Col successo ai playout la Lastrigiana di Gambadori mantiene la categoria. La gioia dei ragazzi pistoiesi: «Mai mollato un centimetro»
Di Andrea Gherardini e Michele Flori
Sono le 17, minuto più minuto meno, di domenica 5 maggio e la Lastrigiana è ufficialmente salva. Una rete di Gerti Bibaj ha spezzato l’equilibrio del match con l’Audax Rufina e ha portato in paradiso la formazione biancorossa. Una stagione lunga e con tanti ostacoli ma che alla fine si è chiusa nel modo più bello possibile per Gambadori e i suoi ragazzi. La favola della Lastrigiana è quella di una squadra che l’estate scorsa ha stravolto la rosa, affidandosi tra gli altri anche ad un blocco di giocatori provenienti da Pistoia e in particolare da Casalguidi. Oltre al direttore sportivo Grani e al tecnico Gambadori, hanno fatto lo stesso percorso anche Borselli, Chiavacci, Nania, Nencini e Marziano. Sono stati proprio alcuni di loro, oltre a Bibaj arrivato nel mercato invernale, a raccontare le emozioni di un’impresa storica.
«La salvezza era l’obiettivo che ci eravamo prefissati ad inizio anno – dice il tecnico Gambadori – pur consapevoli che non sarebbe stato facile. Abbiamo portato a termine la nostra missione: non potrei essere più felice di così. Se mi guardo indietro, riconosco d’aver fatto un percorso importante in questi anni, dalla Prima Categoria, alla Promozione fino all’Eccellenza. Non ho un ricordo specifico, è l’intero percorso fatto con la squadra ad essere indelebile. Il segreto della mia Lastrigiana? Il gruppo. Per parecchi mesi siamo stati in mezzo alla tempesta, però siamo riusciti a tenere la barra dritta uscendone nel migliore dei modi. Voglio ringraziare tutti i membri della società, dal presidente al direttore generale, passando ovviamente per i miei giocatori fino ai magazzinieri Graziano e Patrizio. Senza di loro non avrei potuto condurre la squadra alla salvezza».
Entusiasmo alle stelle anche per il direttore sportivo Gabriele Grani: «Il rapporto con mister Gambadori? Tra noi, anni fa, è nata prima di tutto un’amicizia, anche al di fuori del rettangolo verde. È una persona squisita, con valori umani importanti che di conseguenza lo fanno essere anche un grande allenatore. Ci siamo messi l’uno a disposizione dell’altro, affiancati anche da uno staff ad hoc che ha reso tutto più facile. La sensazione di poterci salvare l’abbiamo sempre avuta, anche se competere in questa Eccellenza è sempre difficile. Alla Lastrigiana ho fatto un percorso diverso rispetto a Casalguidi, uscendo dalla mia zona di comfort. Abbiamo sfidato grandi giocatori e società storiche che in passato hanno fatto la D e la C: riuscire a salvarsi è stato veramente magnifico».
Per il capitano Alessio Chiavacci è la soddisfazione più bella della carriera: «Con Gambadori c’è un grande legame dai tempi di Casalguidi e quando mi ha chiamato non ho potuto dire di no, stimolato anche dall’idea di giocare per la salvezza in una categoria importante come l’Eccellenza. Ci sono state tante difficoltà, soprattutto nel girone di ritorno, ma salvarsi così ai playout…è la più grande gioia della mia carriera! Ho vinto campionati, playoff, fatto stagioni importanti, ma mai avevo provato una soddisfazione così grande. La fascia da capitano ha rappresentato un onere e un onore, ma l’impresa l’ha fatta tutto il gruppo. Questa salvezza è davvero merito del lavoro di squadra, perché ai nastri di partenza eravamo considerati tra le squadre più deboli e adesso siamo qui a festeggiare contro tutti i pronostici».
Una rete che può svoltare la stagione e forse anche la carriera, secondo il match winner dei playout Gerti Bibaj: «La settimana prima del playout avevo anche avuto un infortunio e siglare il gol salvezza in condizioni non ottimali è stato ancora più bello. Venivo da una prima parte di stagione non facile e alla Lastrigiana ho ritrovato un ambiente sereno in cui potermi divertire giocando a calcio. La società, lo staff e i compagni mi hanno restituito una fiducia che sentivo di aver un pochino perso nei mesi scorsi. Nel complesso penso che la salvezza sia anche meritata, perché da quando sono arrivato ho visto un gruppo che ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo e che ora può godersi questo grande risultato».
Tra i pilastri del reparto difensivo biancorosso c’è stato anche Giovanni Nencini: «È impossibile raccontare a parole le emozioni vissute domenica, una vera e propria liberazione arrivata al termine di anno lungo e tortuoso. Per la prima volta ho affrontato il campionato di Eccellenza in un girone tostissimo e poter disputare una stagione da protagonista a questi livelli mi ha dato una grande gioia anche a livello personale. Naturalmente però la soddisfazione più grande è per il collettivo che mi ha fatto sentire fin da subito come a casa. La scorsa estate sono arrivato in punta di piedi conoscendo solo i ragazzi con cui ero a Casalguidi ma ho trovato dei compagni veramente splendidi: questa salvezza è il giusto premio per tutti».
«La stagione è partita con la diffidenza di molti addetti ai lavori data la squadra quasi del tutto nuova – aggiunge Tommaso Borselli – ma il lavoro dello staff è stato fin da subito quello di cercare di unire il gruppo. Ci sono stati alti e bassi, ma la nostra forza è stata quella di non disunirsi mai, soprattutto nei momenti difficili. Il contributo di tutto l’organico è stato fondamentale, mentre la coesione e la voglia di sacrificarsi per il compagno sono state le cose per cui il mister si è battuto tanto e che maggiormente ci hanno aiutato a raggiungere l’obiettivo. Domenica è stata la liberazione più grande dopo un’annata del genere: che sia ai playout o direttamente, quando arrivi ad un traguardo è sempre bellissimo. E ti dico personalmente, visto che ho vinto anche dei campionati, che forse domenica è stata una gioia ancora più grande».


