Migliora il gioco, tornano i gol, ma arriva la sesta sconfitta per il Montecatini di Marselli che va in rete con difficoltà e annaspa in zona playout
Nonostante il Natale ormai alle porte è spuntato il sole sul campo di Via Maratona, è tornato Chiaramonti a segnare in casa da settembre e il gioco è parso più fluido e più ordinato, ma il risultato per il Montecatini non cambia.
Seconda sconfitta casalinga consecutiva e vittoria che ormai tra le mura amiche manca da due mesi quando ad ottobre un colpo di petto di Tempesti inflisse la prima sconfitta stagionale all’attuale capolista Pro Livorno. Proprio quel Tempesti che oggi con la traversa colpita e la scivolata miracolosamente intuita da Citti non è finito per pura sfortuna sul tabellino dei marcatori. Però non solo di sfortuna si deve parlare.
LE INTERVISTE
Nel primo tempo infatti il Tau Altopascio di mister Cristiani fa quello che vuole con Benedetti e Mengali supportati alla perfezione da un Chianese in stato di grazia; al riposo infatti Marselli deve ringraziare il proprio estremo difensore Bellini se è sotto soltanto di una rete perchè al 27′ Benedetti ha sì portato in vantaggio i suoi ma il portiere classe 2000 in seguito ha prima deviato a tu per tu con Antoni il pallone già scritto dello 0-2 e poi alzato in corner una rovesciata stilisticamente perfetta di Mengali.
Nella ripresa il copione più che cambiare è stato stracciato perchè dopo quattro giri di orologio il Tau in fase di disimpegno perde un pallone sanguinante, sul pallone si getta il migliore in campo Malih che, arrivato al limite dell’area, viene affossato dal già ammonito Gialdini: doppia ammonizione e Altopascio in dieci. Cristiani prova a riassestare la squadra togliendo Pratesi in favore di Fanani e sulla falsariga anche dalla panchina del Montecatini subentrano Chiaramonti e Moustafa al posto rispettivamente di uno spento Maiorana e un titubante Isola. E’ il minuto 58 e la mossa porta subito i cambi sperati perchè al 61′ Cardarelli si riscopre assistman e serve un pallone a Chiaramonti che la punta spizza in rete nonostante il goffo intervento di Citti. Torna ad esultare il pubblico del Mariotti, a sedere da più di 90 giorni e potrebbe sgolarsi anche pochi minuti dopo quando un bolide di Tempesti in girata dal limite colpisce la parte alta della traversa.
E’ una gara vibrante perchè l’Altopascio nonostante l’uomo in meno cerca di gettare il cuore oltre l’ostacolo, aiutato anche dalla (strana? pazza?) scelta di Marselli di mettere in panchina il folletto Malih, in favore del cavallo di razza Agostini, capace di esprimersi al meglio spesso a gara in corso. Stavolta dopo qualche errore iniziale servirebbe anche un pallone d’oro a Tempesti, ma la punta in scivolata trova sulla sua strada un prodigioso scatto di reni del solito Citti che stavolta si fa perdonare dal gol subito e sventa la minaccia. I granata lucchesi fiutano la beffa e a due minuti dal termine ecco la rete del terzino Lucchesi che sottomisura sbroglia una mischia in area. La temperatura sarà sui 10-13 gradi ma cala il gelo sul “Mariotti” e sul Montecatini, incredibilmente sotto dopo quaranta minuti giocati con l’uomo in più. La squadra tenta l’ultimo assalto, ma solo nel corso del quarto minuto di recupero dei cinque assegnati sembrerebbe trovare la rete ancora con Chiaramonti, ancora di testa, ma il tutto viene annullato: l’autore del cross era inizialmente in fuorigioco. Scatta il nervosismo per Cardarelli che si fa ammonire per la seconda volta, ma ormai è inutile protestare: un giro di lancette dopo il triplice fischio del signor Barbetti segnala che è tutto finito.
Una gara che i termali potevano anche vincere ha mostrato il risvolto della medaglia e una sconfitta che proprio non ci voleva: il Cascina infatti con i tre punti presi sul derelitto Viareggio fuggono tre punti avanti al Montecatini, ormai impantanato nella bollente zona play-out. Per uscire basterebbero anche due vittorie di fila, ma per una squadra che segna col contagocce – 9 gol in 14 partite – e che ora prende gol con più facilità rispetto ad inizio stagione, sembrerebbe chiedere troppo.



