Proviamo a delineare la gerarchia del Girone D: per la Pistoiese occhi puntati anche su Carpi e Forlì, le lombarde sono un’incognita
Partiamo subito con la premessa che azzeccare le previsioni sulla Serie D è impresa per pochi. Si tratta di un campionato di difficilissima lettura, dove ogni anno matricole accedono ai playoff e presunti “squadroni” retrocedono o si salvano ai playout per il rotto della cuffia. Ciò detto, proviamo comunque a fare le carte del Girone D, raggruppamento in cui sono state inserite Aglianese e Pistoiese. Intanto è necessario dire che le due squadre, seppur accomunate dalla provincia d’appartenenza, partono con obiettivi profondamente diversi. La Pistoiese non ha ancora digerito l’amara retrocessione di maggio e ha costruito un organico per tornare subito in Serie C. Il tecnico arancione Emmanuel Cascione ha una fuoriserie tra le mani e con ogni probabilità la rosa della Pistoiese è già oggi una delle migliori del girone.
Discorso diverso per la nuova Aglianese guidata da Francesco Baiano, che in estate è stata totalmente rivoluzionata con l’avvento della presidenza Perriello. I neroverdi hanno costruito una squadra giovane e ambiziosa, che vorrà provare a divertirsi ma che verosimilmente non potrà puntare molto più in alto della salvezza. Fatte queste precisazioni, andiamo a vedere quali squadre potrebbero essere collocate in un’ipotetica prima fascia. Tra le lombarde sicuramente la Giana Erminio vorrà avere un ruolo da protagonista per cercare di tornare nel professionismo, ma i maggiori pericoli potrebbero venire dall’Emilia-Romagna. Ravenna, Lentigione e Carpi partiranno per arrivare almeno ai playoff, ma soprattutto le prime due hanno un organico con cui è possibile anche puntare al primo posto. Tra le toscane la più attrezzata dopo la Pistoiese è il Prato, che quest’anno, almeno sul mercato, ha fatto veramente le cose sul serio. Non è quindi improbabile che il derby tra gli arancioni e i lanieri possa avere risvolti decisivi in ottica promozione.
La fascia intermedia è, come spesso capita, quella più numerosa, con molte squadre che potrebbero galleggiare tra la zona playoff e quella playout. Tra le lombarde il Fanfulla potrebbe creare qualche insidia, visto il buon mercato fatto e l’esperienza nel Girone D maturato l’anno scorso. Il Crema invece la stagione scorsa era nel Girone B, dove ha chiuso all’undicesimo posto, e potrebbe pagare lo scotto del “cambio di girone”. Molto insidioso il Forlì, che come di consueto ha speso molto sul mercato per puntare al ritorno tra i professionisti che manca da diversi anni. I biancorossi però in attacco hanno perso il bomber Manuel Pera e potrebbero risentirne in termini realizzativi, ma l’obiettivo minimo societario resta comunque quello dei playoff. Correggesse e Sammaurese ogni anno partono senza grandi ambizioni ma riescono sempre a piazzarsi a ridosso della zona playoff: sono due squadre da prendere necessariamente con le molle. Dopo un anno difficile il Real Forte Querceta ha cambiato guida tecnica e ha le carte in regola per fare un campionato tranquillo, mentre occhio alla sorpresa United Riccione, che ha fatto alcuni acquisti top dai professionisti e potrebbe essere l’outsider del girone.
A cavallo tra seconda e terza fascia potremmo collocare lo Scandicci, che ogni anno riesce comunque ad ottenere la salvezza e che questa stagione pare anche aver investito di più. Anche l’Aglianese rientra di diritto in questa “sotto categoria”, ma gli ultimi giorni di mercato in casa neroverde potrebbero portare qualche sorpresa. La Bagnolese, costruita con budget low cost, sarà chiamata ad un anno di sofferenza, dopo una miracolosa salvezza arrivata ai playout contro il Sasso Marconi. Organico a basso costo anche quello del Mezzolara, che dopo aver sorpreso lo scorso anno punterà ad una salvezza tranquilla. Di diritto in terza fascia vanno anche tre delle neopromosse, una lombarda e due emiliane. Il Sant’Angelo ha vinto l’Eccellenza lombarda e ha costruito una squadra per ben figurare anche in quarta serie, ma pagherà lo scotto del passaggio di categoria? A livello di organico le meno competitive sembrano Corticella e Salsomaggiore. La prima è tornata in Serie D dopo un anno di purgatorio, ma due anni fa l’esperienza in quarta serie fu disastrosa e terminò con l’ultimo posto. Il Salsomaggiore è salito in D grazie alla finale della Coppa Italia Eccellenza, ma ad oggi non sembra in grado di guardare troppo oltre alla zona salvezza.




