Altro big match per l’Aglianese contro un Carpi offensivo e dinamico. Agli emiliani, che puntano la vetta, sta però mancando continuità
Tre pareggi di fila e tanta voglia di tornare alla vittoria. Così l’Aglianese si appresta a vivere la sfida col Carpi, sopra di cinque punti in classifica e costruito anch’esso per recitare un ruolo da protagonista nell’economia del girone D. I biancorossi (orfani dei lungodegenti Maini e Viti), che fanno della produzione offensiva il proprio punto di forza, sono reduci dal roboante successo contro il Mezzolara e non vogliono certo fermarsi. I neroverdi dovranno quindi interpretare un match allo stesso tempo dinamico e prudente, senza scoprirsi troppo e pronti a punire gli avversari quando ce ne sarà occasione.
RISTRUTTURAZIONE
L’estate del Carpi è stata assai particolare. Perché se da una parte sul mercato si è cercato di allestire una rosa competitiva che potesse lottare per le prime posizioni, gli investimenti della proprietà sono stati importanti anche per quel che riguarda il settore giovanile. Negli ultimi anni questo elemento è andato via via impoverendosi, cosa inammissibile per una piazza storica e blasonata come quella biancorossa (anche perché senza settore giovanile non si può giocare fra i professionisti).
Ciò sottolinea la presenza di un progetto a medio-lungo termine, per una società che si è posta come obiettivo quello di riportare nel calcio che conta gli emiliani intervenendo sotto più punti di vista. Per farlo si è preferito puntare su un allenatore dalla conclamata esperienza, che potesse dare nuova linfa ad un ambiente desideroso di successi. Ecco il perché di Cristian Serpini, autore del ritorno in Serie D della Correggese e guida dello straordinario Lentigione che nell’anno di Rimini e Ravenna fece 82 punti vincendo successivamente anche i play off.
IL GIUSTO MIX
A livello di rosa il Carpi, fra le favorite, è quella che ha confermato più giocatori ripartendo quindi dal solido gruppo della precedente annata (tra cui Sabattini, Bouhali, Arrondini e Sall). Accanto al confermatissimo Calanca si è poi cercato un difensore dai piedi educati per poter partire dal basso, stessi requisiti trovati nel centrocampista Mandelli. In mezzo al campo – come testimoniano gli acquisti di Forapani e Rossi – era inoltre necessario un po’ di dinamismo, che è la principale caratteristica dell’esterno sinistro Cortesi.
La ciliegina sulla torta, infine, risponde al temutissimo nome dell’ala destra Saporetti, il cui arrivo è stato possibile grazie ad uno sforzo extra da parte dell’ambiziosa dirigenza. Il perfetto mix di confermati e nuovi arrivati ha dato vita ad un gruppo che sulla carta ha ben poco da invidiare agli altri top team del girone. A livello tattico, infine, in mano a Serpini gli emiliani giocano un calcio frizzante, che si basa sulla produzione di gioco e occasioni da gol in ripetizione.
STRAPOTERE OFFENSIVO
Per adesso il Carpi ha collezionato 18 punti, posizionandosi al quinto posto a meno 6 dalla vetta. Un ruolino di marcia non del tutto soddisfacente, con l’assenza di continuità che ha minato il percorso dei biancorossi. Gli uomini di mister Serpini non sono ancora riusciti ad inanellare tre vittorie di fila, fermandosi a due e inciampando subito dopo. Per ottenere due punti di media a partita, questa la richiesta del mister classe 1972 a inizio anno, tale andamento dev’essere migliorato.
Di lati positivi però, ce ne sono eccome, tant’è che gli emiliani possono vantare il miglior attacco del girone con 23 gol messi a segno fin qui. Certo, probabilmente le reti subite, di contro, sono un po’ troppe, ma il dato riguardante quelle segnate rimane comunque lodevole. Ad aumentare ancora di più la pericolosità del Carpi sarebbe inoltre potuto esserci Marquez, uscito dalla Pistoiese, cercato dal club biancorosso ma alla fine accasatosi a Piacenza. Per Baiano, ad ogni modo, non sarà facile preparare un match in cui, forti anche del fattore casa, gli avversari giocheranno principalmente all’attacco aggredendo i neroverdi fin da subito.




