Un’attenta programmazione, la vittoria del campionato e l’affiliazione con la Fiorentina: il viaggio di Linea verde prosegue col Capostrada
Mai come in questo momento storico il tema riguardante l’importanza dei giovani nel calcio è di attualità. Soprattutto in Italia spesso e volentieri sentiamo di come serva maggiore materia prima di qualità, di come stia diventando sempre più necessario puntare sui ragazzi. Pistoia Sport si è allora preposta come obiettivo quello di tracciare una panoramica circa i settori giovanili presenti nella nostra provincia, andando sul posto e raccogliendo le testimonianze di coloro che fanno parte delle varie realtà da noi analizzate. Il nostro viaggio, che ci ha visto far tappa presso le strutture di Meridien, Montecatini Murialdo, Olimpia Quarrata, Giovani Granata, Pistoia Nord, Asd Olmi e Casalguidi, prosegue con il Capostrada.
IL LAVORO DELLA SCUOLA CALCIO
Iniziamo a conoscere la realtà Capostrada tramite le parole di Marco Rossi, responsabile della Scuola Calcio. «Io mi occupo della gestione dei rapporti tra la Federazione e la società – apre lui -, oltre che del dialogo con lo staff tecnico e i genitori dei tesserati. In quanto responsabile, poi, è mio compito determinare il progetto e il programma della Scuola Calcio, dando indicazioni su come si lavora e su come ci si rapporta con i ragazzi, sia per quel che riguarda l’aspetto educativo, sia sotto il piano più puramente calcistico. Il nostro obiettivo? Riuscire a garantire ai nostri tesserati un futuro solido, che possa prospettar loro, partendo dalla Scuola Calcio, l’accesso al settore giovanile e, successivamente, alla prima squadra. Avendo da misurarci, sia con gli Allievi che con i Giovanissimi, con i regionali, l’impiego di forze è importante: più ragazzi riusciamo a forgiare in casa e meglio è».
Molto interessante, inoltre, l’affiliazione che il Capostrada porta avanti con la Fiorentina, senza dubbio una delle realtà più importanti del territorio. «Con i viola abbiamo sviluppato un rapporto di formazione importante per i nostri istruttori – spiega Marco Rossi -. Gli allenatori viola, infatti, vengono a Capostrada tre volte all’anno, senza considerare poi le nostre visite al Viola Park. Inoltre, vengono anche programmati vari eventi, in presenza e non, in cui trattiamo tanti argomenti, da quelli prettamente di campo a quelli inerenti la gestione comunicativa e psicologica di un gruppo di bambini».
TANTI SUCCESSI
Dopo Marco Rossi a prendere la parola è Damiano Melani, direttore sportivo del settore giovanile. «Il mio incarico è abbastanza vario – inizia lui -, occupandomi di tutte e due le categorie dei Giovanissimi e di tutte e due le categorie degli Allievi. Ovviamente seguo da vicino il tesseramento dei calciatori, facendo quello che possiamo definire “calciomercato”, ma non solo: anche le problematiche relazionali che possono nascere in una stagione sono cose di cui mi devo occupare io, per far regnare sempre l’equilibrio».
L’avventura di Melani col Capostrada, tra l’altro, è stata per adesso ricca di soddisfazioni. «Personalmente questo è il mio quarto anno a Capostrada, e in ciascuno di essi abbiamo fatto delle buone stagioni. Quello ottenuto in quest’annata è il secondo campionato vinto con i Giovanissimi – sottolinea il diesse -, il primo l’avevamo conquistato in tempo di Covid con i 2005. Non scordiamoci anche i successi con gli Juniores e con gli Allievi B 2006, fino, appunto, a quello con i 2009 di qualche settimana fa. Il percorso, quindi, è partito tempo addietro, non è un qualcosa che è frutto del caso: in ogni sessione di mercato, infatti, abbiamo cercato di potenziare le nostre squadre, inserendo elementi di valore che potessero renderci ancor più competitivi».
FRESCO DI VITTORIA
Chiude, infine, Claudio Mazzone, allenatore dei Giovanissimi 2009, fresco di vittoria del campionato regionale. «L’emozione per il successo è stata enorme, sia per la squadra che per tutto l’ambiente. La stagione non è stata facile – rivela il mister -, anche perché il nostro obiettivo iniziale non era certo quello di trionfare in campionato. Piano piano, però, abbiamo costruito i presupposti per andarci a prendere questo successo. Nello specifico, sono due anni che alleno questo gruppo, sono ripartito da concetti basilari quali coordinazione, spirito di sacrifico e dedizione al lavoro, riuscendomi a far seguire dai ragazzi. Il divertimento è sempre al primo posto, però ovviamente tutti competono per fare bene, e noi questo l’abbiamo capito subito».
La vittoria del campionato (girone C) è stata incredibile, con 19 vittorie, 2 pareggi e sole 4 sconfitte. Senza contare il miglior attacco del torneo, con 59 reti messe a segno, e la terza miglior difesa, con 21 gol subiti. Qual è stato il segreto? Claudio Mazzone risponde così: «La coesione del gruppo. Può essere banale dirlo, ma quando hai uno spogliatoio unito, in cui tutti i ragazzi e le rispettive famiglie si vogliono bene e sono amici, ogni cosa diventa più semplice. I principi tattici, infatti, spesso sono fini a sé stessi, ciò che ha fatto davvero la differenza è stata l’amalgama venutasi a creare».



