«Oggi chi paga è la paytv» le parole del presidente della Lega Basket in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera
Il presidente della Lega Basket, Umberto Gandini, ha toccato diversi punti della serie A in un’intervista de Il Corriere della Sera. Il primo aspetto riguarda gli italiani: «In serie A devono esserci i migliori, italiani inclusi. Riflettiamo, però: i nostri giovani vincono a livello internazionale, ma poi spesso non fanno il salto di qualità. Altri campionati dovranno allora servire per lavorare su di loro. Una discussione serena deve riguardare soprattutto il minutaggio dei nostri ragazzi. Premiamo chi usa gli under 22, più che chi ricorre agli under 25».
Abbonamenti allo streaming delle partite: «Ne stiamo discutendo con i titolari dei diritti, una sinergia è possibile. Quanto al rinnovo del contratto tv, invece, ora pensiamo a un bando solo per un anno».
Sulla possibilità di riportare il basket in chiaro: «In Italia non molti vedono la Nba in tv, ma tanti la conoscono. Non inseguo la tv in chiaro, sganciamoci da vecchi concetti. Il basket in chiaro crescerebbe in popolarità? Forse, ma questo è proselitismo: dubito che serva sul piano commerciale. Oggi chi paga è la paytv e la vera tv in chiaro è Facebook: aggancia i giovani, il nostro bersaglio».
Abbandono al professionismo? «Forse è il momento di parlarne: spero che il ministro Spadafora lo valuti. Il basket paga un prezzo elevato a fronte dei pochi vantaggi che riceve dal professionismo»



