Linea verde: Pistoia Sport alla scoperta del settore giovanile della Meridien

Franco Lucido, mister del Genoa, sulla collaborazione fra rossoblù e Meridien: «Dal rapporto con gli allenatori agli esercizi per i ragazzi, vi spiego tutto»

Mai come in questo momento storico il tema riguardante l’importanza dei giovani nel calcio è di attualità. Soprattutto in Italia spesso e volentieri sentiamo di come serva più materia prima di qualità, di come stia diventando sempre più necessario puntare sui ragazzi. Pistoia Sport si è allora preposta come obiettivo quello di tracciare una panoramica circa i settori giovanili presenti nella nostra provincia, andando sul posto e raccogliendo le testimonianze di coloro che fanno parte delle varie realtà da noi analizzate. Il nostro viaggio inizia a Castelmartini, dove si allena la Meridien, il cui fiore all’occhiello – per quel che riguarda i più piccoli – è senza dubbio il rapporto di collaborazione col Genoa.

A partire da oggi pomeriggio potrete trovare anche il video completo con le parole dei vari protagonisti in casa LampoMeridien.

COME FUNZIONA L’AFFILIAZIONE COL GENOA

Mister Franco Lucido inizia descrivendo in cosa consiste il rapporto fra Genoa, di cui fa parte, e Meridien. «Io vengo una volta al mese, per due giorni, in modo da seguire quattro o cinque leve. Il Genoa fornisce alla 88 società affiliate sparse per lo stivale la programmazione degli allenamenti attraverso vari tutorial presenti su un apposito sito, in cui vengono mostrati gli esercizi che anche i membri del nostro settore giovanile, quello rossoblù, svolgono quotidianamente. Di conseguenza ogni allenatore della Meridien potrà impostare le sessioni come meglio crede, sempre però dando un occhio a quelli che sono i nostri suggerimenti. Devo ammettere che questa unione di forze porta i suoi frutti, da quattro anni a questa parte la realtà Meridien è infatti cresciuta parecchio, soprattutto dal punto vista della qualità dei giocatori. Questo è merito soprattutto del lavoro che stiamo facendo sui tecnici, dato che per allevare buoni giocatori c’è bisogno di buoni allenatori». 

Interessante capire anche come si sviluppi il lavoro fra lui, in quanto Genoa, e la società affiliata, e cioè la Meridien (con Cristian Coduti, in particolare, a gestire i rapporti fra le due entità). «In due modi – spiega Franco Lucido -. C’è una prima parte in cui conduco io l’allenamento con una singola leva o con due gruppi insieme, ad esempio gestendo sia i 2010 che i 2011, e poi c’è un secondo step in cui mi limito a seguire la seduta appuntandomi tutto il necessario. I vari mister preparano infatti una bozza di allenamento, me la fanno vedere, la mettono in pratica e, alla fine, osservandone attentamente lo svolgimento, preparo una relazione da inviare direttamente al responsabile del settore giovanile. Così facendo, ed è questo uno degli obiettivi dell’affiliazione col Genoa, si va a creare uno staff tecnico che parla, comunica e spiega calcio come farebbe un allenatore genoano. Così facendo gli osservatori del Genoa vengono a vedere i ragazzi della Meridien li trovano già “sintonizzati sulle giuste frequenze”, e cioè quelle dettate dalla società pilota». 

SVILUPPO E MIGLIORAMENTO

Un lavoro di questo tipo non può che essere finalizzato al trovare e formare giovani talenti che possano avere un futuro nel mondo del calcio. Quali sono, in tal senso, le caratteristiche che un osservatore guarda in maniera più precisa? «La cosa principale è capire se un giocatore è cognitivo o non cognitivo. Quando si lavora con i bambini piccoli, infatti, la tattica è una naturale conseguenza di ciò che viene prima, ovvero la costruzione dell’individualità di ciascun singolo. I dati puramente tecnici, e cioè se il bimbo sa colpire bene la palla o si sa orientare correttamente nello spazio, sono per l’appunto lo strumento attraverso cui si giunge al miglioramento dell’intelligenza calcistica del ragazzo, che dev’essere attivo e non passivo, capendo cioè cosa fare col pallone ancor prima che esso gli arrivi. Ovviamente questo non è un processo rapido, per ottenere miglioramenti serve tempo e, soprattutto, grande unione d’intenti fra società pilota e società affiliata». 

Come ci tiene a sottolineare anche lo stesso mister Lucido, l’evoluzione del rapporto che c’è stata fra lui e la Meridien in quattro anni di lavoro congiunto ha facilitato e non poco il percorso di crescita della società valdinievolina. «Anche le mie visite in loco, col tempo, sono aumentate, proprio perchè dall’altra parte c’è stato un ritorno significativo. La prima fase, all’inizio di questa collaborazione, è servita per gettare le basi andando ad istruire a dovere i vari staff tecnici, dando loro un imprinting ben preciso, come dicevamo prima. Parallelamente la società mi ha sempre seguito passo passo creando un linguaggio comune all’interno delle varie leve, così che mese dopo mese mi fosse facilitato il lavoro. Per i bambini del settore giovanile è come una sorta di scuola, piano piano imparano sempre qualcosa di nuovo, mettendo mattoncino sopra mattoncino. Questa collaborazione ha portato anche a sviluppare un campus estivo, oltre a permettere ai bimbi di venire a vedere le partite casalinghe del Genoa gratuitamente». 

«MERIDIEN OASI FELICE»

Si accodano all’esaustiva spiegazione di mister Franco Lucido Daniele Pierucci, allenatore dei Pulcini 2013, e Fabrizio Sensi, allenatore dei Pulcini 2011. Pierucci riassume cosa significa, in questo momento, lavorare per una società come quella del patron Fabiani. «A parer mio la Meridien è un’oasi felice. Tra scuola calcio, settore giovanile e prima squadra si sta sviluppando un percorso virtuoso che va a beneficio di ciascuna realtà. E questo perchè le cose vengono fatte nel modo giusto, lavorando correttamente con personale e strutture all’altezza. In particolare queste ultime sono un po’ il fiore all’occhiello della società, dato che anche per i bambini ci sono campi in erba, campi in sintetico, spogliatoi all’avanguardia e tutta una serie di chicche difficili da trovare altrove. Ciò fa sì che i ragazzi, una volta entrati a far parte di questa realtà, si fidelizzino e non vadano via, rendendo più facile la creazione di un meccanismo che possa funzionare nel tempo. In tal senso gran parte del merito è di Leandro Fabiani, che in pochi anni è riuscito a portare trecento tesserati».

Da sinistra a destra: Fabrizio Sensi, Luca Baldi (responsabile Scuola Calcio) e Daniele Pierucci

Conclude infine Sensi, che dopo tanti anni in qualità di allenatore di prime squadre, ha deciso di tuffarsi in questa nuova avventura a contatto coi più piccoli. «Quando si lavora con i bambini cambia tutto rispetto a quando lo si fa con i grandi. Nel nostro caso l’obiettivo è quello di dare l’imput per la crescita calcistica dei nostri tesserati, sotto tanti punti di vista. Il bello di avere due o tre istruttori per fascia d’età è che ognuno può curare un aspetto ben preciso: io, ad esempio, avendo parecchia esperienza sui campi di calcio, cerco di concentrarmi su elementi prettamente calcistici, che riguardano la tecnica e l’attitudine da tenere in campo. A fine di ciascuna stagione, poi, la soddisfazione più grande è vedere che alcuni concetti su cui si è battuto sono stati effettivamente assimilati, anche perchè nella fattispecie, con i 2013, stiamo cercando di costruire l’intelaiatura idonea per quando, in futuro, si inizierà col calcio a undici agonistico».

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