Il derby dei “Giardinetti” fra Lampo e Meridien termina 3-3: fra i bianconeri tutto il reparto offensivo è promosso, meno bene la difesa
Senza dubbio la partita dell’anno (almeno finora) quella fra Lampo e Meridien. Le due formazioni danno vita ad un pirotecnico 3-3 fra goal, espulsioni, e tanto agonismo in campo. Ad un primo tempo totalmente a tinte biancazzurre ne segue un secondo solo bianconero. Alla fine, infatti, il pareggio è probabilmente il risultato più giusto. Vediamo quindi le pagelle della sfida.
LAMPO
VENTURINI 5,5. Nel primo tempo non viene quasi mai chiamato in causa e sul primo goal è incolpevole. Effettivamente nella ripresa subisce altre due reti, ma non si becca un’insufficienza piena grazie al vero e proprio miracolo che fa su Maiorana a metà del secondo tempo. Alla fine è anche merito suo se la Lampo esce dal campo con 1 punto.
PARDINI 6. È sempre attento sui lanci lunghi alle proprie spalle, riuscendo a fare buona guardia. Durante la prima frazione è un osso duro per tutti. Nella ripresa patisce l’assenza di Mangoni e va in difficoltà così come tutto il resto del pacchetto arretrato biancazzurro.
MONTI 6. Concentrato e in palla per tutta la partita. Sembra non sentire la stanchezza, anche sul finale. Corsa e sacrifico sono gli ingredienti principali della sua prestazione.
MANGONI 4,5. La sua partita finisce dopo appena 36 minuti. Viene ammonito al 23’ e conseguentemente va sotto la doccia 14 minuti dopo a causa del secondo cartellino. Da una giocatore della sua esperienza ci si aspetta sicuramente più attenzione e temperamento. Nella ripresa la sua assenza si fa sentire eccome, il fatto di aver giocato in 10 la maggior parte del match per la Lampo pesa come un macigno.
TREDICI 5,5. Si fa ammonire al 34’ del primo tempo, per non rischiare, quindi, Minichilli lo toglie subito all’inizio della seconda frazione (dal 1′ st TADDEI 5,5. In una situazione d’emergenza come quella della Lampo con l’uomo in meno non era facile entrare e lasciare il segno).
RINALDI 6. Uomo di copertura, fa legna in mezzo al campo. Il cartellino giallo rimediato al 45’ del primo tempo lo limita un po’, ma comunque la prestazione è sufficiente.
BRUCHI 6,5. Completa la mezz’ora da sogno dei biancazzurri col goal del momentaneo 3-0. Poi scompare un po’ dal campo: nel secondo tempo, senza alcuna sortita offensiva, tocca pochi palloni e mister Minichilli preferisce sostituirlo (dal 35’ st BONFANTI SV).
MACCAGNOLA 7. Raddoppia i conti al 13’ minuto, e in generale è sempre nel vivo dell’azione. È il giocatore più qualitativo della formazione del patron Giannoni, e in campo si vede. Quando la squadra si abbassa, inoltre, lui è presente anche nella propria trequarti per fare schermo. Fa una prestazione a tutto tondo (dal 22’ st DIANDA 6. Entra bene rendendo un po’ di equilibrio alla Lampo).
CERRI 6. Fa buon gioco di sponda, poi è costretto ad uscire dal campo anzitempo a causa di un problema fisico. Senza di lui, però, la Lampo fa fatica a ripartire. Cerri è il classico giocatore fondamentale nell’economia di una formazione: quando non c’è, si sente eccome (dal 32’ pt NALLI 5,5. Si rende protagonista di uno sfortunato autogol al primo pallone toccato. Nel secondo tempo lotta parecchio per far salire la squadra, ma non è Cerri e si vede).
MAZZANTI 6,5. Apre la latina con il goal dell’1-0 al 12’ minuto del primo tempo. Gioca in un ruolo particolarmente insidioso per i difensori avversari: durante la prima frazione, infatti, è sempre una spina nel fianco. Nella ripresa, invece, si affievolisce come i suoi compagni.
MENCONI 6. È sempre frizzante, mette in difficoltà la linea avversaria con la sua imprevedibilità. Non segna, è vero, però dà l’impressione di aver un gran potenziale (dal 30’ st Vitolo SV).
L’ALLENATORE: MINICHILLI 6. La sua Lampo nel primo tempo è organizzata e compatta, il goal del 1-3, infatti, è soprattutto sfortuna. Il rosso a Mangoni, però, complica le cose. Lo spirito di sacrificio si vede anche nella ripresa, ma non basta. Probabilmente i suoi ragazzi rinunciano troppo in fretta ad attaccare, finendo col chiudersi dietro per tutta la seconda frazione. Il grande dubbio però rimane: che partita avremmo visto in 11 contro 11?
MERIDIEN
LAVORINI 5,5. Sul secondo goal probabilmente va giù con un attimo di ritardo. Nonostante le reti non siano solo colpa sua, ne subisce tre in 26 minuti…decisamente troppe. Nel secondo tempo, poi, non viene mai interpellato.
FATTORINI 5,5. Troppo morbido sul secondo goal. Nel primo tempo, quando la Lampo attacca, va un po’ in difficoltà. Nella ripresa, invece, potendo maggiormente badare alla fase offensiva, migliora.
TAVERNA 5,5. Male sul primo goal subito, non è particolarmente brillante in entrambe le fasi. Fa troppo poco per poter sperare in una sufficienza: sicuramente questa non è la sua miglior partita.
GAMBA 6,5. Alla fine si prende una mezzo voto in più rispetto alla semplice sufficienza. Ciò rispecchia perfettamente il match a due volti del numero 4. Nel primo tempo non fa copertura come dovrebbe, ed è impreciso nei tiri. Probabilmente al 45′ è uno dei peggiori in campo. Nella ripresa, però, cambia tutto. Beneficia della spinta offensiva bianconera e prende in mano le redini del centrocampo. Sforna l’assist per il secondo goal ed è l’autore del terzo. La sua rete chiude il match, ed è merito suo se alla fine la Meridien porta a casa un punto.
GHELARDONI 6. Normale amministrazione per il numero 5. Segue il ritmo della squadra, perciò nel primo tempo appare più in difficoltà, mentre invece nel secondo cresce di tono.
VITIELLO 6. Come per Gamba, anche quella di Vitiello è una sfida a due volti. Sul secondo goal invece di calciare di prima stoppa la palla in area e favorisce la rete dei padroni di casa. Durante la prima frazione, in generale, vista la sua esperienza è troppo impreciso. Nel secondo tempo migliora notevolmente dovendo solo impostare. Tutte le azioni passano dai suoi piedi e il numero 6 torna ad essere quel giocatore chiave che invece nella prima parte non era stato.
AQUILANTE 5,5. Parte bene con una buona progressione all’8’ minuto, poi si spegne e mister Magrini decide di toglierlo durante l’intervallo (dal 1’ st TOLAINI 6,5. Spinge parecchio sulla fascia destra, e non a caso i maggiori pericoli per gli avversari arrivano proprio da quella parte. Il cambio di passo dei bianconeri è sicuramente dovuto anche al suo ingresso).
FABBRINI 5,5. Molto impreciso, e il cartellino giallo al 45’ del primo tempo lo testimonia. Nella ripresa prende la traversa a due passi dalla linea: c’entra sicuramente la sfortuna ma in parte è anche un errore suo (dal 20’ st VENTURINI 5,5. Anche lui viene ammonito, non entra bene e perde la palla un po’ troppe volte).
SABATINI 6,5. Nonostante la giovane età mister Magrini lo lascia in campo tutto il match per un motivo. Lotta e sponda come un veterano, e non a caso è sua la sgasata che porta all’espulsione di Mangoni. Nel primo tempo è uno dei migliori fra i bianconeri, nella ripresa cala leggermente ma alla fine risulta decisivo con l’assist per Gamba.
MAIORANA 7. Durante il primo tempo, tra la confusione generale, è uno dei pochi bianconeri ad essere preciso nelle aperture e nelle sponde. È suo il cross che porta al 3-1, goal decisivo per riapre i conti. La sua esperienza è fondamentale, viene sempre cercato dai compagni. Probabilmente è il migliore dei suoi, da ultimo segna anche un goal ma per l’arbitro è fuorigioco.
BENEDETTI 6,5. Nel primo tempo è in ombra anche a causa di qualche acciacco fisico. Però, nonostante tutto, il campione lascia il segno anche quando non è nella propria giornata migliore. Al 20’ del secondo tempo, infatti, segna con una grande girata da calcio d’angolo. (dal 23’ st DEL FA 6,5. Entra bene, punta sempre l’uomo ed è preciso nei cross. Il forcing finale dei bianconeri è sospinto anche dalle sue sgasate sulla corsia di destra).
L’ALLENATORE: MAGRINI 5,5. All’inizio la sua Meridien appare sfilacciata e troppo frenetica. Sicuramente meglio nel secondo tempo, anche grazie alla superiorità numerica. Chiede ai suoi di attaccare senza sosta, e alla fine ha ragione. Evidentemente negli spogliatoi tocca le corde giuste riuscendo a cambiare volto al match. La prima mezz’ora horror, però, non lo fa arrivare al 6.



