Dura offensiva della Baraonda Biancorossa verso il Pistoia Basket: «La squadra della nostra città rischia di trasformarsi nel giocattolo della proprietà»
Un attacco forte, diretto e che non ha bisogno di spiegazioni. La Baraonda Biancorossa ha rilasciato un duro comunicato rivolto al Pistoia Basket e in particolare alle ultime indiscrezioni che darebbero vicinissimo Maverick Rowan, figlio del presidente Ron, ai colori biancorossi. Una mossa di mercato a dir poco insolita e che va ad inserirsi in un puzzle di scelte e decisioni prese dalla proprietà nelle ultime settimane che non hanno certamente convinto il tifo biancorosso. All’interno del comunicato è presente anche un deciso appello alla parte di dirigenza italiana a mettere in atto le necessarie azioni affinché venga tutelato esclusivamente il bene del club e non gli interessi dei singoli. Il riferimento, seppur indiretto, è a Massimo Capecchi, ex presidente, e ad Ettore Saracca, direttore generale.
IL COMUNICATO DELLA BARAONDA
IL PISTOIA BASKET NON È UN GIOCATTOLO
Ci giungono indiscrezioni da fonti più che certe che il Pistoia Basket ha firmato il figlio del presidente Ron Rowan. Non vogliamo entrare in aspetti tecnici che non ci competono, anche se il curriculum del ragazzo non lascerebbe molto spazio ad interpretazioni, ma ci teniamo a comunicare la nostra totale indignazione per vedere trattare la nostra squadra come i bambini fanno al parco con il proprio pallone. Il Pistoia Basket è un patrimonio della città, un bene di tutti coloro che ne hanno a cuore le vicissitudini e vederlo passare da modello di gestione nel Paese a barzelletta nazionale è intollerabile, come già stava succedendo con le voci sul probabile allenatore voluto dal nuovo presidente, senza alcuna esperienza e che sembra non verrà soltanto perché i regolamenti lo vietano.
La vendita alla cordata americana, che chi di dovere ha definito indispensabile, doveva essere un’opportunità di crescita, ma si sta trasformando nel giocattolo della nuova proprietà. La parte sportiva si intreccia inevitabilmente con quella gestionale: i problemi che adesso sembrano limitati alla scelta dei giocatori, prima o dopo influenzeranno anche gli altri aspetti della vita del club. Esortiamo, quindi, tutti i dirigenti italiani, sia del comparto sportivo che quello dirigenziale, a mettere in pratica tutte le dovute, necessarie azioni per fare capire quei pochi semplici concetti che sono sempre stati alla base della nostra realtà. La faccia è anche la vostra, la Nostra c’è in ballo e non vuole essere da sola. Altrimenti tutti a casa, se non ci potete fare nulla, ma siamo sicuri che le vie d’uscita facili non vi piacciono.


