Larcianese-Montecatini, Cerasa e Tocchini analizzano il match dell’anno

Il derby fra Larcianese e Montecatini deciderà le sorti del girone A. Cerasa: «Più pressione su di noi». Tocchini: «Abbiamo fatto ricredere tutti»

Larcianese-Montecatini si legge Cerasa contro Tocchini. Partiamo da qui per descrivere il big match in programma in questo week end di Promozione. La sfida fra la prima e la seconda in classifica vale a tutti gli effetti il campionato, sia perché arriva alla penultima giornata, sia perché fra le due compagini ballano solamente 2 punti (in favore dei bagnaioli). Se fossero i termali a vincere, il titolo andrebbe automaticamente a loro, se invece fossero i viola ad avere la meglio sarebbe tutto riaperto. Oltre alla battaglia che attende i 22 in campo, però, un altro duello interessantissimo è appunto quello fra i due tecnici. Due modi diversi di vedere il pallone ma la stessa voglia di portare a casa la partita dell’anno. Sono proprio Cerasa e Tocchini, quindi, ad analizzare lo scontro diretto che attende Larcianese e Montecatini

MISTER TOCCHINI E UN SOGNO DIVENUTO REALTÀ

Tocchini, quanto è emozionante arrivare a giocarsi il tutto per tutto in uno scontro diretto del genere?

«Secondo me nessuno si aspettava che potessimo fare questo cammino. È sempre stato detto che prima o poi saremo crollati, invece eccoci all’atto finale dopo un percorso bellissimo. Proprio per questo, almeno al momento, siamo spensierati: l’emozione ovviamente c’è e crescerà man mano che ci avvicineremo alla partita, però guardandoci indietro prevale la soddisfazione visto quanto fatto. Ricordo che ad inizio stagione, dopo le prime 5 vittorie consecutive, all’interno dello spogliatoio iniziò a respirarsi un’aria diversa. Adesso che abbiamo l’opportunità di vincere il titolo non vogliamo farcela scappare. L’augurio più grande che posso fare ai miei calciatori è quello di esprimersi come sanno, giocando un match gagliardo in maniera serena. Se ci riusciranno posso garantire che ne vedremo delle belle».

Ad inizio anno non avevate i favori del pronostico: da cosa è dipeso il vostro exploit?

«A mio modo di vedere parte tutto da una crescita collettiva. Io stesso sono arrivato a Montecatini con 2 campionati di Prima Categoria alle spalle, e inizialmente l’obiettivo che ci eravamo prefissati era tornare in Eccellenza entro 3 stagioni. Come è evidente alla fine le cose sono andate ben oltre le più rosee aspettative, e secondo me grande importanza l’ha avuta anche il modo in cui abbiamo allestito la rosa insieme al direttore Mariotti. La scelta è stata fin da subito orientata verso la valorizzazione di ragazzi giovani, anche perché molti profili più esperti ci avevano detto di no proprio a causa dei dubbi che nutrivano nei confronti delle potenzialità della squadra. Abbiamo adattato il gioco ai calciatori che avevamo, collaudando un sistema che ha fatto le nostre fortune».

Avete fatto ricredere tutti…

«Esattamente. Questa penso sia la soddisfazione più grande. Abbiamo ridato lustro ad un club importante come il Montecatini. A prescindere da come andrà contro la Larcianese il nostro obiettivo, anche in futuro, è competere al top. Diciamo che il nostro percorso è stato una sorta di ringraziamento nei confronti della società, che non c’ha mai fatto mancare niente cullandoci come si fa in una realtà professionistica. Questo poi si è visto anche in campo dato che la squadra ha mantenuto un ritmo costante rispondendo presente anche nel girone di ritorno, in cui tutti ci aspettavano al varco. Durante questo fantastico cammino la Larcianese non ha mollato un centimetro tenendoci abilmente testa: dei viola temo soprattutto la qualità di gioco, sono certo che andrà in scena uno scontro bellissimo».

CERASA SUONA LA CARICA

Cerasa, ormai manca poco alla sfida: chi ha più pressione, voi o loro?

«Noi, dato che a differenza del Montecatini abbiamo a disposizione un solo risultato su tre. Solamente in caso di vittoria riusciremmo a sorpassare i nostri rivali, e a quel punto il destino sarebbe nelle nostre mani. Di contro i bagnaioli sanno che a loro può andar bene anche un pareggio, mentre con i 3 punti chiuderebbero ogni discussione. Le sensazioni pre partita sono contrastanti: abbiamo disputato un ottimo campionato, il fatto che esso venga deciso unicamente da un match è contemporaneamente una fortuna e un peccato. Sicuramente è bello perché comunque ciò significa che durante la stagione siamo riusciti a tener testa ad un’ottima formazione come quella termale, dall’altra parte, però, sarebbe stato ovviamente meglio chiudere prima la questione: adesso ci giochiamo il tutto per tutto».

Pensa che con un Bastogi in più le cose sarebbero andate diversamente?

«Sicuramente un giocatore come lui quando non c’è si sente. Non l’abbiamo potuto sostituire perché quando è arrivata la squalifica il mercato era chiuso, di conseguenza ci siamo dovuti adattare con quello che avevamo in casa. I ragazzi hanno risposto benissimo però è fuori discussione che con Bastogi ancora a disposizione saremmo più forti. L’hanno scorso andò a segnò ben 14 volte, non proprio noccioline. Quando togli questi goal ad una squadra inevitabilmente qualcosa cambia. Magari avremmo avuto qualche punto in più, però non ne abbiamo mai fatto un alibi e non inizieremo certo in questo momento».

Qual è, secondo lei, il fattore più determinante in scontri diretti del genere?

«L’aspetto psicologico avrà un peso specifico enorme. Voglio rivedere l’atteggiamento di domenica scorsa contro la Lampo. In quell’occasione siamo andati sotto dopo appena un minuto, riuscendo però a pareggiare immediatamente. Come se non bastasse i biancazzurri sono tornati in vantaggio, ma rimanendo sul pezzo abbiamo ribaltato la situazione portando a casa i 3 punti. Abbiamo dimostrato di crederci fino alla fine, non mollando un centimetro. Direi che questa è la nostra miglior dote, evidenziata durante tutto il percorso fatto in campionato. Grazie al nostro spirito siamo riusciti a superare anche formazioni sulla carta favorite…senza nulla togliere ai miei ragazzi, ma ad inizio anno c’erano almeno un paio di squadre che avevano fatto molto più di noi per avere dalla loro i favori del pronostico».

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