Il marketing e la comunicazione di Montecatini col direttore Gianluca Meucci: una visione moderna e una “mission” ben precisa
Le gesta degli atleti in campo si guadagnano sempre il primo piano. Un po’ come in uno spettacolo teatrale, difficilmente uscendo dalla sala si sente dire «Hai visto che bravo fonico c’era stasera?». È più facile sentir parlare degli attori, della storia. Anche nella pallacanestro è ormai naturale che il lavoro svolto fuori dal parquet passi inosservato. Ma c’è, eccome. Ci sono persone che si spendono senza riserve per far sì che la società di cui sono membri cresca, aumenti il proprio seguito, attragga capitali esterni che ne possano migliorare le prestazioni. E quando le gesta sul campo sono sospese, non si peritano nell’eseguire gli straordinari. Per Montecatini queste persone sono Stefano Romani, Matteo Papini, Matteo Guinicelli, Filippo Laico e il direttore Gianluca Meucci, che insieme formano il “team marketing“.
«Sì io sono il direttore marketing della società, ma non potrei fare nulla se non avessi accanto un team di persone esattamente equiparate a me – commenta con orgoglio Gianluca Meucci, che prosegue – Non abbiamo nessuna gerarchia, facciamo un lavoro di squadra e ci completiamo l’uno con l’altro. Mettiamo le idee liberamente sul tavolo e poi decidiamo sempre a maggioranza. Ovviamente non possiamo dire che ci riesce sempre tutto, si fanno anche tanti errori. Fa parte del gioco ed è giusto così, l’importante è essere sempre propositivi e avere una visione».
L’IMPORTANZA DEI SOCIAL E LE ULTIME INIZIATIVE
Tra le novità più recenti la seconda puntata di “Ti presento i miei (compagni)” e un’edizione speciale di “Caffè Corretto Basket“. Nella prima Riccardo Romano conduce la presentazione dell’attuale guardia rossoblù classe 1999 Mattia Zampa, nella seconda il messaggio auto-ironico dell’ex coach di Montecatini (stagione 1984/1985) e poi commentatore di basket su Rai Sport Stefano Michelini. Per non scordarsi delle partite vintage trasmesse la domenica, all’insegna del mantra “…Noi si gioca uguale!“. Di idee accattivanti Meucci se ne intende, lavorando da anni nella pubblicità come produttore di spot e telepromozioni. Cogliamo l’occasione per entrare col suo aiuto nel vivo del trend topic della comunicazione degli ultimi anni e probabilmente anche dei prossimi: l’uso dei social network.
«Tramite i social oggi riusciamo a mantenere viva l’identità e l’appartenenza dei tifosi. Ciò che prima si doveva fare tramite i giornali, le locandine, o più avanti un sito, oggi si può fare in modo diretto e immediato coi social. Così possiamo consolidare lo zoccolo duro di tifosi e allo stesso tempo aumentarne la platea, che poi ci rende appetibili anche per le aziende. Di conseguenza abbiamo studiato la possibilità di coinvolgere quella fede rossoblù in modo tale da dargli quella spinta per poi affrontare tutti insieme le sfide che ci aspettano, sia sportive che economiche. Durante il primo lockdown di marzo 2020 abbiamo cercato di pensare a delle proposte social per sopperire all’assenza di partite e di eventi dal vivo. Di lì la challenge sui giocatori americani e italiani di Montecatini che sono rimasti più nel cuore, vinta da Chris Mc Nealy e Mario Boni. In una città piccola come Montecatini, i giocatori che venivano a stare qua diventavano subito parte integrante della comunità ed entravano nel cuore delle persone.
A partire da questo ottobre ci siamo ritrovati per la seconda volta senza la parte agonistica e adesso di preciso non sappiamo se e quando riprenderà il campionato. Quindi ci siamo dovuti inventare delle nuove situazioni che potessero in qualche modo continuare a tenere unito il popolo rossoblù. Nella produzione delle ultime rubriche è stata fondamentale la concatenazione di idee del nostro ufficio, la voglia di stimolazione reciproca con continui brain storming collettivi. Con “Caffè Corretto Basket“, “Ti presento i miei (compagni)” e “…Noi si gioca uguale!” abbiamo scelto di proporre un’altalena tra passato e presente che possa rinforzare sempre di più il legame con la società da parte dei tifosi e degli sponsor.
Non c’è miglior modo per farlo che mantenerci vivi nella mente e nella passione dei tifosi. Le partite storiche che stiamo trasmettendo la domenica fanno più 3000 visualizzazioni, significa che i nostri tifosi sono molto appassionati alla pallacanestro e affezionati ai colori rossoblù. I social da questo punto di vista ci aiutano tanto, ad occuparsene in via principale è Matteo Guinicelli. Eppure non è facile capire in anticipo i canali e le strategie che funzioneranno meglio. L’anno scorso ad esempio siamo stati fra le prime società di basket ad approdare sulla piattaforma Tik Tok, ci guardavano tutti straniti mentre oggi è tra i social coi numeri più alti. Chiaramente tutti gli strumenti vanno utilizzati per quello che sono, però se anche quella goccia ci può portare l’interesse di una persona in più perché privarsi dell’occasione».
UN NUOVO CICLO
«Quello che stiamo facendo è figlio di un percorso che abbiamo iniziato i primi di agosto del 2019, quando sono stato ufficialmente chiamato dalla società ad occuparmi del marketing. Mi chiamarono perché Matteo Papini si trasferì in Sardegna per motivi di lavoro. Matteo adesso fa sempre parte del nostro gruppo ed è anche molto attivo, ma essendo in Sardegna per ovvi motivi non può garantire una presenza fissa. Ho intrapreso questo percorso assieme a Stefano Romani che ho voluto subito come responsabile della grafica, visto che anche nelle passate esperienze all’interno di questo club abbiamo sempre lavorato fianco a fianco.
E così siamo entrati con l’idea di cominciare piano piano ad introdurre, in una società cestistica di serie B come allora ma vale lo stesso anche per l’attuale serie C Gold, tutti i nuovi principi del marketing sportivo. Un tempo si faceva la pubblicità al palazzetto e allo stadio, se si parlava di sponsor era già tanto. Oggi invece l’approccio alla sponsorizzazione sportiva è completamente cambiato. Vuoi perché sono cambiati i mezzi e gli strumenti tecnici, vuoi perché è cambiato proprio il modo di fare comunicazione. In punta di piedi abbiamo iniziato questa piccola “rivoluzione”, adottando una linea che sì desse risalto all’adesivo sul parquet e al cartello o al led, ma che desse un risalto ben maggiore agli sponsor tramite iniziative, uso dei social ed eventi legati sia all’attività sportiva che extra-sportiva della società.
Questo processo però è partito un po’ a rilento, stante l’andamento ahimè negativo della squadra durante la prima parte di campionato tenere un profilo troppo alto sarebbe stato controproducente. Poi a dicembre abbiamo dovuto per forza di cose alzare la testa e abbiamo iniziato a realizzare le prime iniziative. Abbiamo cominciato col promuovere lo sponsor of the day il giorno della partita. Poi dopo anni che non si faceva abbiamo organizzato una festa degli auguri al Palaterme, con più di 500 persone rimaste dopo la partita della prima squadra per la cena a buffet allestita da noi grazie soprattutto al contributo delle famiglie. Abbiamo sviluppato poi alcune idee particolari, mi viene in mente la presentazione di Andrea Iannilli presso la Chianti Banca. Il giorno dopo diversi giornali uscirono col titolo “Con Iannilli Montecatini mette la salvezza in banca”.
Insomma, la direzione intrapresa è stata quella di dare sempre maggiore visibilità ai nostri sponsor anche fuori dal puro basket giocato. In questo modo tra l’altro riesci anche un po’ a svincolarti dal mero risultato sportivo e a creare un feedback con i tifosi e le aziende che ci sostengono, mettendo in contatto il più possibile gli uni con le altre».
LA SOCIETÀ SPORTIVA COME UN’AZIENDA
«Tutti i progetti che abbiamo concepito e portato avanti vengono dall’intenzione di trattare sempre di più la società sportiva come un’azienda. Da una parte abbiamo le altre aziende che possiamo definire come i nostri fornitori, dall’altra i tifosi ovvero metaforicamente i nostri clienti. Ecco in questa logica noi dobbiamo offrire un prodotto che sia appetibile per i fornitori che ci diano sempre più risorse per migliorarlo e perfezionarlo, ma al contempo anche per i clienti che vogliamo siano sempre più numerosi. Nel momento in cui riusciamo a rendere contenti entrambi mettendoli in contatto, facciamo bingo.
Quella della Club House da Egisto è stata un’intuizione che a causa del Covid non abbiamo potuto sviluppare a pieno. Sarebbe bello tornare ad avere un “giro post basket” in un luogo di ritrovo come il ristorante di Aleandro Roncarà, un posto dove la squadra possa sentirsi tra le mura amiche assieme anche agli affezionati e ai tifosi. Creare un indotto vero e proprio è il faro che ci guida in questo percorso moderno di marketing sportivo. Ovviamente non siamo ancora riusciti a farlo al 100%, siamo arrivati secondo me ad un 20% di ciò che volevamo fare, ma riteniamo sia un ottimo inizio».
POPOLO ROSSOBLÙ: UN’APPARTENENZA DA MANTENERE E UNA BASE DA ALLARGARE
«Il problema più evidente all’inizio di questo nostro percorso era quello di essere visti da qualcuno come il derivato della vecchia società di Monsummano. E ora invece, con un occhio anche alle nostre pagine social, mi sembra che nessuno o quasi parli più in questi termini. Per risolvere questo malcontento abbiamo lavorato tanto, anche in maniera plateale. L’emblema è stata la presentazione della stagione 2019/2020 davanti al Comune di Montecatini, fatta per dare un segnale forte di identità territoriale vista anche la partecipazione di tutti i Sindaci della Valdinievole.
In ogni caso devo dire che a mio avviso a Montecatini il problema dei tifosi al palazzetto non è mai esistito. Ovviamente ci sono stati un po’ di alti e bassi, ma se faccio il raffronto con quello che abbiamo visto in giro l’anno scorso in serie B, in alcuni palazzetti quando c’erano 100 persone era grasso che colava. Noi come minimo facevamo 600 persone, abbiamo raggiunto anche quota 1000 per cui non possiamo lamentarci. Il montecatinese ha un DNA così fortemente segnato dalla pallacanestro che vuole veder giocare.
Un altro esempio è l’altra rubrica accennata prima dal titolo “Caffè Corretto Basket“, che esce ogni martedì e ogni sabato. Ogni giorno aumentano le persone che ci contattano perché vogliono contribuire spontaneamente anche loro con aneddoti e storie. È segno che stiamo andando a colpire quelle corde che piacciono ai montecatinesi, ma non solo. Uno dei nostri propositi infatti è anche quello di allargare il raggio di tifo e supporto a tutta la Valdinievole, in modo tale da essere la squadra di punta non solo ovviamente di Montecatini ma anche del movimento cestistico valdinievolino».
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Per oggi – sabato 28 novembre – alle ore 14 al social bar rossoblù è atteso un altro Caffè Corretto Basket. Mentre domenica alle ore 18 montecatinesi e non potranno proseguire in questo turbinio di emozioni cestistiche con lo storico derby del 1994 tra Bialetti Montecatini e Kleenex Pistoia.



