Markovski: «Minutaggi? Dovuti a problemi strutturali della squadra»

Prima della sfida con Tortona coach Markovski si concentra sul suo roster: «In difesa ancora non ci siamo. I rinforzi? Non decisi solo da me»

Una vigilia pre-gara non canonica quella in casa Estra Pistoia: coach Zare Markovski ha parlato poco dell’avversaria di giornata Tortona e ha posto l’accento sulla propria squadra. Ovviamente le cinque sconfitte di fila, che coincidono anche con tutto il suo percorso sulla panchina biancorossa, pesano ancora come un macigno e richiedono un esame obiettivo: cosa a cui il tecnico macedone non intende minimamente sottrarsi.

«Facendo un’analisi della squadra ho notato una regolarità: gli avversari hanno sempre tirato più di noi – ha così esordito Markovski – Nelle prime 6 giornate hanno tirato 42 volte di più, che di media sono 7 tiri: in teoria gli attacchi dovrebbero essere pari. Questo vuol dire che c’è una crepa che va chiusa. Nelle ultime cinque gare siamo riusciti solo con Trento a tirare più degli avversari, quindi contro la prima in classifica. Scafati invece ne ha tirati 22 in più: impossibile vincere a queste condizioni. Si tratta di una lacuna strutturale che dobbiamo sanare al più presto. Ci sono i rimbalzi concessi in attacco e magari anche qualche palla persa, anche se con la regia di Christon abbiamo meno problemi da quel punto di vista. 10 volte su 11 abbiamo tirato meno degli avversari e i pochi punti di distacco dicono che, nonostante ottime prestazioni in attacco, ancora non ci siamo».

PROBLEMI STRUTTURALI

In settimana il presidente del Pistoia Basket Ron Rowan è tornato a parlare ai microfoni, spendendo parole positive nei confronti della squadra costruita e anche dei rinforzi che, a detta sua, erano stati richiesti espressamente da coach Markovski. Quest’ultimo ha però in parte smentito tali dichiarazioni, dando poi una spiegazione ancora più dettagliata delle problematiche insite nel roster, a partire dai minutaggi.

«Trovo difficoltà nel creare il gruppo. Ma non sono solo io a prendere decisioni. Io sono qui per aiutare, ma le decisioni sono prese in concerto: certamente i nuovi acquisti non li ho chiesti o decisi solo io. Se mi sentissi in discussione in caso di sconfitta? Io sono tranquillo e dico sempre il mio pensiero. Quando parlo di gruppo intendo dalla società in poi. Il problema strutturale è anche riguardante il minutaggio dei giocatori, perché in panchina abbiamo tutti esterni. A me piacerebbe giocare in 12, ma qui posso agire solo in una maniera: uno degli italiani deve per forza stare sempre in panchina, indipendentemente da come si chiama. Per essere tranquilli abbiamo bisogno di una struttura più compatta: queste sconfitte e questi cali dipendono sempre da quello».

SGONFIARE LA PRESSIONE

Chiaro che adesso, con Tortona alle porte del PalaCarrara, l’Estra Pistoia si ritroverà a dover cercare di invertire il trend e rimettere a posto l’attuale delicata situazione di classifica. Un’urgenza che, dinanzi ad una pressione sempre più crescente, potrebbe anche produrre un effetto negativo a detta di coach Markovski.

«Chiunque venga a giocare con noi, l’obiettivo e dovere nostro è vincere. In cinque partite siamo a -15 punti di differenza: questa è la prova che stiamo dando il nostro meglio. Se sovraccarichiamo la squadra dell’importanza, corriamo il rischio di non trattare la partita per quella che è. Il nostro focus deve essere solo su quello e non su ciò che potrebbe succedere se non vinciamo. Quando c’è pressione, è opportuno sgonfiare l’atmosfera: potrebbero arrivare paura e titubanza. Non dobbiamo contare su fortuna o sfortuna, ma essere pimpanti e concentrati».

In più, con la Baraonda che per la prima volta non presenzierà al PalaCarrara, il rischio di un ambiente che non possa dare la giusta carica ai giocatori è effettivamente concreto. Ma anche in questo caso l’allenatore biancorosso non intende aggiungere un ulteriore elemento di preoccupazione all’interno della squadra. Anche perché è impossibile prepararsi a ciò.

«Penso che il sostegno ci sarà comunque: quando si giocava a Pistoia avevi il terrore anche per ciò che avresti trovato a livello di atmosfera, perché avresti giocato contro sei uomini. Non possiamo prepararci anche su questo e aggiungere ulteriore pressione per questo fatto: sarebbe solo controproducente».

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