Due gol al Perignano e Niccolò Chiaramonti si sblocca: «Con Tempesti intesa perfetta. Benvenuti? Ha 19 anni, ma ragiona da esperto»
A tu per tu con Niccolò Chiaramonti, attaccante classe 1995 del Montecatini tornato quest’anno in biancoceleste dopo le esperienze a Montignoso, Camaiore, Viareggio e Ponte Buggianese.
Partiamo dalla fine: raccontaci un po’ la gara e la tua doppietta di Perignano.
«Abbiamo messo in campo lo spirito giusto, approcciando bene alla gara. Sul primo gol devo ringraziare Tempesti, perché l’assist che mi ha regalato è stato perfetto: ho solo dovuto aprire il piattone e metterla dentro. Dopo la rete sono arrivati venti minuti difficili dove abbiamo faticato, ma al rientro dagli spogliatoi siamo partiti forte e al secondo minuto ho raddoppiato: anche questa volta è nato tutto dai piedi di Tempesti, che ha messo in moto Zaccaria, abile a smistare di prima un pallone per me che ho saltato i due difensori centrali, il portiere e l’ho insaccata. Da lì in poi la gara è stata in discesa, chiusa con il rigore di Tempesti già a metà ripresa».
In passato c’è stato un momento di difficoltà del Montecatini e tuo personale ad andare in rete: di chi è la colpa?
«Non voglio incolpare nessuno, ma probabilmente noi punte avevamo fatto poco, pur avendo ricevuto un numero non eccessivo di palloni. In più, giocando in maniera spesso prevedibile siamo stati in balia degli avversari, facendo il loro gioco. Un esempio perfetto è la gara contro il Tau quando abbiamo fatto la gara noi, ma non riuscendo a segnare la seconda rete, alla fine siamo usciti sconfitti. A Massa e Perignano invece abbiamo indovinato l’approccio, sbagliato meno in fase di costruzione e sottoporta siamo stati letali».
Come ti trovi non solo con Tempesti compagno di reparto, ma anche con Malih che piano piano si è guadagnato la maglia da titolare?
«Con Tempesti mi trovo benissimo, siamo due attaccanti compatibili sia in campo che fuori. Malih non molla mai, dà sempre il 100% e queste gare da titolare sono meritatissime. La vera sorpresa però è stato Benvenuti, una pedina fondamentale in questo nuovo modulo con il trequartista dietro le punte, dove è parso un altro giocatore da quello di inizio campionato. Lorenzo per me non è una quota: è un “vecchio” del 2000 che ragiona con esperienza e che sa sempre la cosa giusta da fare».
Cosa ti ha spinto a tornare a Montecatini quest’anno?
«Più che l’idea del centenario della squadra, hanno inciso molto la vicinanza a casa e i molti amici che avevo con i quali mi trovo bene anche fuori dal campo, creando un ambiente rilassante nel quale ci si può allenare a meraviglia. Inoltre avevo sentito parlare molto bene della coppia Marselli-Mucedola al comando di questa squadra e ho deciso di tornare dove già in passato ero stato molto bene».
Il più bel gol realizzato in maglia biancoceleste?
«Qui non ho segnato tantissimo, ma sicuramente il più bello ritengo sia quello di quest’anno in coppa contro il Camaiore con una conclusione veramente fantastica da fuori area sotto l’incrocio».
Infine, progetti per questo 2020?
«Sicuramente fare bene, ripagare quelli che a inizio stagione avevano creduto in me e anche far ricredere chi ha storto il naso in questo girone d’andata, continuando su questa strada e anche migliorando nello score di reti segnate. L’augurio per la squadra invece è quello di fare il massimo e provare ad arrivare più lontano possibile, che sia la salvezza diretta, metà classifica oppure i play-off: è stato un inizio di stagione non facile che tifoseria e dirigenza non si aspettavano, ma piano piano stiamo risalendo e dovremo dimostrare già qualcosa nella prima gara del 2020 in casa contro il Cascina, vendicando la sconfitta dell’andata».



