All’indomani della presentazione di Michele Carrea, l’ex capitano biancorosso traccia un profilo del nuovo coach del Pistoia Basket: «Un gran lavoratore, merita la Serie A»
Ha sempre seguito il Pistoia Basket anche dopo aver svestito la canotta biancorossa, cedendo la fascia di capitano due estati fa, all’indomani delle prime due stagioni (le migliori) dell’era Esposito. Ma quest’anno, ci dice, seguirà ancor più da vicino l’OriOra che riparte verso una nuova era con Marco Sambugaro e Michele Carrea, con cui ha condiviso gli ultimi mesi dell’ultimo campionato.
Pochi ma buoni per Michele Antonutti per conoscere un coach giovane, amante dalla sfida che “si merita questa possibilità” ci dice il lungo friulano, molto amato dalle parti del PalaCarrara per il suo carisma da trascinatore in campo e fuori. Per questo le sue belle parole di presentazione verso coach Carrea (appena presentato alla piazza) sono destinate a caricare tutto l’ambiente.
“Abbiamo condiviso due mesi e mezzo molto intensi – dice “Michelone”, arrivato a Biella da Treviso e decisivo per la terza qualificazione ai playoff del quadriennio Carrea – ci siamo confrontati molto in questo periodo trascorso insieme. Il coach è un gran lavoratore, è uno che ama più il campo che le parole, quindi a volte potrà sembrare ermetico ma con la squadra sa trovare una sinergia importante.
Per lui è una nuova sfida: Legadue e A1 sono diverse, soprattutto perchè la Legadue è un campionato in cui ci sono tanti italiani. Ma coach Carrea ama le sfide e soprattutto non dà mai nulla per scontato”.
Antonutti è reduce come coach Carrea, dalla grande festa lunga tutto un weekend con cui Biella ha celebrato i suoi 25 anni e per cui le “cantine Antonutti” hanno offerto un vino celebrativo. Lui preferisce non commentare, né fare dichiarazioni sul futuro ma anche il suo nome è tra i molti che continuano ad infiammare l’asse Biella-Pistoia, insieme a quello dell’ex vice di Carrea, Francesco Viola.
Il futuro è tutto da scrivere ma il presente di Pistoia, è coach Carrea che con i suoi 37 anni sarà uno dei coach più giovani della serie A. Per un “senatore” come Antonutti, un pregio o un difetto nel rapporto con i giocatori? “In serie A negli ultimi anni ci sono stati grandi rinnovamenti anche in panchina – chiude il lungo 33enne – Michele ogni anno ha fatto una crescita importante e si merita la serie A. Ha grande competenza, bisogna dargli il tempo di lavorare sereno perchè ogni campionato può avere delle difficoltà. Ma è giusto dargli fiducia”.
“La società – chiude l’ex capitano – ha dato un segnale forte dopo un anno difficile, puntando con la scelta di Sambugaro e Carrea a portare una nuova ondata di entusiasmo ed energia. Mi ha toccato il cuore leggere che Pistoia quest’anno è stata ultima nelle classifiche del pubblico, spero che questi cambiamenti portino ad una scossa per far tornare Pistoia ad essere quel fortino dove è difficile fare i due punti”.



