Lo sfogo di Giancarlo Faticoni, papà di Gabriele, cui è stato dedicato il campo principale del Legno Rosso: «Rimuovere le targhe col suo nome»
Torna all’attenzione della città la condizione di estremo degrado del Legno Rosso. A riaccendere i riflettori è stato questa volta Giancarlo Faticoni, papà di Gabriele, cui qualche anno fa è stato dedicato il campo principale dell’impianto dove nel 1998 perse la vita in seguito a un arresto cardiaco. Un grido di protesta (con tanto di foto e video) affidato alla propria pagina Facebook e che in pochissime ore ha fatto il giro del web.
Una vicenda, quella del Legno Rosso, dalle annose radici. Appena insediata, nel 2017, la giunta Tomasi – ereditando una situazione già molto difficile – provvide alla pubblicazione di un bando per la gestione dell’impianto, poi andato deserto. Da allora la situazione è entrata in stallo, con l’amministrazione impegnata nella ripianificazione del bando mentre le condizioni del Legno Rosso andavano progressivamente peggiorando, fino al più estremo degrado.
Intervenuto dieci giorni fa sull’argomento, si è così espresso l’assessore allo sport Gabriele Magni: «Il Legno Rosso è uno degli impianti maggiormente appetibili per un privato, voglio aspettare a spendere soldi comunali. Abbiamo ancora due anni per ricevere proposte». E mentre il bando per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione resta in agenda, il degrado dilaga.



