Lampo Meridien, Giannoni e Rinaldi fanno il punto sulla nuova società

Lampo Meridien, parlano gli artefici della fusione. Giannoni: «Daremo vita ad una realtà ancora più forte», Rinaldi: «Io il nuovo presidente»

Dopo l’ufficialità dell’avvenuta fusione, la nuova Lampo Meridien è a lavoro per allestire una squadra competitiva che possa far bene nel prossimo campionato di Promozione. Quando però ad unirsi sono due società diverse, per certi aspetti anche rivali, come quella biancazzurra e quella bianconera, inevitabilmente dalla mente degli appassionati saltano fuori parecchie domande. A rispondere alle più gettonate ci hanno pensato due degli artefici principali di questo nuovo progetto: Marco Giannoni ed Elio Rinaldi. Il primo è l’ormai ex presidente della Lampo, il secondo uno dei dirigenti più importanti della Meridien. 

GIANNONI: «FUSIONE CONVENIENTE AD ENTRAMBI»

Marco, com’è nata la possibilità di arrivare a questa fusione?

«L’idea è partita da Elio Rinaldi, anche se effettivamente devo ammettere che pure io c’avevo già fatto un pensierino. Questo reputo sia normale dato che una fusione del genere conveniva ad entrambe le società. Basti pensare alla questione campo: avere due squadre che giocano nello stesso impianto non sempre è positivo. Lato Meridien c’era la volontà di radicarsi maggiormente sul territorio e costruire una realtà ancora più forte, cosa che ha messo d’accordo tutti. Nei dialoghi che abbiamo avuto, però, io mi sono sempre impuntato su una cosa: doveva rimanere ben visibile il nome Lampo e la centenaria storia che porta con sé. Ecco perché questa nuova realtà si chiamerà ASD Lampo Meridien 1919». 

Che ruolo avrai adesso?

«Ovviamente faccio e farò parte della nuova società, anche se quest’anno ricoprirò più che altro il ruolo di collaboratore affiancando Elio Rinaldi. Ho preso questa decisione perché il mercato è già ben avviato e le linee guida da seguire sono state date, quindi non avrebbe avuto senso modificare i piani. Secondo me, soprattutto quando in estate si va ad assemblare una squadra, è bene seguire un piano ben preciso dall’inizio alla fine, di conseguenza io mi limiterò a dare qualche consiglio collaborando con chi di dovere. Inoltre, devo ammettere che dopo dodici anni di presidenza, in cui praticamente ero l’unico dirigente, sento che devo prendermi un po’ di tempo per riposare e ricaricare le batterie».

Ai giocatori che facevano parte della Lampo cosa succede a livello contrattuale?

«Solo Mazzanti farà parte della nuova rosa, e chi aveva già fatto programmi vedrà rispettati questi ultimi. Ciò vuol dire che i giocatori già in accordo con altri club, anche per quanto riguarda i prestiti, vedranno concretizzarsi normalmente i trasferimenti. Va anche detto che quando abbiamo ufficializzato la fusione era già in atto una precisa strategia di mercato, di conseguenza abbiamo cercato di conciliare quest’ultima coi calciatori che appunto arrivavano dalla Lampo. Sono certo che però riusciremo ad allestire una rosa forte e competitiva, anche se il livello generale del prossimo campionato di Promozione si prospetta altissimo. Pontremolese, Pietrasanta e Viareggio stanno facendo delle squadre molto forti, così come il Monsummano, che sta lavorando bene».

ELIO RINALDI: «IO NUOVO PRESIDENTE»

Elio, quale sarà il nuovo organigramma dirigenziale?

«In primis va detto che, in concomitanza con la fusione, abbiamo deciso di cambiare presidente. Ricoprirò io questa carica, mentre invece il vecchio presidente si occuperà specificatamente del settore giovanile – che comunque, come la prima squadra, cambia nome in Lampo Meridien – impegnato nei regionali. Mi affiancheranno in società Francesco Tavernari, in qualità di responsabile dell’area tecnica; Marco Giannoni, che mi aiuterà come consulente; Cesare Previato, segretario; Cristian Coduti, vicepresidente; Gianfranco Pancani, direttore generale; e ovviamente Leandro Fabiani, che resta presidente onorario». 

Come hanno preso i giocatori la notizia dell’avvenuta fusione?

«In realtà tutti hanno preso la notizia di buon grado, capendo che grazie a questa mossa nascerà una società, e di conseguenza una squadra, più forte. Così facendo otteniamo un comune di appartenenza e, speriamo, più tifosi. L’apporto del pubblico è sempre una cosa fondamentale, soprattutto in uno stadio estremamente caldo come i “Giardinetti”. Giocare in un’atmosfera positiva col trasporto emotivo dei supporters, infatti, permette anche ai calciatori di esprimersi al meglio. L’anno prossimo l’obiettivo sarà quello di migliorare i risultati ottenuti nel precedente campionato, e, quindi, centrare i play off, che solo qualche mese fa ci sono sfuggiti per appena 3 punti».

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