocare da loro e lì vorremmo provare a chiudere la serie, se non dovesse andare così siamo pronti a tutto. Sarà importante, qualsiasi cosa accada, riuscire a giocare la nostra pallacanestro il più possibile, quando lo abbiamo fatto non ci ha potuto fermare nessuno».
C’è una delusione da riscattare, quella di un anno fa al primo turno contro Fabriano che Savoldelli ed i reduci di quell’esperienza non hanno certo dimenticato. Certo però che oltre alla forza Mestre c’è un secondo ostacolo da saltare possibilmente via prima di domenica: quella degli infortuni. «La squadra sta vivendo bene queste due settimane di pausa – puntualizza il capitano rossoblu – le sta usando per ricaricare le batterie scariche dopo tanti mesi di partite. Durante la stagione spesso abbiamo avuto diversi giocatori fuori, quando uno di loro rientrava ne usciva un altro ed in questo senso non siamo stati molto fortunati. Di conseguenza le due settimane che ci hanno separato da gara-1 ci sono servite, oltreché a preparare gli schemi di partita, per recuperare chi era fuori».
I nomi dei possibili rientri sono ben noti, quello della superstar Chiarini e del tuttofare Acunzo. È corsa contro il tempo per riaverli in campo, farebbe tutta la differenza del mondo. «Adesso inizia un campionato a parte e quindi sarà come se dovessimo ripartire da zero, sperando appunto di avere la formazione al pieno completo. La favorita nel nostro tabellone è sempre la solita, cioè Roseto; però il livello del campionato quest’anno si è alzato tanto e sarà tosta per tutti. Ci siamo noi, Legnano, la stessa Mestre: penso che più o meno tutte le squadre presenti potranno dire la loro».
IDENTITÀ
Fin da inizio anno la maturità di questa La T Gema esperta e talentuosa era evidente, mancava però quell’identità di gruppo definita che si potesse imporre sulle tante corazzate avversarie. Savoldelli non ha dubbi sul giorno e luogo in cui è arrivato quel salto di qualità: «È stato nel terzo quarto della semifinale di Coppa Italia che ho visto una squadra vera. Lì è riuscita a tirar fuori, senza avere troppe energie in corpo, un qualcosa in più che prima non pensava di avere o non era riuscita a far valere: parlo non solo della voglia di vincere ma anche di andare sopra l’avversario e di fargli capire che, se siamo presenti di testa, non ce n’è per nessuno. Da quella partita è arrivata la ‘smossa’ che attendevamo, anche perché, tra la mancanza del nostro straniero Chiarini, Stanic che era alle prime partite e tanti giocatori con le batterie scariche, potevamo solo essere più affamati degli avversari per vincere. Lo abbiamo fatto e per me è questo il significato di identità di squadra».
Tra l’altro, in qualità di capitano, è stato proprio Savoldelli ad avere l’onere di alzare il trofeo, per una foto che resterà negli annali: «Emozione indescrivibile. Credo che in pochi di quelli partiti da Montecatini immaginassero che dopo due giorni la Coppa Italia sarebbe stata nostra. Abbiamo pensato partita dopo partita, come dobbiamo fare in questi playoff: affrontiamo Gara 1, poi c’è Gara 2 e via dicendo, però non dobbiamo pensare a quello che c’è dopo. In un campionato di altissimo livello con tante squadre pericolose si può ragionare solo partita dopo partita». A proposito di partite, recentemente il capitano ha superato il traguardo dei 100 gettoni con la canotta rossoblu. E se ce ne fossero altre in futuro, playoff esclusi? «Sarebbe un sogno, per me ormai questa è casa. Direi che provare ad andare verso le 200 presenze sarebbe solo un onore incredibile perché, come dico fin dalla prima intervista da quando sono qui, questa è una piazza storica nella quale si respira davvero la pallacanestro e di questi tempi non è facile trovarne altre in giro per l’Italia».



