Monsummano, senti Panelli: «Ottimo momento, peccato per l’espulsione»

Due chiacchiere con Matteo, difensore del Monsummano, primogenito in casa Panelli, ma secondo sul campo rispetto al fratello Tommaso

Buon momento per il Monsummano di capitan Matteo Panelli. Due vittorie nei primi due incontri di campionato sommato ai due exploit di coppa pongono obbligatoriamente gli amaranto tra i favoriti. Non è la prima volta però… «Vero, ma dato che anche quest’anno è arrivata la promozione del Meridien certamente i riflettori sono ancora più su noi. Insieme a noi però c’è qualche altra squadra tosta. L’unico giudice però come sempre il campo. A inizio anno si parla sempre di ottime squadre, buona squadra con ottimi passati calcistici, ma ogni annata fa storia a sè e dobbiamo sempre adattarci alla categoria.»

A parlare è la sicurezza difensiva valdinievolina, il classe 1988 Matteo Panelli, difensore centrale degli amaranto da tre stagioni. Fratello di Tommaso (classe 1994) anch’egli difensore centrale, attualmente al Rimini, ma nelle scorse stagioni a Montecatini e a Agliana, Matteo invece ha militato sette anni nella Larcianese e una al Ponte Buggianese dopo le esperienze a Scandicci.

«Più forte io o mio fratello? Dico onestamente lui» scherza il più “vecchio” dei Panelli. «Se ci consigliamo? Ci seguiamo a vicenda e ci stimiamo. Nei suoi confronti ho grande ammirazione, ma non ci consigliamo a vicenda anche quando lo scorso anno lui giocava e io ero fermo. Giocare insieme? Soltanto nel torneo dei Rioni di Larciano perché abbiamo preso sempre strade diverse. Da avversari? Siamo pari negli scontri diretti: su 4 match una vittoria io, una lui e due 1-1. Anzi noi, lui ha vinto 2-0, io 1-0; è avanti nella differenza reti…».

Cosa ti ha lasciato la lunga esperienza di Larciano? «Giocare nella mia squadra della mia città è un onore e tranne l’anno della retrocessione è stato un periodo fantastico. Inoltre non è facile giocare come profeta in patria perché c’è un occhio di riguardo. Lì è nato un gruppo che ci ha fatto diventare come fratelli: personaggi come Pinto, Amatucci, Fioravanti e Parisi li frequento tutt’ora. Perchè scelsi di andare via? Sentivo che il mio tempo era finito. L’amarezza della retrocessione mi portò ad andare fuori dal mio paese e, pur combattuto, ho fatto una scelta da dover fare. Con la società è stato però un divorzio indolore».

Tommaso e Matteo ai tempi del Montecatini e del Ponte Buggianese

Come trovi il Monsummano quest’anno? «Inizio migliore non ci poteva essere. Per ora speriamo di continuare così e recuperare qualche altro giocatore. In un’annata strana come questa conterà molto anche la panchina, una risorsa fondamentale. Nel nostro caso più che parlare di panchina si tratta di un gruppo completo. Qui ognuno sa quello che può dare: non è così ovunque. Riguardo al girone di quest’anno alcune squadre non le conosco, specialmente quelle del pisano. Di alcune ne parlano bene come Sanromanese e Fornacette, ma anche Pescia e Marginone so possono fare un buon campionato. Penso sia ancora presto per giudicare».

Com’è andata domenica sorsa? «I Rossoneri hanno giocatori esperti come Gronchi e Pera che dato il passato tra Larciano e Meridien conoscevo già. Non sempre si può giocare di fioretto, tante volte servirà l’elmetto. Un esempio è proprio la gara di domenica. Un match tosto, vinto, ma dal quale sono scaturite due espulsioni, la mia e quella di Malih per i Rossoneri. Goti si è preso una gomitata che in seguito gli ha portato tre punti di sutura. Io al momento sono arrivato per dividere la rissa e l’arbitro ha interpretato l’arrivo come irruento e mi ha espulso. La squalifica? Spero al massimo due giornate perché son capitano, ma dipende cosa avrà scritto nel referto».

«D’altronde» continua Panelli «quello che può vedere solo un arbitro è relativo. Quando sono sceso di categoria avevo anche considerato che senza la terna sarebbe tutta un’altra cosa. Anche per noi difensori è cambiato tantissimo perché siamo costretti a giocare più indietro. Abbiamo preso delle precauzioni come lo scappare prima e il difendere diversamente. Chi considera che scendere di categoria porti a un rilassamento sbaglia: non si può giocare con sufficienza».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

La T Gema saluta Gianmarco Gulini: firma con la Tarros Spezia

La guardia classe 2002 aveva fin qui collezionato appena 6 minuti sul parquet. Concluderà la stagione in Liguria Le...

Caos Imolese: i rossoblu rischiano di non terminare il campionato

In caso di esclusione dell'Imolese il distacco tra Desenzano e Pistoiese salirebbe a quattro punti. Ma i bresciani...

La Montagna ha sciolto le riserve: il nuovo allenatore sarà Claudio Ceccarelli

Tecnico esperto, Ceccarelli aveva già guidato la Montagna Pistoiese fino al 2017: dopo quasi dieci anni il ritorno...

Tra emozioni e promozioni: Tonfoni rimarrà nella storia del Dany Basket

Dopo quasi quattro stagioni è finito il matrimonio tra Tonfoni e il Dany Basket: riviviamo le tappe di...