Alla guida del Montebianco Pieve, Sara Silvestri si affida alla talentuosa bomber empolese: «Una stagione di grandi responsabilità. In campo per vincere»
L’anno scorso ha conseguito la promozione in Serie C in qualità di secondo allenatore, al fianco di Ambra Russo. Un’esperienza significativa per prepararla in vista di una nuova stagione all’insegna delle grandi responsabilità: Sara Silvestri sarà l’head-coach della Prima Divisione targata Montebianco Pieve.
Per affrontare il difficile campionato territoriale, Silvestri avrà a disposizione un gruppo giovanissimo, in prevalenza under 18, composto da atlete alle prime volte nella categoria. La coach pievarina, con un passato di lusso da giocatrice con le maglie di Pescia e Chiesina, può contare anche su un nucleo di elementi di provata esperienza ed elevata caratura.
In particolare, c’è una ragazza che, dopo la vittoria in Serie D, ha deciso di sposare nuovamente la causa Pieve Volley, seguendo coach Silvestri in questa nuova avventura: si tratta di Danuta Bicci.
Classe 2001, cresciuta nel vivaio dell’Empoli Pallavolo, Bicci è un opposto capace di picchiare forte e in grado, inoltre, di supportare la fase di ricezione, essendo stata impiegata l’anno scorso da Russo anche in posto quattro.
L’attaccante dalla chioma bionda è pronta a vestire i panni di trascinatrice, caricandosi sulle spalle la seconda squadra valdinievolina. Silvestri punterà molto sulla verve realizzativa di Bicci, con la precisa intenzione di mettere in pratica, da buona tifosa della Juventus, quel famoso concetto Bonipertiano, “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
Sara, quest’anno sarai alla guida della Prima Divisione: cosa ti aspetti dalla nuova stagione?
«Sicuramente avrò maggiori responsabilità rispetto al passato. Un ruolo particolarmente impegnativo, visto che dovrò riuscire a lavorare bene con un gruppo molto giovane e favorire la crescita tecnica delle atlete. Provo tante emozioni in merito a questa avventura, non lo nego, ma cercherò di dare il massimo allo scopo di raggiungere gli obiettivi prefissi, che, come detto, riguardano soprattutto lo sviluppo delle giocatrici. Questa formazione è pensata come una sorta di serbatoio per la prima squadra militante in Serie C, perciò il concetto principale sarà “lavorare in funzione di”».
Come valuti la qualità del roster che hai a disposizione in questo anno agonistico?
«Sono contenta del gruppo che è stato formato e sul quale la società ha investito molto. In particolare, sono soddisfatta del lavoro che stanno svolgendo le ragazze, che in ogni allenamento si impegnano assai, mostrano tanta voglia e sono attente alla cura dei dettagli, rendendosi conto di percepire l’errore tecnico e provare subito a correggerlo. In questo roster ci sono anche innesti di grande esperienza, che hanno già vinto qui a Pieve – Silvia Martini, Melania e Martina Mariotti, Silvia Paladini, Michela Meoni, Veronica De Chiara – ma anche giovani di alto livello tecnico (Francesca Bellomo, Carlotta Michi) e altre che stanno crescendo a vista d’occhio e qui potrei citare, ad esempio, Gemma Calò, proveniente dal Delfino Pescia».
Sara, Pieve e Pescia sono le uniche formazioni della zona inserite nel girone di Lucca e Massa: cosa pensi di questo raggruppamento?
«Un girone che sarà una sorpresa, molto impegnativo sul piano delle trasferte da affrontare. Dovrò preparare bene la squadra a tutte le situazioni tecnico-tattiche che si potranno presentare. Qualche addetto ai lavori sostiene che sia un raggruppamento più abbordabile rispetto all’altro, caratterizzato da tante squadre di Pistoia, però soltanto giocando si potrà scoprire se ciò sia realmente vero. La storia insegna che le migliori giocatrici siano uscite proprio dalle parti dove andremo a giocare ed inoltre ci sono formazioni esperte e di grande tradizione. Ogni torneo è diverso e solo il campo potrà rivelare chi sarà il più forte. Una formazione da tenere d’occhio, ad esempio, è il Versilia, che l’anno scorso ha fatto molto bene, arrivando ai playoff».
Sara, qual è il ricordo più bello del tuo passato da giocatrice e quello come coach?
«Come giocatrice ce ne sono tanti, mi sono divertita molto nella mia carriera. Forse l’anno più bello è stato quello sotto la guida di Francesco Breschi, a Pescia, che mi ha ulteriormente cambiata. Però, sicuramente il più toccante e carico di emozioni è stato quello relativo alla mia ultima stagione (2014/2015), a Chiesina, con coach Yankov, quando siamo arrivate a disputare la finale per la promozione in Serie D proprio contro Pieve. Al di là del risultato, non dimenticherò mai quel giorno, anche perché l’avversario era la società dove oggi ho la fortuna di poter allenare.
Per quanto riguarda i miei primi trascorsi da tecnico, senza ombra di dubbio non posso non citare la promozione dell’anno scorso in Serie C: ancora oggi sono molto grata ad Ambra Russo per aver avuto la possibilità di lavorare e condividere con lei quella che poi si è rivelata una stagione straordinaria. Ringrazio nuovamente la società per la fiducia in relazione al nuovo incarico affidatomi. Faccio l’allenatrice da pochi anni, ci sono ancora tantissime pagine da scrivere».
Sara, dando uno sguardo alle giocatrici del tuo roster, un elemento chiamato a fare la differenza è sicuramente Danuta Bicci: sei della stessa opinione?
«Sì, concordo. Danuta ha già disputato con profitto la Serie D a Empoli e qui a Pieve. Inoltre, l’anno scorso è diventata una giocatrice versatile, in grado di dare una mano importante anche in ricezione, solitamente merce rara per un opposto. Dovrò gestirla in modo abile e tranquillo. Inoltre, sta avendo un buon impatto con tutte le atlete del roster, legando sia con le più giovani che con quelle di maggiore esperienza, è brava a fare gruppo. Per la sua carica e le caratteristiche tecniche di cui dispone, punterò molto su di lei. L’ho voluta fortemente nella mia squadra».



