Nell’anticipo del girone A di Promozione si sfidano il Montecatini e il Marginone, quest’ultimo guidato dall’ex PesciaLamberto Bendinelli
L’anticipo del girone A di Promozione fra Montecatini e Marginone in programma sabato alle 15:30 sul campo centrale dell’impianto Renzo Brizzi di Margine Coperta rappresenta una sfida più unica che rara in questa zona di confine. A parte infatti in match disputato a metà anni trenta valido per il torneo Propaganda della lega Ulic, I’unico doppio precedente riguarda la stagione 1989-90, quando i termali allora guidati dal trainer pisano Donati e trascinati dai gol dell’immarcabile Fabrizio Natalini si imposero in volata sul resto del gruppo salendo in Prima Categoria. Detto che il Marginone finì ultimo perdendo coi biancocelesti sia all’andata che al ritorno (5-2 e 2-1), tale confronto ci dà l’occasione per parlare di un condottiero abile quanto riservato, una sorta di anti personaggio nel football presenzialista ed urlato di adesso, il cui punto privilegiato d osservazione sul mondo è quella panchina dalla quale scruta attentamente le vicende in campo in modo agitato ma perfettamente lucido. Stiamo parlando di Lamberto Bendinelli, 60 primavere dalla nascita, tecnico tutta sostanza e zero apparenza. Lui parla coi fatti. come aver portato per la prima nella storia del piccolo sodalizio lucchese il Marginone in Promozione.
Anchionese di crescita e residenza, da calciatore è stato per una vita bandiera, anima, pietra miliare e grintoso difensore e trainer degli amatori del Chiesanuova. Quindi è entrato in punta di piedi nel macro universo dei dilettanti compiendo un percorso impressionante nell’arco di 10 stagioni. Un arco temporale nel quale ha vinto tre campionati e una coppa Toscana con l’Unione Pontigiana, portata dalla Terza Categoria fino in Promozione per poi festeggiare da protagonista il ritorno del glorioso Pescia dei record in Prima Categoria. A seguire il successo nei playoff regionali col Porcari e dulcis in fundo l’impresa di Marginone. Dei fedeli pretoriani ha sempre al suo fianco Gabriele Cortesi e Roberto Scaffai, quest’ultimo in veste ora di preparatore atletico. Sa di chi fidarsi perché nella palude si salva solo il coccodrillo. La missione dopo tante promozioni è mantenere la posizione e la categoria. Ce la farà? A domanda, lui abbozza un sorriso.
Alle soglia delle 60 primavere ha messo in bacheca tutto ciò che poteva vincere ovvero tre campionati (Prima, Seconda e Terza categoria) e una coppa Toscana alla guida dell’Unione Pontigiana. In ordine cronologico ha poi riportato il glorioso Pescia in prima categoria per poi subire la beffa della mancata promozione con il Porcari, nonostante la vittoria dei playoff regionali. Si è preso comunque la rivincita col destino baro, compiendo la recente impresa del passaggio in Promozione del Marginone, categoria mai sfiorata dalla società lucchese. Il tutto nello spazio temporale inferiore ad un decennio. Il denominatore comune con Fabbri sta magari nella grande umiltà sulla quale entrambi posano le fondamenta del rispettivo pensiero calcistico. È una qualità ormai in disuso sia nello sport che nel quotidiano ma che questo pomeriggio può far davvero la differenza fra vincere e perdere.



