L’acclamato centro croato si è presentato nuovamente nella sua cara Montecatini: «Torno in un posto speciale. L’avevo promesso da tempo»
Da lunedì pomeriggio in casa Herons si respira un nuovo e diverso entusiasmo. Per una squadra dall’andamento strepitoso in campionato – con tanto di primo posto in solitaria riconquistato – e una qualificazione alla Final Four di Roma, non era affatto facile far accrescere ancor di più l’hype attorno al progetto Fabo Montecatini.
A riuscire nell’intento è stato un gigante croato, restato nel cuore dei tifosi termali nonostante la breve, ma intensa, parentesi all’ombra del PalaTerme. Nei tre mesi con gli Aironi infatti, Matej Radunic fu tra i principali fautori della promozione dalla C Gold alla Serie B, ottenuta nella stracittadina di Gara 5 disputata a San Miniato. Finalizzato il tesseramento, Radunic sarà pronto al suo secondo debutto già da sabato sul parquet di Rieti.
UN CARO RITORNO
Sembra quasi che da quel trionfo in finale la storia d’amore tra Herons e Radunic sia stata soltanto messa in pausa, aspettando che le due parti tornassero a premere il tasto play assieme. «Quando si vincono campionati insieme scattano dei meccanismi magici – ha detto a tal proposito il presidente Andrea Luchi -. Tra il club e Matej si è creato un fil rouge, è come se il rapporto non si fosse mai interrotto del tutto. Questo è un patrimonio che ci teniamo stretti, ha un valore forse maggiore delle vittorie». Della stessa idea è anche Joe Borghetti, CEO di Viking, azienda che ha ospitato la conferenza di presentazione di Radunic. «Sono molto orgoglioso ed emozionato, in particolare perché parliamo di un giocatore che torna. Ciò significa che il seme ricevuto durante la prima esperienza ha germogliato. È frutto di un lavoro quotidiano».
A far loro eco chi Radunic lo ha avuto sotto la sua ala nella precedente esperienza sfruttando al massimo le sue potenzialità tecniche. Anche per coach Federico Barsotti il suo è un graditissimo ritorno. «Mi ricordo di quella volta che eravamo tutti assieme in sala video prima di Gara 5 della finale di C Gold – ha raccontato il tecnico -. Ci dicemmo che saremmo rimasti legati per sempre. E così è stato. In questo caso Matej è persino tornato qua e ciò fa estremo piacere. Ci eravamo sentiti spesso in questi anni. È un ragazzo col quale si lavora bene insieme ed incarna ciò che ci mancava all’interno del roster».
OBIETTIVO AMBIENTAMENTO
Il primo step da chiedere a Matej Radunic è adesso un rapido ambientamento. Il classe ’96 dovrà essere capace di entrare in punta di piedi in una squadra dall’equilibrio al momento idilliaco per risultati ed affiatamento del gruppo. Su questo però, così come sulle sue qualità tecniche, gli Herons non alcun dubbio.
«Radunic è arrivato per tre motivi: i risultati della squadra, la presenza massiccia dei tifosi e il contributo di soci ed aziende – ha messo in chiaro Luchi -. Adesso siamo tutti a sua disposizione per farlo ambientare nella maniera più veloce possibile. Chiaramente andranno trovati nuovi equilibri ma nutro grossa fiducia in tutti coloro che lavorano in questo club. Così come crediamo molto in lui. Matej ha firmato un contratto con opzione per l’anno prossimo. Al momento non sappiamo in che categoria giocheremo ma siamo tranquilli perché siamo convinti possa giocare anche ad un livello superiore. L’importante è che da entrambe le parti ci sia la voglia di stare insieme come c’è adesso».
Tra chi maggiormente si dedicherà all’inserimento di Radunic, oltre che umanamente specialmente tatticamente e a livello di rotazioni, sarà ovviamente coach Barsotti, il quale non ha alcun timore in merito. «Non sarà un problema inserire e gestire un giocatore così forte – ha ammesso -. Dovremo essere bravi a non perdere le nostre caratteristiche ma lui ci aggiunge mancanze che abbiamo riscontrato in questa prima metà stagione».
«Ai play-off poi si giocherà ogni due giorni, avere dieci giocatori diventa fondamentale. Con un roster lungo ci mettiamo a riparo da infortuni e brutte sorprese. Questa operazione dimostra come tutto il club sia cresciuto in maniera esponenziale, è un’operazione di grande portata ma è un rischio ben calcolato».
«TORNO IN UN POSTO SPECIALE»
Introdotto da padrone di casa, presidente e coach, a prendersi la scena è stato poi il protagonista di giornata. Non nasconde l’emozione Radunic, tornato dove tanto era stato bene due anni or sono. «Sono davvero contento di essere qui. Sento di essere tornato a casa mia. Non è passato giorno in questi due anni senza che mi arrivassero messaggi dai tifosi di Montecatini che mi volevano di nuovo qua, che mi dicevano di esser rimasto nel loro cuore. Lo sport per me non è solo campo ma è quando si crea una famiglia. E qui è stato così, torno in un posto speciale».
Tra chi lo aspettava con impazienza anche un tifoso sui generis, presente alla conferenza per dare il suo benvenuto da capitano all’ultimo arrivato. «Anche io ero tra coloro che gli ha scritto per farlo tornare qua – ha raccontato scherzando Nicola Natali -. Sappiamo che non sarà un inserimento semplice e automatico. Dovremo aiutarlo tutti assieme ad inserirsi al meglio in questo nuovo gruppo e in questo campionato. Noi ti aiuteremo e noi aiuterai te – ha detto appellandosi a Radunic -. Ci tengo infine a ringraziare tutto il club per l’impegno economico ed investimento preso, ci ha fornito uno strumento in più per realizzare i nostri sogni».
UN NUOVO VECCHIO RADUNIC
«La società è cresciuta tanto nel frattempo – ha poi proseguito il centro croato -. Ieri ho fatto il primo allenamento, la squadra ovviamente è diversa dall’ultima volta ma ho trovato tante cose che mi piacciono. Il mio obiettivo è quello di aiutare a far crescere la squadra ancora di più per fare un passo avanti tutti assieme. In C Gold il gioco era più individualista, in Serie B serve invece un lavoro più di squadra. Speriamo di fare belle cose insieme anche quest’anno. I tifosi sono ancora di più, speriamo di divertirci tutti assieme».
Lasciata Montecatini nell’estate 2022, Radunic ripartì da Keila, in Estonia, passando poi nella seconda divisione spagnola indossando la canotta del Grupo Alega Cantabria. Un’esperienza non semplice, come lui stesso ha ammesso, ma non per questo meno utile alla sua crescita. «In Spagna ho avuto qualche problema a livello di gioco. In attacco non ero molto coinvolto al tiro e per questo non ero molto soddisfatto. Sono cresciuto però tanto a livello difensivo, sicuramente sono migliorato rispetto all’ultima volta qui a Montecatini. Nel frattempo ho anche perso 10 chili circa, ora posso correre di più con Federico… (ride, ndr). Sono sempre rimasto in contatto con Andrea, gli avevo promesso di tornare già da tempo ed ora eccomi qua».



