Il nuovo play di Pistoia Michael Forrest, dall’impresa con gli Owls nell’NCAA Tournament all’impatto col basket europeo
L’annuncio di Michael Forrest come nuovo playmaker di Pistoia rappresenta un passo importantissimo nel nuovo capitolo della storia biancorossa. Dopo Charlie Moore, infatti, arriva un altro prodotto (cestistico e, stavolta, anche indigeno) dello stato della Florida. Nativo di Pompano Beach, Forrest ha sempre dimostrato una tesi che ormai, nel basket moderno, dovrebbe passare per scontata: il fisico non fa il talento.
Di fatto, quello del nuovo giocatore dell’Estra è un percorso estremamente prestigioso. All’high school Blanche Ely, ad esempio, vince per ben tre volte il campionato statale, dimostrando da subito una spiccata propensione al tiro e nel servire i compagni. Un folletto imprendibile, quando scatta da fuori il pitturato e attacca il canestro. Chiude la sua stagione da senior con 26 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 3 palle rubate a gara. Doti e numeri che gli valgono la chiamata della Florida Atlantic.
L’IMPRESA DEGLI OWLS
Forrest viene scelto appositamente da coach Dusty May con l’obiettivo di creare, in un college privo di una grande tradizione, un roster molto competitivo. A convincerlo, oltre al curriculum, sono l’energia e la grinta che il ragazzo dimostra in campo. Il salto nel basket collegiale ha bisogno di un periodo di ambientamento, dove “Mikey” comincia subito a dare il suo contributo. Insieme a lui, alla FAU, arriva anche un altro neo-biancorosso: Karlis Silins. Non passerà molto tempo prima che coach May non veda negli occhi del suo numero 11 “uno sguardo diverso”.
Dopo aver chiuso il suo primo anno con il record di assist di squadra e aver giocato 33 partite (di cui 27 dall’inizio), Forrest aumenta sempre di più il suo score, raggiungendo il top nella stagione 2021/22. Infatti è l’unico dei suoi compagni ad aver giocato tutte le partite sempre partendo dallo starting five, oltre ad essere il primo per triple messe a segno e percentuali dalla lunetta. Questa è l’anticamera della sua stagione da senior, dove i numeri calano e pure le partenze dal campo ma arrivano comunque le maggiori soddisfazioni personali e di squadra.
Gli Owls, infatti, arrivano nientemeno che alla March Madness da assoluti outsiders. Alle Sweet Sixteen contro Tennessee arriva anche il momento di Forrest, decisivo dalla panca per il primo grande upset della FAU. Il secondo arriva nella partita successiva, dove viene sconfitta la prestigiosa Kansas State, con lo storico traguardo delle Final Four. Il nativo di Pompano Beach chiude dunque stabilendo il record collegiale all-time di triple segnate (305) e piazzandosi secondo nella classifica dei punti (1619).
ROOKIE IN EUROPA
Dopo aver salutato la Florida Atlantic e coach May, il quale a fine stagione dichiara candidamente di non riuscire ad immaginare di ricominciare gli allenamenti senza di lui, per Forrest è il momento di passare al professionismo, accettando la chiamata europea. Il suo primo anno, come noto, si svolge in Svizzera al Monthey-Chablais. Una piccola dimensione (l’arena Reposieux di Monthey ha una capienza di 800 posti) che però funge da ottimo battesimo in un contesto estremamente diverso da quello del basket universitario.
Forrest si dimostra da subito un profilo impattante nel campionato elvetico, mettendo insieme a fine stagione 18.9 punti, 4.9 rimbalzi e 4.1 assist di media e emergendo come il secondo top scorer del torneo (510 punti). Tre le doppie doppie in regular season, con highs di 32 punti, 11 rimbalzi e 11 assist. Insomma, un inizio d’alto profilo in un campionato però a basso livello competitivo.
Il nuovo play biancorosso ha però le qualità per rivelarsi una scommessa vincente. Tutto starà nel vedere, nell’immediato e nel lungo periodo, l’impatto che potrà avere in un campionato come quello italiano. La base di partenza è quella di un giocatore ricco di soluzioni offensive, completo dal punto di vista delle skills ma su cui bisognerà lavorare e non poco nell’altra fase dove già paga un evidente gap fisico. Il post-Moore, dunque, è tutto da vivere e da vedere.


