Conosciuto come “il Mago”, appellativo usato con stima e rispetto per quel modo di risolvere le tensioni e le diatribe dello spogliatoio
di Roberto Grazzini
Il football toscano piange la scomparsa di Giulio Sabatino Galli, avvenuta alla vigilia di Natale , alla età di 90 anni. Una figura leggendaria ed in ogni caso quella che maggiormente rappresenta la società calcistica del Ponte Buggianese dagli albori ai giorni nostri. Alcuni, i più datati, lo chiamavano “Coppi “ ma sia dentro che oltre i confini del laborioso comune pontigiane , era conosciuto come “il Mago” , appellativo usato con stima e rispetto, per quel modo di risolvere le tensioni e le diatribe dello spogliatoio , nello smussare gli angoli, o nel chiudere positivamente complesse ed estenuanti trattative di mercato. Non gli sfuggiva niente di ciò che ruotava attorno alla sfera di cuoio nell’intero Granducato.
Estrema diplomazia, grande signorilità ed illimitata competenza le sue inimitabili carte vincente. Si legò , anima e cuore alle sorti del club del borgo natio sin da ragazzo, nell’immediato dopo guerra quando vide nascere, pietra dopo pietra . il campo sportivo intitolato ai fratelli Banditori, eroici partigiani . Una struttura degna delle arene dell’antica Roma , adagiata al livello del letto del fiume Pescia con i fatidici sedici gradini che dividono tuttora gli spogliatoi dalla strada , facili a scendere ma difficili da risalire per gli avversari di turno in caso di vittoria. A tenere buoni, in piedi sul terrazzino come il capitano Achab a bordo del Pequod, i passionali sostenitori biancorossi, sempre nei limiti del possibile, ci pensava il “Mago” perennemente in giacca e cravatta, immancabile cappello, con aggiunta di impermeabile chiaro ed ombrello annesso nella brutta stagione.
Un direttore sportivo che per i colori biancorossi avrebbe fatto di tutto; parlava poco, ascoltava tutti e ponderava attentamente ogni mossa. Niccola Lucchesini, suo ex giocatore, emozionato e commosso ne ricorda una frase storica. “Non so come e in quale categoria giocheremo, ma Ponte Buggianese avrà sempre la sua squadra . Allettato da tempo, l’ultima sua uscita ufficiale risale a quattro anni orsono , per una festa speciale di vecchie glorie pontigiane dove il buon Giulio, ricevette una meritata standing ovation da parte dei presenti. Oggi pomeriggio le esequie nella chiesa di San Michele Arcangelo, Condoglianze al figlio Enrico e ai parenti dal SSd PONTE BUGGIANESE che lo ricorderà con la fascia nera al braccio alla ripresa del campionato e dalle tante generazioni di giocatori e di tecnici fra cui il sottoscritto che hanno avuto il privilegio di apprezzarne gli insegnamenti e lo spessore umano.


