Monsummano, addio allo storico Alberto “Pistoia” Bargellini

Per anni storico collaboratore del Monsummano, era passato nell’ultimo decennio a collaborare con la Polisportiva Monsummano in Uisp

A Monsummano lo conoscevano tutti e lo rispettavano tutti. Alberto Bargellini, per tutti “Pistoia“, si è spento ieri all’età di 80 anni per colpa di un brutto male che lo affliggeva da tempo. Nativo di Pistoia, città al quale deve il suo soprannome, aveva lavorato in un’industria di Larciano e viveva da una vita a Monsummano. Sposato e con due figlie, aveva perso la moglie un anno fa ed era allora andato a vivere alla Vergine dei Pini. Non aveva comunque perso l’ironia e la sua voglia di scherzare che l’ha sempre contraddistinto.

Lo ricorda Marco Guidi, dirigente dell‘Intercomunale che ha lavorato tanti anni con lui. «Era la classica persona che non si faceva notare, ma quando non c’era la sua assenza pesava». Per anni infatti Alberto era stato il classico guardalinee nelle categorie dove l’arbitro non può contare su un vero e proprio assistente di gara. Ecco quindi che in questi casi spuntava lui con la mitica bandierina e il posto a bordocampo assicurato, tra una risata e una delle canzoni che amava canticchiare.

«Io e lui abbiamo fatto tantissime battaglie» continua Guidi «era uno che non si tirava indietro e dal suo lato finiva sempre per litigare con i tifosi avversari. Tanto da ricevere anche un’ombrellata, anni fa, in Garfagnana da un tifoso abbastanza irruento. Fuori dal campo era il primo a fare gruppo e a non mancare mai a una pizzata dopo la partita o dopo gli allenamenti. Le sue battute erano contagiose e i vari post sui social della Polisportiva Monsummano e dell’Intercomunale Monsummano testimoniano quanto sia stato amato».

Dopo circa 20 anni a collaborare con l’Intercomunale dal 2010 era passato alla Polisportiva Monsummano. «Anche quest’anno a fine agosto era già al campo sportivo per la preparazione. Poi un’ultima pizzata insieme e da quel giorno purtroppo l’ho rivisto soltanto a casa sua appena tornato dall’ospedale» esordisce così l’amico Sergio Del Rosso. «Nella nostra squadra era un tuttofare. Agiva da magazziniere, guardalinee ufficiale della squadra e si occupava del lavaggio delle maglie. Nonostante l’età ci seguiva sempre e senza di lui non partivamo. Sarà un’assenza pesantissima».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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