Il presidente del sodalizio bianconero da giocatore è stato una vera e propria bandiera del Montecatini Calcio
Alla vigilia del primo inedito confronto nonché derby in programma al ‘Brizzi’ domenica prossima fra Montecatini e Lampo Meridien, entriamo nel contesto di cotanta tenzone. Di fatto la società di via di Maratona si troverà di fronte il blasone e la centenaria storia della Lampo unita all’ambizione ed alla voglia di emergere della Meridien. Tali basilari e fondamentali componenti e qualità hanno contribuito, poco meno di un anno e mezzo fa, alla fusione di queste due realtà, figlie del medesimo humus calcistico valdinievolino. L’obiettivo era creare un sodalizio ancora più forte ed organizzato ponendo, allo stesso tempo, solide basi per quanto concerne il settore giovanile. Quale grande tetto comune l’impianto dei Giardinetti. Morale della favola: la gente di Lamporecchio ha comunque una squadra da seguire e sostenere, oltre ai punti fermi d’appoggio radicati sul territorio.
È arrivata la promozione al campionato Elite mentre la prima squadra pur ringiovanita è lassù in sesta posizione ad un solo punto di distacco dalle piazze playoff e soprattutto ad appena due lunghezze di ritardo dalla vetta. E poi c è lui, il patron, o meglio il lungimirante e visionario creatore di un sogno, all’anagrafe Leandro Fabiani, persona riservata e poco presenzialista che ama parlare coi fatti. Ma al di là dell’aspetto dirigenziale, parlando del Fabiani calciatore, è il grande ex di turno. Difensore roccioso ed applicato, che amava anche spingere in avanti e non tirava mai indietro la gamba. Cresciuto nella cantera biancoceleste, ebbe buoni maestri fra cui Roberto Pinochi, una delle bandiere in assoluto del club dell’Airone.

La sua innata tenacia, la tenuta atletica, il carisma, la passione e la grinta unite alla maniera quasi ascetica di prepararsi alle partite ne permisero l’approdo alla Lucchese. Ritornò poi a mettersi nuovamente la “camiseta” biancoceleste per uno spezzone della stagione 1992-93, in quel Montecatini dove, assieme a capitan Bettini e al prolifico bomber Mirko Matteoni, c’erano atleti di sostanza del calibro di Reggianini, Corcione e Del Pistoia oltre ai fratelli Finizzola. Uomo di principi, come sottolineato discreto e riservato nella vita privata, sotto quella sua naturale espressione solo all’apparenza scontrosa non lascia trapelare nessuna emozione, anche se forse non sarà insensibile nel vedere e ricordare i suoi vecchi colori al pari di uno degli assoluti protagonisti della stagione 2015-2016 come Roberto Di Vito, inamovibile perno di quel Montecatini che sfiorò la promozione nei professionisti.


