Maicol Fresta, un’altra finale per sognare in grande: «Sarebbe un traguardo incredibile»

Il difensore della Lampo Meridien vuole bissare il successo del 2023: «La dedicherei a mia figlia e alla squadra che abbiamo costruito»

Alla vigilia della finale di Coppa Italia Promozione tra Audax Rufina e Lampo Meridien, in programma mercoledì 8 aprile, il difensore Maicol Fresta, ha parlato di come sia fondamentale questa finale, che per il club ha un peso maggiore rispetto a quella del 2023, quando Fresta già difendeva i colori della squadra che si chiamava Meridien. L’infortunio è stato uno degli elementi che non gli ha permesso di essere una prima scelta nella rosa di mister Benesperi questa stagione, ma il classe 1992 ci ha tenuto a ribadire che al di là di tutto, il lavoro e la dedizione per questa maglia non sono mai cambiati e che ce la metterà tutta per aiutare la squadra a raggiungere questo traguardo, aggiunto dalla spinta emotiva per un campionato fin qui straordinario.

Hai già preso parte ad una finale di Coppa Italia, quella del 22/23: cosa ricordi di quella partita? Hai qualche aneddoto particolare da raccontare? C’era allora qualche tuo compagno che attualmente gioca alla Lampo?

«Sono l’unico rimasto tra i vincitori del 2023. Sicuramente questi sono dei momenti e dei ricordi che ti rimangono addosso per tutta la vita, come l’attimo prima di scendere in campo, lo spogliatoio, gli sguardi e la tensione annessa. Poi quando vai in campo e vedi tutti quegli spalti pieni, riconosci che quella è una serata importante e indimenticabile, e che tante persone verranno a vedere la gara, come immagino sarà mercoledì prossimo. Sarà speciale anche per lo staff e per i giocatori, sia per quelli in campo che per quelli fuori».

Che rapporto hai con Benesperi? E’ frustrante non avere lo stesso minutaggio e non essere più un titolarissimo?

«Il rapporto che ho con il mister è di rispetto reciproco, l’uno con l’altro, con tanto di scherzi e risate, da persone intelligenti. A lui che è sempre stato onesto con tutti non posso dire niente, perché siamo primi in campionato e siamo in finale di Coppa, e quindi non posso fare altro che stare zitto e lavorare, come ho fatto dal 19 agosto fino ad adesso. Sono rientrato da un grave infortunio e sicuramente questo mi ha un po’ bloccato all’inizio, ma mi reputo comunque un ragazzo brillante e non ho mai mollato, a differenza magari di uno di 19 e 20 anni, a cui sarebbe potuta balenare questa idea in testa. Io negli anni ho cercato di dare sempre il massimo, insieme anche ad altri miei compagni che giocavano meno, rendendoci utili negli allenamenti, perché allenarsi bene in venti fa la differenza».

A chi dedicheresti la vittoria di questa coppa? Ritieni che sia più importante quella di questa stagione o quella di tre anni fa?

«La dedica per la vittoria andrebbe soprattutto a mia figlia, nata ormai quasi due anni fa, e un pensiero va sicuramente a lei e alla mia famiglia. Non posso però non omaggiare anche la Lampo Meridien, che sta facendo un percorso strabiliante a tutti i livelli, dal settore giovanile fino alla prima squadra. Potrebbe diventare una realtà ben definita in futuro, anche se per me lo è già adesso. Se lo meritano tutti, il dirigente, il presidente e la società inclusa. Ritengo che sia più importante questa finale, ma lo sono tutte quando vinci, perché ognuna avrà le proprie sensazioni e ricordi che rimarranno impressi per sempre per noi giocatori».

Come preparerete la finalissima contro l’Audax Rufina? Il mister vi ha già detto come avvicinarsi fisicamente e mentalmente a questa sfida? Conosci già l’avversaria e qualche giocatore?

«No, non conosco nessuno di loro. Il mister ci prepara sempre mentalmente e soprattutto in campo, e come ogni domenica e ogni partita che abbiamo affrontato ci da delle indicazioni sugli avversari. Cercheremo di sfruttare le sue conoscenze e di fare come fino ad adesso la nostra partita, con l’obiettivo e la voglia di arrivare primi su ogni pallone».

Anche in campionato state facendo una straordinaria stagione. L’eventuale vittoria in Coppa, unita alla promozione in Eccellenza, sarebbe il coronamento di un sogno?

«Sì, se saremo bravi a portare a casa tutti e due gli obiettivi. Una doppietta sarebbe un sogno incredibile, che non capita tutti gli anni. Sarebbe la ciliegina sulla torta per le nostre carriere, perché nessuno si avrebbe ai pensato ad agosto che alla fine dell’anno saremmo riuscire a raggiungere questo successo. Ci dobbiamo però ancora arrivare perché è ancora lunga, sembra già fatta ma non è affatto così, e le cose finché non ce le hai in mano non le puoi festeggiare».

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