Il presidente neroverde Angelo Perriello ha contestato la condizione del manto del Bellucci e non è mancata la risposta del sindaco Benesperi
Se sul rettangolo verde l’Aglianese ha ottenuto una tranquilla salvezza, mantenendo la permanenza in categoria, non si può dire che sia tranquillo il clima attorno ad alcune questioni extra-campo. Nel post-partita di Aglianese-Giana Erminio, disputata domenica, il numero uno del club neroverde Angelo Perriello ha sollevato alcune questioni di primaria importanza, che gettano ombre sul futuro prossimo dell’Aglianese. In particolare il presidente si è scagliato contro le condizioni del manto erboso del “Bellucci”, che da mesi regna in pessime condizioni, rendendo di fatto difficile qualsiasi tipo di giocata.
«Siamo contentissimi per la salvezza raggiunta senza patemi – ha detto Perriello – purtroppo però non è filato tutto liscio in questi mesi, anzi. Per gran parte della stagione il terreno di gioco ci ha messo in grande difficoltà, costringendoci a giocare partite di basso livello e a perdere anche diversi punti. Come già detto al Comune adesso voglio chiarezza e capire quali sono i progetti per il “Bellucci”, perché non possiamo disputare una Serie D in un campo che vale la Terza Categoria. In ottica futura dobbiamo pensare prioritariamente a quelle che saranno le condizioni del terreno del gioco e se il Comune potrà pensare di cedere all’Aglianese la gestione dell’impianto. Noi come società saremmo disponibili, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta ed è molto difficile fare calcio dovendo fare tutti questi sacrifici. L’Aglianese necessita di uno stadio all’altezza e di spazi per potersi allenare senza dover traslocare a Montale come fatto in questo campionato». Una stoccata molto pesante, che ha toccato in primis il sindaco Luca Benesperi, la cui risposta attraverso Facebook non si è fatta attendere.
IL POST DEL PRIMO CITTADINO AGLIANESE
Apprendo con stupore e con sincero dispiacere le affermazioni del presidente dell’Aglianese Angelo Perriello, rilasciate oggi al termine dell’ultima partita, che non corrispondono esattamente al vero. Dispiacere anche personale perché credo di avere contribuito da subito a mettere la nuova gestione in condizioni di lavorare al meglio tra lo scetticismo e la diffidenza generale, di cittadini e imprese del territorio. Non credo si possa negare. Lo stato del terreno del Bellucci è sotto gli occhi di tutti, un disastro e non sarò io a difendere l’indifendibile: ho sempre riconosciuto il problema e preso l’impegno, che confermo, a ripristinare il manto in vista della nuova stagione sportiva.
Riguardo agli spazi mi sembra una polemica incomprensibile. Ricordo (non credo si possa negare) che fui raggiunto da una telefonata del direttore sportivo e del gestore che mi informavano della decisione di andare ad allenarsi a Montale al fine di salvaguardare il più possibile gli spazi ad Agliana già messi a dura prova dalla pioggia. Con l’arrivo della bella stagione mi fu chiesto di tornare ad Agliana e io fui ben felice di assecondare la richiesta. Non capisco quindi perchè si parli di mancanza di spazi come se noi avessimo tolto campi di allenamento alla prima squadra che ha invece usufruito quanto voleva persino del sussidiario Barontini, di solito riservato alle giovanili.Quel che mi sorprende di più è che si parli di chiusura, mancanza di chiarezza, silenzi da parte dell’Amministrazione in merito ai programmi sugli impianti sportivi. Quasi tutti i giorni sono al campo e con il presidente ci saremo confrontati migliaia di volte. L’intento dell’Amministrazione era ed è quello di portare avanti il project financing che sta finalmente arrivando in porto: su questo non torneremo indietro perché è un percorso iniziato all’inizio del mandato.
L’ho sempre detto, in primis in Consiglio comunale rispondendo alle interrogazioni dell’opposizione. Lo stupore è doppio perché, mi risulta, che il Presidente abbia già avuto anche diversi incontri con il pool di imprenditori che stanno elaborando i progetti tecnici di riqualificazione dello stadio e conosce la direzione in cui stiamo andando. Se questo strappo, con la prospettiva di “guardarsi intorno”, serve per riaffermare le esigenze che una società di serie D deve avere lo capisco benissimo. Ma certo non si può travisare la realtà dei fatti o la buona fede delle persone. Da parte dell’Amministrazione rimane la volontà di creare le condizione per l’Aglianese, ma non solo, di lavorare al meglio, rendendo tutti gli spazi più attrattivi, anche tramite gestioni modulari. Ovviamente nell’interesse di tutti.




