L’ex coach termale a ruota libera sulla serie B alle porte: «Per le due squadre di Montecatini ci sarà da divertirsi»
È tutto pronto per l’inizio del nuovo campionato nazionale di serie B. Due le squadre pistoiesi – o meglio, termali – nel girone A con altre 16 compagini per un campionato che prenderà il via sabato 7 ottobre e si concluderà – per quanto riguarda la regular season – il 21 aprile. Chi partirà favorito? Chi sarà la rivelazione? Chi dovrà sudare per conquistare la salvezza? Per provare ad avere una risposta a tutte queste domande, e non solo, abbiamo interpellato un coach d’eccezione come Marco Calvani, sulla panchina della Rb Montecatini dal 2002 al 2005, con tanto di promozione in A2 conquistata.
L’allenatore romano, esonerato al termine dello scorso campionato da Orzinuovi, è sempre sotto contratto con la società lombarda. «Ma spero di non esser richiamato lì – esordisce Calvani – Esser esonerato nonostante la stagione fatta, due trofei conquistati e con un contratto sia per l’A2 che per la B è stato abbastanza sgradevole».
Al momento infatti Calvani sta facendo un giro di aggiornamento: dopo aver osservato alcune gare tra Tortona, Milano e Varese, si è concesso un viaggio a Belgrado fino al 4 ottobre con vista su Partizan e Stella Rossa. Contattato telefonicamente a pochi giorni dall’inizio del campionato, il coach ha voluto dire la sua sul girone A di serie B nazionale che vedrà impegnate proprio Gema ed Herons.
OCCHIO A…MOLTE!
«Le finali di coppa ci hanno già dato un primo segnale. La favoritissima Ruvo di Puglia è stata sbaragliata dalla Pielle che ha vinto un alloro storico per il basket labronico. Certo, una nobile decaduta come Rieti vorrà primeggiare, ma non sarà l’unica. A partire da Omegna che già da alcuni anni fa squadre competitive. Quest’anno con Ducarello in panchina e il trio Baldassarre, Fazioli e Chinellato promette faville. Se conosciamo ormai le due livornesi, le due lombarde come Desio e Legnano passano più in sordina: la prima però lo scorso anno ha fatto un signor campionato e può contare su un giocatore di spessore come Maspero; l’altra invece con Piazza in panchina e la coppia Planezio–Gobbato può essere imprevedibile».
«Scendendo al sud ritroviamo una piazza importante come Caserta che può contare in panchina sul mio ex assistente Sergio Luise e sull’acquisto di Lucas e Zampogna. Lì vicino anche una realtà come Salerno vuole dire la sua così come Cassino che schiera due fuoriclassi come Gay e Dincic. Più in difficoltà vedo magari Crema che quest’anno si è salvata per il rotto della cuffia, mantenendo comunque giocatori preziosi come Ziliani e Tsetserukou».
«Le ambizioni delle altre? Andrebbero rivolte le domande alle interessate!. Io mi do sempre 6-8 giornate per comprendere le forze reali di questo campionato. Poter fare un giudizio oggi è difficile perché tutte quante hanno pensato di potersi rinforzare, hanno tolto qualcosa perché magari qualcuno ha cambiato casacca o qualcuno si è rinnovato per lo stop di qualche giocatore avanti con l’età ».
L’IMPORTANZA DEL GRUPPO
«Il segreto? Gli aspetti che incidono sulla stagione sono molteplici tra cui uno spogliatoio che funzioni e una chimica a livello di gioco. Ciò che ritengo fondamentale però è la sintonia anche al di fuori del campo. La realtà dello stare insieme, proseguire anche il lavoro al di fuori dell’allenamento perché se i giocatori non stanno bene tra di loro non è facile andare avanti. Non è facile trovare sempre la sintonia, ma due esempi di questo tipo mi sono rimasti impresso dove ho allenato. A Roma dieci anni fa nella settimana della finale scudetto i ragazzi si vedevano ogni lunedì per andare a cena all’Hard Rock Cafè. I nomi? Da Gigi Datome a Lorenzo D’Ercole..».
RICORDI TERMALI
L’altro ricordo Calvani lo va a scavare una ventina di anni fa e lo sfondo non può che essere termale: «2002-03: Marco Cessel aveva la famiglia a Siena che raggiungeva sempre dopo la gara, ma nonostante questo il lunedì sera riusciva a ritrovarsi sempre con i ragazzi per andare al ristorante a mangiare il pesce. Su tre anni, almeno due a Montecatini furono storici sia per i risultati raggiunti – promozione in A2 e play-off l’anno successivo con il quarto posto finale – che per le persone incontrate. A partire da Valerio Spinelli che nel primo anno in A2 fu votato MVP fino a conoscere alcune persone che porto sempre nel cuore».
I ricordi qui non possono che sconfinare nel presente e tirare in ballo quattro attuali protagonisti delle due squadre termali: «Personaggi come Andrea Luchi e Gino Natali che ho ritrovato a maggio quando sono tornato a Montecatini li ho sempre nel cuore, specialmente Gino col quale poi ho lavorato anche a Roma. Non voglio dimenticare però neanche Maurizio Montiani che ricordo ancora con piacere e Guido Meini che ho avuto la fortuna di allenare, legando anche con la sua famiglia».
E le termali? Marco ci saluta proprio azzardando un commento su Gema e Herons: «Esprimere in serie B due realtà è un sintomo di benessere che rianima amori sopiti: credo sia solo un bene per la città. Lo scorso anno è stato un po’ up & down con gli Herons al vertice dopo un inizio così così e la Gema a rincorrere una salvezza meritatamente arrivata. Entrambe quest’anno vogliono confermarsi e fare bene con un background di esperienza maggiore. Ci sarà da divertirsi».



