L’analisi del nostro Antonio Zinanni dopo il pareggio della Pistoiese a Lucca: un pareggio prezioso ma alle porte c’è lo scontro diretto col Piacenza e le assenze sono pesanti
L’hanno già definita “zona arancione”, ma potremo pure scrivere “zona derby”: Arezzo, Prato, Pisa, Carrarese e adesso Lucchese. Vittorie o pareggi racimolati in questa stagione dalla Pistoiese tutti scaturiti da realizzazioni avvenute abbondantemente dopo il novantesimo minuto. Segno inequivocabile di una formazione che non si arrende mai, che crede sino al triplice fischio di chiusura di poter portare a casa un risultato importante. Magari in mezzo alle solite amnesie difensive che non ti perdonano al primo errore compiuto, a sbagli di mira e di sviluppo delle azioni.
Inoltre, ultimamente a questi poco raccomandabili vizietti, si sono aggiunti infortuni ed espulsioni che hanno penalizzato, e non poco, l’andamento delle gare stesse. Per non parlare delle direzioni arbitrali che meriterebbero un capitolo a parte: sul versante lucchese si è gridato allo scandalo per la rete di Luperini avvenuta dopo venti secondi dallo scoccare dei cinque minuti di recupero dati dal signor Carella di Bari, dimenticando che il fischietto di giornata aveva chiuso gli occhi su di un intervento ai danni di Ferrari nel primo tempo meritevole di un calcio di rigore e non esitando minimamente ad espellere Terigi per un fallo, indubbiamente brutto, ma che forse meritava un cartellino di un altro colore. E andando a ritroso nel tempo in casa arancione, cosa dire degli arbitri deputati a dirigere gli incontri a Cuneo e contro la Viterbese, gara quest’ultima che è costata l’inibizione sino al 25 aprile al Presidente Ferrari?
Ma proviamo a pensare ad altro: cosa ha detto il recupero della 28esima giornata? Che la Pistoiese, pur non soffrendo i padroni di casa che non sono apparsi proprio quella squadra in salute che aveva fermato la lanciatissima Alessandria, alla prima esitazione hanno subito la rete che li ha costretti a rincorrere per tutto il resto del match, e dopo un primo tempo confusionario (anche se per la cronaca la Lucchese non si è più resa pericolosa), è riuscita ad alzare i giri della manovra a centrocampo e pur in inferiorità numerica, ha raggiunto il meritato pareggio. Lo score della gara infatti, limitatamente alla ripresa, vede tre nitide occasioni per i ragazzi di Indiani a fronte dell’unica rossonera sventata da Zaccagno su conclusione di Parker.
Un pareggio che smuove ancora la classifica pur non rendendo giustizia e merito per quanto la squadra ha prodotto specialmente nell’ultimo tour de force. L’allenatore arancione si dichiara soddisfatto delle prestazioni dei suoi, che la salvezza è quasi raggiunta, ma che adesso vuole insieme ai suoi ragazzi arrivare più in alto. Affermazione condivisibile per più fattori, in primis la rosa della squadra certamente all’altezza di altre formazioni che precedono l’olandesina.
E parlando di questo non possiamo fare a meno di ricordare i tanti punti dilapidati durante il cammino, sopratutto di quelli colpevolmente mancanti in trasferta. Sette mesi dall’unica vittoria lontana dal “Melani” rappresentano una eternità, una vera e propria idiosincrasia.
Intanto, per continuare in questo tour de force che mette a repentaglio le risorse fisiche e mentali dei giocatori, c’è alle viste la trasferta di Piacenza, un altro incontro in prospettiva play-off, un’altra avversaria che precede gli arancioni in classifica ed in salute. Esame forse decisivo per compiere finalmente lo step necessario e invocato da Indiani per arrivare più in alto.



