Noto a Pistoia solo come avversario, per tre stagioni il nuovo diesse dell’OriOra è stato protagonista in rossoblu: ecco cosa dicono di lui i compagni di strada Andrea Luchi e Andrea Niccolai
In provincia di Pistoia il nome di Marco Sambugaro fa battere forte i cuori. Non tanto quelli dei tifosi del Pistoia Basket, che per il momento in carriera lo hanno incrociato al massimo qualche volta da avversario, quanto quelli dei supporter di Montecatini. Del resto il biondo cecchino originario di Werneck ha fatto parte degli squadroni rossoblù che dal 1998 al 2001 portarono nuovamente alla ribalta la località termale, dominando l’A2 e poi duellando per due anni nella massima serie. Cestisticamente parlando un’era fa, in un altro basket che aveva anche altri personaggi. Di amici e compagni di quelle squadre però in zona ce ne sono diversi e con alcuni di loro abbiamo provato a tratteggiare la figura di Sambugaro, partendo proprio da quando crivellava le retine con la maglia dei termali.
Chi poteva già immaginarsi un futuro nel basket per Sambugaro anche dopo la fine della carriera da giocatore era il general manager di Montecatini all’epoca, Andrea Luchi, che rivela come alcune caratteristiche del suo ex giocatore potessero in qualche modo far presagire anche una carriera da dirigente. «Secondo me – racconta Luchi – ci si poteva aspettare questo sviluppo nella carriera di Sambugaro, personalmente non sono sorpreso per questa sua decisione. Alcune sue caratteristiche personali come l’essere rispettoso, la puntualità e l’ascolto lo distinguevano già a quei tempi. Quando arrivò a Montecatini riusciva a competere ai massimi livelli anche grazie all’etica, al lavoro e all’impegno. Tranquillo, riservato e disponibile lo è sempre stato, non ci dimentichiamo che ha fatto anche parte della Nazionale di Tanjevic quando ci giocavano campioni del calibro di Myers, Abbio e Basile». Marco Sambugaro in Toscana ha sempre fatto molto bene, ottenendo ottimi risultati e lasciando il segno non solo a Montecatini ma anche a Siena e Livorno. Del resto il suo tiro mortifero dall’arco dei tre punti era solo una delle caratteristiche di un ragazzo che ha sempre usato la testa e l’impegno per colmare i suoi gap tecnici e fisici. «Arrivò a Montecatini che aveva appena vinto uno Scudetto con Milano partendo dalla panchina in una squadra di campioni. Venne in A2 e si mise a disposizione del gruppo senza fare la prima punta. Era uno che si allenava forte, tosto anche in difesa e che poteva adattarsi in tutti e tre i ruoli degli esterni. Soprattutto era una persona vera, di parola: quando dopo il primo anno di A le cose non andavano bene e la squadra riuscì comunque a iscriversi al campionato lui decise di restare fedele alla causa in quella situazione complicata perché ci aveva dato la sua parola, rinunciando quindi alla possibilità di scegliere tra moltissime offerte da tutta Italia».
Un altro personaggio di Montecatini che conosce bene Marco Sambugaro è Andrea Niccolai. I due ai tempi furono compagni di squadra, oggi invece la bandiera termale ha scelto di allenare e lo fa a Firenze in B, mentre Sambugaro avrà il compito di costruire e tenere in rotta il Pistoia Basket. «Visto che sarà qua lo inviterò a vedere insieme un derby di Milano -confessa Niccolai – già ai tempi discutevamo per il calcio, lui gran tifoso milanista mentre io interista da sempre». Oltre le dispute calcistiche la stima dell’ex capitano termale è tutta per il nuovo dirigente biancorosso, per cui spende parole al miele in vista del nuovo incarico: «In questi anni a Biella ha già dimostrato di essere bravo, ora dovrà misurarsi in un nuovo campionato ma è un piacere vedere come stia crescendo professionalmente e sono felice che sia arrivato in Serie A anche da dirigente. Quando un ex giocatore sceglie di proseguire la carriera come allenatore o come dirigente deve avere la voglia e l’umiltà di mettersi in gioco, di studiare e di accettare il nuovo ruolo e tutto quello che comporta, ma se ci riesce l’essere stato un giocatore professionista è un valore aggiunto. Uno come Sambu ha certamente la mentalità che serve, quella che ti fa mettere in discussione e ti fa crescere sempre». Andrea Niccolai poi è sicuro delle qualità che il suo ex compagno di squadra porterà a Pistoia, così rievocando snocciola le doti di allora, convinto che saranno i suoi punti di forza anche in questa nuova avventura: «Una persona di grande serietà e competenza, un giocatore di alto livello, con esperienza comprovata. Lui ha sempre un approccio molto razionale, negli anni a Montecatini eravamo un gruppo unito, dove c’erano grande rispetto e credo che lui cerchi sempre di portare questi valori nelle realtà in cui lavora. Sambu è un ragazzo che può riuscire a creare un ambiente compatto».
Le premesse sembrano buone, adesso spetterà a Sambugaro darsi da fare per riuscire nell’impresa di farsi amare anche dall’altra metà della provincia, quella di fede biancorossa, che ancora non lo conosce ma che da oggi camminerà al suo fianco.



